Politica e attualità
L'opposizione parlamentare in Italia. Dall'antiberlusconisrno all'antipolitica
di Elisabetta De Giorgi
editore: Carocci
pagine: 160
Nonostante i grandi cambiamenti avvenuti nel sistema politico italiano a partire dagli anni Novanta, l'opposizione parlamentare non è mai riuscita a completare la propria evoluzione in senso maggioritario. Si è passati, infatti, da un'opposizione "dimezzata" - quella della prima repubblica, durante la quale il principale partito di minoranza, il PCI, svolgeva il suo compito solo a metà, non potendo porsi come effettiva alternativa al governo in carica - a un'opposizione "incompiuta". Questo sia per mancanza di volontà politica da parte degli stessi attori partitici, sia a causa del processo di delegittimazione reciproca fra i due schieramenti cominciato con la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Le cose non sono cambiate neppure alla fine della fase di alternanza che è coincisa con il successo politico dell'ex Cavaliere. Con il governo tecnico del 2011 si è tornati, infatti, a una configurazione parlamentare di tipo consensuale, che ha fatto emergere varie crepe all'interno delle due coalizioni. Il volume ripercorre le principali fasi dell'era bipolare, esplorando le ragioni della mancata svolta in senso maggioritario dell'opposizione parlamentare, e affronta poi l'ingresso nell'arena parlamentare del Movimento 5 Stelle, cercando di comprendere se, a partire dal 2013, ci troviamo di fronte ad un "nuovo" tipo di opposizione e, se è così, con quali conseguenze per la competizione partitica nel suo complesso.
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Cesare Luporini politico. Gli interventi al Senato e al Comitato centrale del PCI (1958-1991)
editore: Carocci
pagine: 415
Cesare Luporini (1909-1993) è stato un grande intellettuale del Novecento, filosofo di fama internazionale e tra i maggiori esponenti del marxismo italiano. Il volume raccoglie i suoi interventi al Senato della Repubblica durante la in Legislatura (1958-63) e quelli tenuti al Comitato centrale del PCI dagli anni Cinquanta fino allo scioglimento del partito. La presenza politica di Luporini copre dunque un arco temporale vasto e rilevante, segnato da grandi eventi storici: la Guerra fredda e i governi di centrosinistra in Italia, la riforma della scuola media e il 1968, gli anni di piombo e il compromesso storico, il crollo del socialismo reale e la fine del PCI. Il volume si propone di colmare una lacuna, dando la dovuta attenzione - non solo sporadica e marginale - a questo protagonista della vita culturale, politica e civile dell'Italia repubblicana.
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Moscacieca
di Gustavo Zagrebelsky
editore: Laterza
pagine: 112
Paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione tra idee progettuali, ossessioni unanimistiche, allergia per il pensiero non allineato. Ciò che ci ostiniamo a chiamare governo è il mero esecutore e garante della forza normativa del fatto. Nel tempo esecutivo solo lo status quo è legittimo. Il resto è solo velleità, agitazione sterile e senza prospettive. Che è quanto dire che la frustrazione della democrazia è stata interiorizzata, è entrata nel midollo della società.
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Napoli. Viaggio nella città reale
di Paolo Frascani
editore: Laterza
pagine: 214
Statistiche nazionali, pagelle sulla vivibilità, indicatori del tasso di criminalità e inquinamento si intrecciano al racconto
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Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini
di Emiliano Fittipaldi
editore: Feltrinelli
pagine: 208
"Da qualche tempo sto scartabellando nuovi documenti riservati, intercettazioni delle procure italiane e straniere, atti di co
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Solo una decrescita felice (selettiva e governata) può salvarci
editore: Lindau
pagine: 192
Non viviamo nel migliore dei mondi possibili
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Viva l'Europa viva
di Davide Giacalone
editore: Rubbettino
pagine: 247
Europei si nacque. Europeisti si era. Antieuropeisti o euroscettici lo si è diventati. Europeisti lo eravamo per normalità, molto anche per retorica, certo. Antieuropeisti lo si è diventati dopo avere goduto dei benefici dell'integrazione, i quando i molti errori commessi e l'affermarsi dei vincoli parametrali hanno consentito di operare la più fantastica delle falsificazioni: i conti dissestati, la spesa pubblica improduttiva, il debito stellare, la connessa demoniaca pressione fiscale, non erano più conseguenza delle scelte i che si erano fatte, del diffondersi dell'assistenzialismo, delle reclamate elemosine di Stato, dei contrasti al dispiegarsi del libero mercato e della tenace difesa delle rendite di posizione, ma erano tutte colpe dell'Europa. Ciliegiona sulla torta: la viltà delle classi dirigenti, politica e non solo, che anziché assumersi il compito di richiamare alla ragionevolezza e all'ordine hanno provato a scaricare il peso delle cose dovute su un'entità astratta e prevalente: ce lo chiede l'Europa. C'è del buono, in questo percorso degenerativo, che buono non è. Una delle cose buone è che dirsi europeisti non è più lo scontato e indistinguibile luogo comune, praticabile in qualche adunanza domenicale o in qualche rituale celebrazione scolastica. Dirsi europeisti è diventato un problema, un'affermazione che desta reazioni vivaci. Taluni credono sia quasi segno di follia. E io sono un europeista.
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Cattivi maestri della Sinistra. Gramsci, Togliatti, Lukàcs, Sartre e Marcuse
di Luciano Pellicani
editore: Rubbettino
pagine: 129
Sin dalla Rivoluzione francese, che le ha dato i natali, la sinistra non è mai stata un singolare
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Vite di lotta armata. Storie di attivismo nella Provisional IRA
di Lorenzo Bosi
editore: Carocci
pagine: 102
Quali sono i percorsi che portano alcune donne e uomini ad abbracciare la lotta armata? Cosa sostiene il loro impegno all'interno dei gruppi armati, anche a fronte di lunghi periodi di prigionia? Come escono dalla lotta armata e quali conseguenze sulla loro storia di vita attribuiscono a una tale scelta? Il libro risponde a queste domande basandosi su venticinque testimonianze di donne e uomini che fra il 1969 e il 1972, in Nord Irlanda, entrarono a far parte della Provisional IRA. "Vite di lotta armata" promuove un approccio - mutuato dalla letteratura sui movimenti sociali - che contestualizza l'emergere della violenza politica, il suo sviluppo, il suo declino e il suo impatto. Analizzando l'intrecciarsi del contesto sociale e organizzativo in cui agisce l'individuo, questo libro esamina i percorsi di vita di coloro che, per più di trent'anni, hanno fatto parte della Provisional IRA, hanno vissuto l'esperienza della prigionia e sono oggi cittadini attivi all'interno delle loro comunità locali.
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La voragine. La folle scommessa dei derivati di Stato. I contratti segreti con le banche. Il buco nei conti pubblici di cui nessuno parla
di Luca Piana
editore: Mondadori
pagine: 156
Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che lo Stato italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con grandi banche d'affari internazionali. Un fiume di denaro destinato purtroppo a ingrossarsi, visto che da qui al 2021 sono più che probabili ulteriori perdite per altri 24 miliardi di euro. Ma cosa sono i «derivati», di cui spesso si sente parlare e di cui altrettanto spesso si ignora l'esatto significato? Qual è la differenza fra uno swap e una swaption, fra un Cross currency swap e un Interest rate swap? Luca Piana scava nel mondo sommerso della finanza e ne rivela metodi e strumenti, tra cui appunto i derivati... Ricostruisce quando il governo centrale - ma anche Regioni, Province e perfino microscopici Comuni - hanno cominciato a usarli e per quali motivi. E spiega perché, a un certo punto, hanno avuto effetti così devastanti sulle casse pubbliche, oltre che su quelle delle amministrazioni locali. In particolare vengono ricostruiti i dettagli dei derivati sottoscritti dallo Stato italiano con una banca d'investimento americana, che hanno costretto il Tesoro a sborsare ben 3,1 miliardi di euro, versati per giunta proprio nel momento in cui l'allora premier Mario Monti stava fronteggiando il rischio di non poter più pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Senza dimenticare che al Parlamento e all'opinione pubblica è sempre stata ed è tuttora negata la possibilità di prendere visione di questi contratti, rendendo di fatto impossibile una valutazione piena e trasparente della gravità della situazione. E, soprattutto, impedendo agli esperti di analizzare le ragioni che hanno spinto i dirigenti dello Stato italiano a imbarcarsi in operazioni dal profilo di rischio elevato, in alcuni casi addirittura speculativo. Ma se molti aspetti di questa complessa vicenda restano ancora oscuri, una cosa è chiara fin d'ora: nei conti pubblici del nostro Paese si è aperta un'immensa voragine, e la colpa è da addebitare - almeno in parte - ai derivati e, quindi, ai governi della Seconda Repubblica che li hanno sottoscritti.
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Un mondo degno dei nostri figli. Discorsi 2009-2016
di Barack Obama
editore: Garzanti Libri
pagine: 297
Il 20 gennaio 2009, Barack Obama presta giuramento come 44° presidente degli Stati Uniti d'America. Dopo una delle campagne elettorali più partecipate e coinvolgenti di sempre, capace di mobilitare migliaia di cittadini in tutto il mondo in nome della pace, dei diritti civili, del disarmo nucleare, diventa il primo afroamericano a ricoprire il prestigioso incarico. A distanza di otto anni, ripercorriamo l'eredità storica e politica dei suoi due mandati in questi discorsi: dalle parole ferme e decise con cui viene data notizia della morte di Osama bin Laden alla battaglia senza precedenti contro i pericoli del cambiamento climatico; dalle commoventi e orgogliose frasi sui diritti dei neri nel cinquantesimo anniversario della marcia di Selma fino all'ultimo discorso pronunciato all'assemblea generale delle Nazioni Unite.
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Guerre, debiti e democrazia. Breve storia da Bismarck a oggi
di Sergio Romano
editore: Laterza
pagine: 117
Col Trattato di Versailles, al termine della Grande guerra, la Germania è condannata a pagare in trent'anni 132 miliardi di ma
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