Politica e attualità
Tutti i nemici del Procuratore. L'omicidio di Bruno Caccia
di Paola Bellone
editore: Laterza
Bruno Caccia fu ucciso dalla 'ndrangheta, senza alcun dubbio
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La guerra di Corea
di Steven H. Lee
editore: Il mulino
pagine: 209
La guerra di Corea, che si concluse con l'armistizio del luglio 1953, è stato il primo grande episodio di tensione internazionale nella guerra fredda, dove mondo occidentale e mondo comunista si sono affrontati. L'attacco della Corea del nord comunista a quella del sud nel giugno 1950 determinò l'intervento americano e un conflitto su cui aleggiava lo spettro di una guerra nucleare. Il volume esamina l'intera vicenda della guerra di Corea collocandola nel contesto degli equilibri mondiali del dopoguerra e vedendone le conseguenze, dall'ingresso della Germania nella Nato al trattato di pace con il Giappone, dall'ingresso della Cina sulla scena mondiale all'impiego anticomunista statunitense.
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Democrazia sfigurata. Il popolo fra opinione e verità
di Nadia Urbinati
editore: Università Bocconi Editore
pagine: 341
Una società democratica ha caratteristiche proprie che la rendono esteriormente riconoscibile. La democrazia rappresentativa è un sistema diarchico fondato sulla volontà e sull'opinione, che si influenzano e collaborano, senza mai fondersi. Questo è il volto che oggi appare sfigurato. Tre le deformazioni: la tendenza a letture apolitiche della deliberazione pubblica (il mito del governo tecnico); la promozione di soluzioni populiste; la spinta al plebiscito e dunque la democrazia dell'audience. Riaffermare il potere della diarchia, tutelando la funzione dell'opinione, è essenziale alla sopravvivenza della democrazia.
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Sindacato, politica, autonomia. Per Riccardo Terzi
editore: Ediesse
pagine: 174
Riccardo Terzi, nato a Bergamo nel 1940 e morto a Milano nel 2015, lascia un prezioso contributo di studi, che il Gruppo di lavoro a lui intitolato si prefigge di ordinare e valorizzare, partendo da questo lavoro, realizzato con la Cgil di Bergamo. Il volume raccoglie gli esiti di un seminario del 2015 con contributi, tra gli altri, di Adolfo Braga, Aldo Bonomi e Marco Revelli, un'intervista a Terzi e alcuni suoi interventi sulla storia e i mutamenti dei rapporti fra i soggetti della rappresentanza politica e della rappresentanza sindacale. «Terzi si interroga sulle trasformazioni della politica e della democrazia partendo da lontano, da quel repertorio di possibilità che è il passato. E misura la prossimità, e soprattutto la distanza, del presente rispetto a quel passato. Il paradosso di un modello di regime politico che nasce nel conflitto sociale per l'inclusione di ampie frazioni di popolazione escluse e finisce per funzionare come un sistema oligarchico destinato a configurare un'arena, distante dalla cittadinanza democratica, in cui si svolgono meri giochi di potere, è messo in luce da Terzi che può così insistere sul mutamento strutturale di ciò che usiamo chiamare 'politica'. E l'effetto inaspettato dell'esercizio del senso della storia è che solo così puoi vedere in altro modo lo stato delle cose presenti, puoi abbandonare un modo ormai opaco e distorto di nominare le cose e, forse, puoi scovare con uno sguardo libero e critico un varco per possibilità e alternative che la dittatura del presente azzera e rende opache o inaccessibili.» (dalla prefazione di Salvatore Veca)
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Dalla crisi dell'Irpef alla Flat tax. Prospettive per una riforma dell'imposta sul reddito
di Dario Stevanato
editore: Il mulino
pagine: 211
Scopo dell'imposta personale sul reddito era realizzare i principi di universalità e progressione, aggravare i redditi fondati, esentare quelli minimi. Si è invece verificato l'opposto e l'Irpef progressiva si è rivelata un tributo frammentario e selettivo, dove la progressività è ormai confinata ai soli redditi di lavoro. I postulati di partenza sono così ribaltati e anziché avere un'unica imposta personale, universale e progressiva, sul reddito complessivo, abbiamo un sistema di imposte speciali plurime, frutto di stratificazioni normative caotiche, che attuano una discriminazione qualitativa a rovescio. Quale può essere la soluzione a questo stato di cose? Secondo Dario Stevanato, la via d'uscita non può consistere nella rinuncia ai meccanismi cedolari di tassazione, né tantomeno nell'inasprimento della progressività, che finirebbe per incidere soltanto sui redditi della classe lavoratrice. Per riformare il sistema e alleviare il prelievo su lavoratori e produttori, ripristinando al contempo l'equità orizzontale, occorre superare il dogma delle aliquote graduate a favore di una ragionevole progressività per deduzione, ottenuta grazie alla fiat tax (imposta ad aliquota piatta) con esenzione dei redditi di sussistenza.
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Il futuro è il posto migliore. Il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America in parole sue
di Barack Obama
editore: Rizzoli Etas
pagine: 247
Il 9 novembre 2016 Donald J
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Ribelli d'Italia. Il sogno della rivoluzione da Mazzini alle Brigate rosse
di Paolo Buchignani
editore: Marsilio
pagine: 413
Perché ancora oggi in Italia stenta ad affermarsi una cultura politica riformista? Per quale motivo persistono, tanto a destra
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Maiestas. Politica e pensiero politico nella Napoli aragonese (1443-1503)
di Guido Cappelli
editore: Carocci
pagine: 235
Questo libro tratta del Regno di Napoli nella seconda metà del XV secolo. Tuttavia, esso aspira anche a fornire un saggio del più generale pensiero politico italiano in quella fase cruciale tra basso Medioevo e prima Età moderna, quando si forgio una peculiare dottrina dello Stato - organico, centralizzato e ispirato a criteri di razionalità e armonia - animata dalla partecipazione e dall'ispirazione di quella straordinaria avanguardia intellettuale che in Italia si chiamò umanesimo, nel "secolo lungo" che va da Petrarca a Erasmo. Nel corso di sei densi capitoli in equilibrio tra storia intellettuale e letteratura politica, il volume mette in luce la parabola della proposta politica umanistica, proiettando l'immagine di una Napoli in prima fila nelle trasformazioni del suo tempo: una revisione storiografica che contribuisce a restituire alla capitale il ruolo storico che troppo spesso la critica le ha negalo.
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L'altra storia della lega
di Fabio Zanello
editore: Bepress
Ancora negli ultimi giorni del conflitto, e a un passo dalla vittoria, le forze alleate si impegnano in Italia, da nord a sud, in un mirato sostegno a istanze separatiste ai fini del contenimento delle sinistre. Affidata ad un esordiente Eugenio Cefis, e ad un ancor più giovane Gianfranco Miglio, questa strategia finisce per incrociarsi con un complesso apparato di istituti culturali federalisti, emanazione della CIA, che gli anglo-americani impongono sul continente, al fine di controllarne il futuro geopolitico. Via via che il verbo etnico e identitario si fa paradigma di questi movimenti, il federalismo diventa in Italia il laboratorio di una trama sottile volta a creare un'ulteriore opzione alla deriva a sinistra del Paese: quella della sua disgregazione in macro-regioni distinte per criteri etnici da sottrarre a uno Stato centrale, una volta caduto sotto il governo del PCI. Le ombre dei servizi, delle logge e dell'eversione nera entrano così in scena, senza esclusione di morti eccellenti quanto ambigue, fino al frutto di questo progetto politico e al suo leader, la Lega di Umberto Bossi. Di qui sono le maglie della P2 a raffinare il progetto e poi, mentre Tangentopoli dissolve l'equilibrio politico della Penisola, Licio Gelli in persona a siglare, fuori dai clamori, l'intesa con una pletora di formazioni autonomiste innescate a sud dalla mafia. Un percorso destinato a mutare solo quando, a sorpresa, Silvio Berlusconi irrompe sulla scena, dirottando nel suo nuovo partito quelle medesime forze intese a impedire l'accesso dei comunisti al potere.
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Digitale e potere collettivo
editore: Cantagalli
pagine: 144
Digitale è l'economia globale. E collettivo è il potere di sindacati e partiti messo sotto pressione dalla crisi del 2008 e da un nuovo ordine mondiale in fase di assestamento che rischia, proprio per la difficoltà e le incertezze della rappresentanza organizzata, di vedere alterati i principi fondamentali che si sono affermati nelle democrazie avanzate negli ultimi due secoli. Raffaele Bonanni - insieme a Giuseppe Sabella - descrive in queste pagine "con una sorprendente capacità di farsi leggere" (dalla prefazione di Vittorio Feltri) il momento critico che l'Occidente e in particolare il nostro Paese stanno attraversando, anche alla luce dell'affermazione di Matteo Renzi e dell'ultimo ventennio che ha visto protagonista l'ex segretario generale della Cisl. La situazione italiana, come del resto quella europea e globale, vede il potere collettivo di partiti e forze sociali arrancare nei confronti del capitale. Ma è solo la loro riorganizzazione che può generare un equilibrio nuovo per la nostra democrazia. Come diceva, infatti, il grande Alexis de Tocqueville "nulla vi è che la natura umana disperi di raggiungere con l'azione libera del potere collettivo degli individui".
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Abecedario
di Mario Tronti
editore: DeriveApprodi
pagine: 64
In questo film-intervista di sette ore, Mario Tronti espone i tratti salienti del suo pensiero filosofico e politico, con particolare attenzione alle vicende del Novecento: il conflitto tra capitale e lavoro, le guerre e le rivoluzioni, la crisi della politica, ma anche concetti come amico/nemico, crisi, fede, libertà, operai, realismo, Stato, teoria, verità... Le parole chiave di una ricerca ininterrotta che dalla critica dei rapporti di produzione è divenuta critica di un'intera civiltà. Include un libro con testi di Carlo Formenti e Pasquale Serra.
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Il paese dei papaveri. L'Afghanistan, la vita durante la Guerra. Un'esperienza diretta
di Jolanda Brunetti
editore: Eurilink
pagine: 141
Dal punto di vista militare e geopolitico, il teatro afghano rappresenta un punto di attrito con un'area instabile che si allarga alla regione e genera preoccupazione per la sicurezza internazionale. Dal vissuto della diplomatica italiana, responsabile per la riforma della giustizia in Afghanistan, emergono i temi scomodi alla base delle incomprensioni, politiche e culturali - all'interno dell'Alleanza e con le Istituzioni internazionali e locali - nonché dell'insufficienza di risposte, concrete ed adeguate, alla risoluzione della complessa questione afghana. Un variegato - talora ironico, amaro e divertente - excursus sul tessuto socio-culturale afghano nonché sul contributo degli sponsors occidentali, che rivela gli aspetti meno noti e più controversi della cooperazione nel Paese. Un ambiente, quello afghano, forte e diretto ma anche violento e ambiguo, così come affiora da una visione consapevole delle circostanze. Non c'è, né potrebbe esserci, un pronostico sugli sviluppi finali perché le vicende afghane sono legate alla complessità degli interessi in presenza, sia a livello locale che sul piano internazionale. Rimane la descrizione fedele di un panorama geopolitico che, nella storia recente, segnò - per primo - il ciclo dei grandi cambiamenti politico-militari della nostra epoca.
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