Politica e attualità
Cambiare verso all'Europa. 99 considerazioni sul futuro dell'Unione
di Renzi Matteo
editore: Castelvecchi
pagine: 90
Qual è l'idea di Europa di Matteo Renzi? Attraverso gli scritti e i discorsi raccolti in questo libro, il segretario del Pd e
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L'iPhone e il paradiso di Allah
di Franco Cardini
editore: Castelvecchi
pagine: 140
Dai rapporti tra le diverse sponde del Mediterraneo a Papa Francesco e la Laudato si', dai temi attuali di una storiografia sempre vista come "cosa viva" fino al giudizio sui recenti attentati dell'Isis a Parigi e sul rischio di un conflitto di civiltà con l'Islam, dal tema dell'immigrazione al problema dell'ineguaglianza sociale. Il titolo è uno sguardo di e un viaggio con un grande intellettuale fuori da tutti gli schemi, spesso imprevedibile, quasi sempre provocatorio. Le riflessioni di Cardini, anche grazie a una scrittura ironica e densa, provocano e aprono nuovi orizzonti.
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Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi vent'anni
di Ross Alec
editore: Feltrinelli
pagine: 341
È facile dimenticare quanto è cambiato il mondo negli ultimi decenni, perché viviamo immersi nel presente
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Cleptocrazia. Il «meccanismo unico» della corruzione tra economia e politica
di Giulio Sapelli
editore: Guerini e associati
pagine: 175
La corruzione è endemica e universale, funzionale al mantenimento del sistema e, proprio per questo, ineliminabile, inestirpabile. Semplicemente, quando da fisiologica si tramuta in patologica, scoppiano gli scandali, fa notizia. Questa la tesi di fondo del libro, ampiamente e rigorosamente argomentata. La ripubblicazione di un testo come "Cleptocrazia", uscito per la prima volta nel 1994, rappresenta uno stimolante spunto di riflessione, incredibilmente attuale, sul tema. Certo, oggi la corruzione ha cambiato volto nel confuso scenario politico che abbiamo di fronte. Si sono disgregati i partiti, le grandi imprese non ci sono più, cambiano i rapporti di forza, si inverte la dinamica tra concussi e concussori. Tuttavia, vent'anni dopo Tangentopoli, i media continuano a essere sommersi dalle notizie di scandali finanziari, economici, politici, che sfociano persino in rivelazioni sulla collusione dei dirigenti pubblici con la criminalità organizzata. È davvero tramontata un'epoca?
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Capitale & capitali. Dialoghi su mafie e corruzione in Italia
editore: Edizioni Santa Caterina
pagine: 152
La costruzione di un'etica anticorruzione, la gestione dei beni confiscati ai clan, l'importanza del lavoro di procuratori e giornalisti nella lotta contro le nuove mafie e nella genesi di un "sentire comune" improntato alla legalità: le testimonianze di questo volume, da quella di Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, a quella di Michele Prestipino, Procuratore aggiunto e coordinatore di tutte le indagini su Mafia Capitale, fino a quelle dei giornalisti Lirio Abbate e Giovanni Tizian dell'"Espresso" svelano le zone d'ombra e i retroscena meno noti di uno dei peggiori mali del nostro Paese, quella mafia che in modo sempre più mimetico vuole occupare gli spazi dove sono i capitali. Con un intervento di Carlo Lucarelli. testi di Lirio Abbate, Raffaele Cantone, Enzo Ciconte, Carlo Lucarelli, Lionello Mancini, Toni Mira, Francesco Saverio Pavone, mons. Michele Pennisi, Umberto Postiglione, Michele Prestipino, Pierpaolo Romani, Giovanni Tizian.
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Il patto con il diavolo
di Fulvio Scaglione
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 203
Sono ormai venticinque anni che i Paesi occidentali vivono il dramma del terrorismo islamico, ma nonostante guerre, alleanze sancite e instaurazione di regimi "amici", la situazione resta incandescente. Ma è davvero impossibile fermare gli islamisti? E per quale motivo i popoli del Medio Oriente ci appaiono irriducibilmente ostili, anche quando ci presentiamo con le migliori intenzioni? Nella prima inchiesta che ha il coraggio di affrontare a fondo le responsabilità dell'Occidente, Fulvio Scaglione - che ha vissuto da inviato tutti i conflitti che hanno generato l'attuale crisi mediorientale, dalla Cecenia all'Afghanistan fino all'Iraq - racconta i clamorosi errori di valutazione, gli affari non sempre limpidi, le alleanze sbagliate a tradite, e mette a nudo ciò che potevamo fare e che invece non abbiamo fatto contro il terrorismo islamico. Dalle fratture ereditate dalle politiche coloniali ai danni causati con la rovinosa "guerra al terrore", dalla visione superficiale sull'lsis e la sua organizzazione all'unione di politica e interessi che ha determinato le strategie in Medio Oriente, Scaglione passa in rassegna la lunga lista di disastri in cui ci siamo impantanati. E mette in discussione le basi su cui abbiamo fondato le nostre scelte, a partire dall'illusione di poter "esportare la democrazia" e imporre in ambiente islamico usi e costumi occidentali: perché, al di là della propaganda, "i tentativi di travasare i riti della nostra democrazia hanno sempre prodotto dei mostri politici".
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Panama papers. Gli affari segreti del potere
editore: Rizzoli
pagine: 409
"Salve. Qui John Doe. Le interessano informazioni? Vorrei condividerle." John Doe è il nome convenzionalmente utilizzato in inglese per riferirsi a persone di cui non può essere rivelata l'identità. Comincia così, con un messaggio sms, "la più grande fuga di notizie che qualsiasi giornalista abbia mai avuto per le mani". Una gola profonda, coraggiosa e anonima, consegna a Bastian Obermayer, giovane giornalista della "Süddeutsche Zeitung", una valanga di materiale che aumenta in maniera esponenziale, fino a superare i 2,5 terabyte: è tutto sottratto ai server di uno studio legale panamense che fa capo a Jürgen Mossack - un tedesco emigrato a Panama, figlio di un ex SS diventato informatore della Cia - e a Ramon Fonseca, principale consigliere del presidente panamense Varela. lo studio Mossack Fonseca è tra i maggiori provider di società offshore. Sulla carta opera nel rispetto di tutte le leggi e disposizioni in materia di trasparenza, ma è sufficiente un'occhiata alle pagine e pagine di documenti, e-mail, estratti conto che risalgono fino agli anni Settanta per rendersi conto che non è così. Dai dati emerge un carosello di società fantasma dietro le quali si nascondono uomini e donne in carne e ossa, amici e parenti di politici di grosso calibro.
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Lettera a un mare chiuso per una società aperta
di Ilaria Guidantoni
editore: Albeggi
pagine: 168
Una lettera aperta di riflessione filosofica e politica sui cambiamenti che stanno scuotendo il mare nostrum. L'autrice affronta un viaggio nel Mediterraneo raccontando la storia di questo mare, culla della società cosiddetta occidentale, chiuso e per questo necessariamente creatore di una società aperta, e lo fa attraverso le voci di intellettuali che narrano il proprio punto di vista, spesso sospesi fra identità plurali. Dallo studio comparato delle due sponde del "mare bianco di mezzo" per gli Arabi, della distesa di acqua salata dai tanti nomi e significati per i Greci e del mare nostrum per i Romani, emerge un sistema di corrispondenze tra religioni, sulla concezione della famiglia e della donna, sulla tavola, sulle città. Il Mediterraneo è un mosaico di diversità che costituiscono la sua stessa ricchezza e identità. Il dialogo e la ricchezza delle differenze sono l'unica garanzia di pace, strumento per uno sviluppo sostenibile economicamente e culturalmente, prima che valore morale. Il libro ospita, tra gli altri, contributi dello scrittore marocchino Mohamed Berrada, dello scrittore egiziano Muhammad Aladdin, del giornalista algerino Mohamed-Chérif Lachichi, del giornalista e romanziere egiziano Ezzat al Kamhawi, dello scrittore greco Petros Markaris, del giornalista, scrittore e poeta siriano Mouhamad Dibo e della scrittrice libanese Leyla Khalil.
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Kosovo: un paese al bivio. Islam, terrorismo, criminalità organizzata: la nuova Repubblica è una minaccia?
editore: Franco Angeli
pagine: 144
Cosa resta da dire del Kosovo dopo oltre dieci anni dai bombardamenti della NATO? Sicuramente ancora molto, perché la giovane
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Europa, politica e passione
di Giorgio Napolitano
editore: Feltrinelli
pagine: 96
Il progetto europeo è duramente scosso nei suoi fondamenti ideali, nelle sue politiche, nelle sue istituzioni. Conati neonazionalistici, rozzi tentativi di ristabilire barriere ai confini, arroccamenti retorici nelle presunte vecchie identità - ecco quello che sotto le bandiere dell'euroscetticismo e del populismo si diffonde nei paesi dell'Unione. In questo contesto, Giorgio Napolitano continua instancabilmente a riportare il dibattito alla radice delle ragioni di un europeismo convinto. Se è importante riconoscere le difficoltà attuali del progetto europeo, infatti, non si deve cadere nella tentazione di farne tabula rasa né di cedere al catastrofismo. "Se davvero la prova suprema di vocazione e visione politica la si dà, la si dà ritentando ogni volta l'impossibile. Ebbene, quello di un'Europa sempre più unita è precisamente l'impossibile che dobbiamo ritentare con tutte le nostre forze. E se si pensa al mondo che cambia e ribolle attorno a noi, viene spontaneo chiedersi: Europa, se non ora, quando?" Il Presidente emerito raccoglie in questo volume quattro ampi interventi pubblici in diverse sedi in cui scandisce le tappe della costruzione europea, suggerendone le nuove motivazioni dettate dal cambiamento mondiale. Apre la raccolta un'introduzione in cui Napolitano ripercorre il suo cammino da posizioni distanti dall'adesione italiana al processo di integrazione a una graduale, piena identificazione con la prospettiva dell'unità dell'Europa.
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Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il paese
editore: Rizzoli
pagine: 231
Ha fatto sembrare i politici tradizionali dei matusalemme. Ha schiacciato e spedito nel reparto delle anticaglie i tentativi di nuovo centrodestra destinati a diventare flop. Ha annichilito gli avversari parlando in modo chiaro e concreto. Tutto nel volgere di pochi mesi, con un succedersi di blitz, di guerre lampo senza paragoni in Italia. "Sono in estasi davanti alla sua energia" ha detto di lui Marine Le Pen. "È un uomo estremamente coraggioso e può andare al governo." L'avanzata fulminea di Matteo Salvini ha sorpreso tutti, eppure la sua storia con la Lega è cominciata quando era ancora un ragazzino, nella Milano degli anni Ottanta. È una storia profondamente intrecciata alla scoperta di una politica fatta tra la gente e per la gente, a partire dai chilometri in bicicletta per attaccare i manifesti elettorali, passando per i microfoni di Radio Padania e il Parlamento europeo, fino alla nomina a segretario federale della Lega, che lo ha fatto diventare uno dei personaggi chiave della scena politica italiana.
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Declino di un partito. Il PCI negli anni Ottanta visto da un suo centro studi
di Giuseppe Cotturri
editore: Ediesse
pagine: 125
Il declino negli anni Ottanta del PCI, maggior partito di massa in Italia, non fu soltanto legato alle contraddizioni del comunismo mondiale e alla preclusione che le forze della guerra fredda opposero a un percorso di integrazione democratica di quel partito. La vicenda di quel declino rivela aspetti generali di mancato sviluppo democratico delle democrazie come tali: nuove soggettività politiche, partecipazione di cittadini competenti e autonomi, rispetto della dignità delle persone, nuovi bisogni, allargamento dei sistemi politici. Tutto questo si manifestò in quel decennio, e tutto fu respinto, la guerra tornò sulla scena del mondo, il Sud d'Europa e soprattutto il Mediterraneo furono abbandonati a esiti tragici. Questi temi furono colti e segnalati con grande anticipo in una singolare esperienza di ricerca promossa dal CRS, Centro Studi del PCI, che per quindici anni con la direzione di Pietro Ingrao provò a orientare il partito verso riforme del sistema politico e a contribuire da sinistra alla costruzione europea. La chiusura del partito a quei temi e a quelle proposte è un aspetto particolare del suo declino. Oggi l'interesse per quella vicenda, che l'autore ricostruisce dall'interno per il ruolo svolto nel CRS, è dato anche dall'attualità delle questioni irrisolte: le riforme istituzionali e costituzionali, l'unione politica dell'Europa, forme e ruolo delle nuove soggettività.
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