Politica e attualità
Piovono pietre
Cronache marziane da un paese assurdo
di Robecchi Alessandro
editore: Laterza
pagine: 181
Ogni inquisito, imputato o rinviato a giudizio si affanna a dichiarare "Sono sereno"
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Leviatano
di Hobbes Thomas
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Vitale rappresentazione dello Stato moderno, longeva e barocca figura di pensiero politico nelle sembianze di un mostro biblic
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La città delle persone. L'Emilia,l'Italia e una nuova idea di buon governo
di Delrio Graziano
editore: Donzelli
pagine: 140
L'Italia è nel mezzo di una delle sue crisi più pesanti: crisi economica, precarietà, lacerazioni sociali, conflitti istituzio
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Tecnica del colpo di Stato
di Curzio Malaparte
editore: Adelphi
pagine: 270
Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l'arresto e il confino a Lipari per "manifestazioni di antifascismo compiute all'estero", "Tecnica del colpo di Stato", spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d'un fiato: non solo per l'"attualità" della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta "campagna di stampa" con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l'acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le "dense nuvole nere sulle officine di Putilow" cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.
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Guerre conto terzi. Aziende di sicurezza e privatizzazione della funzione militare
di Stefano Ruzza
editore: Il Mulino
pagine: 245
La storia dei guerrieri prezzolati è antica quanto quella della guerra. Oggigiorno, tuttavia, l'attività militare privata è condotta da soggetti nuovi, strutturati in forma aziendale: le private security firms (Psf). Questo rinnovamento organizzativo ha conseguenze che contribuiscono a spiegare il grande successo sperimentato di recente dai mercenari, ingaggiati da una pluralità di clienti - pubblici e privati - e impegnati in ogni angolo del globo, dall'America Latina all'Estremo Oriente. Tramite l'analisi di casi dai combattenti al soldo in Sierra Leone ai mercenari in Croazia, Iraq e Colombia, allo studio del fenomeno in rapporto agli Stati Uniti -, il volume indaga come mai il mercato della sicurezza sia tale solo nei suoi aspetti deteriori; per quali ragioni la regolamentazione delle private security firms sia così difficile; e che cosa comporti il ritorno sulla scena della forza privata per il sistema internazionale.
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Il ghiaccio era sottile. Per una storia dell'Autonomia a
di Marcello Tarì
editore: DeriveApprodi
pagine: 216
Nel turbinio dei sommovimenti sociali e politici degli anni Settanta, l'Autonomia è riuscita a mettere insieme Marx con l'anti
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Dignità! Nove scrittori per Medici senza frontiere
editore: Feltrinelli
pagine: 249
Nove scrittori internazionali, di grande fama e sensibilità, tra cui anche il premio Nobel della letteratura del 2010 Mario Va
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La qualità della democrazia in Italia. Capitale sociale e politica
di Marco Almagisti
editore: Carocci
pagine: 379
Negli ultimi anni il tema della qualità della democrazia si è affermato nel mondo quale principale filone di ricerca politologica, assumendo in Italia alcuni tratti specifici. Infatti, il caso italiano ha ispirato una nutrita letteratura critica relativa ai temi del populismo, dell'antipolitica e della sfiducia nelle istituzioni, suggerendo la possibilità estrema che l'Italia possa diventare una democrazia "senza qualità". Sviluppando l'ipotesi di un possibile incontro fra lo studio della qualità democratica e quello del capitale sociale, l'autore rintraccia gli elementi fondamentali della democrazia italiana nel rapporto fra culture politiche locali e istituzioni nazionali e nella rappresentanza territoriale svolta dai partiti. Attraverso il continuo rimando fra i cambiamenti del sistema politico nazionale e le trasformazioni di due società locali emblematiche, quali il Veneto bianco e la Toscana rossa, le più recenti vicende politiche italiane trovano spiegazione entro una solida ricostruzione empirica.
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I grandi testi del pensiero politico
editore: Il Mulino
pagine: 314
Questa antologia presenta i testi di alcune delle personalità più significative della storia delle dottrine politiche
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Il complotto. La controinchiesta segreta dei Kennedy sull'omicidio di JFK
di Hepburn James
editore: Nutrimenti
pagine: 265
L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy ha avuto fin dagli anni Sessanta una troppo facile verità ufficiale, quella stabilita
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Credere nello Stato? Teologia politica e dissimulazione da Filippo Il Bello a Wikileaks
di Carlo Lottieri
editore: Rubbettino
pagine: 196
Un'istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con la teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando la religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica e fonte autentica di ogni possibile salvezza e, infine, interpretando il venir meno di ogni trascendenza e il trionfo dello strumentalismo. Il presente volume, che evoca un gran numero di questioni e autori senza avere la presunzione di individuare una soluzione definitiva a dibattiti tanto complessi, traccia un percorso volto a chiedersi se si possa davvero aver fede nello Stato, facendone il senso ultimo della nostra esistenza, e prestar fede a quanto affermano gli ideologi schierati a sua difesa. Il tema della teologia politica e quello della dissimulazione - dello Stato quale fonte di occultamento della realtà - sono d'altro canto strettamente legati, dato che l'aperta sfida che il potere moderno ha lanciato alle confessioni religiose propriamente dette lo ha costretto a moltiplicare le falsificazioni e gli inganni.
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La corsa per il colle
di Domenico Nania
editore: Rubbettino
pagine: 186
Nel 1992/1993 il disaccordo nella DC su chi, tra Forlani e Andreotti, doveva "salire" al Colle e un referendum elettorale causarono quelle fratture che agevolarono la nascita della Seconda Repubblica. Nel 2012/2013 un referendum, le elezioni politiche e la scelta del nuovo Capo dello Stato condurranno alla Terza Repubblica o riporteranno indietro le lancette dell'orologio? "La corsa per il Colle" è un libro che guarda lontano, analizza quanto ha pesato la corsa per il Quirinale nel "Fini-cambiamento", mette in guardia da "una destra che piace alla sinistra", indica le priorità di "una destra che fa la destra" e denuncia i "poteri forti" che lavorano per "una politica debole". La posta in gioco è alta. Il centrodestra, per l'autore, ha il dovere primario di rispettare la sovranità popolare, presentandosi, nel 2013, o quando sarà, al giudizio degli elettori. Tertium non datur.
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