Sociologia
Il servizio sociale di comunità
di Allegri Elena
editore: Carocci
pagine: 175
Tra austerità del welfare e riduzione della spesa sociale, è possibile cambiare le strategie di intervento dei servizi sociali
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Dopo la crisi. Torniamo all'etica protestante?
di Dahrendorf Ralf
editore: Laterza
pagine: 46
Nel caso favorevole le crisi sono temporali purificatori
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Non si può tornare indietro. Cronache brillanti dall'Italia che cambia
di Christian Rocca
editore: Marsilio
pagine: 302
I trenta-quarantenni sembrano aver finalmente preso il potere in Italia
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Carte semiotiche. Immagini che fanno segno. Modi e pratiche di rappresentazione diagrammatica nelle informational images
editore: La Casa Usher
pagine: 204
Diagrammi, mappe e grafici sono sempre più presenti, sulla scena mediale e nella vita quotidiana, sull'onda della necessità di dominare la complessità del mondo contemporaneo. Oggetti visivi diversi ma accomunati dall'essere informational images, per dirla con James Elkins, ovvero capaci di veicolare dati e concetti. Pur essendo molto diverse dalle rappresentazioni classiche di stampo figurativo, queste immagini hanno comunque un grande potere: quello di rendere visibile l'invisibile. Un tema, questo, su cui si interrogano la teoria delle immagini, i media studies, gli studi di cultura visuale e la semiotica, interessati al rapporto tra rappresentazione e linguaggio e allo statuto della rappresentazione diagrammatica nei confronti di quella pittorica. I contributi qui raccolti ruotano intorno a questo dibattito, a partire da approcci disciplinari diversi e da più oggetti di analisi - dalle interfacce videoludiche all'arte contemporanea, dal mapping nel cinema alle immagini scientifiche, dalle pratiche progettuali in architettura alla rappresentazione del territorio. Senza dimenticare la lezione di Guattari e di Deleuze sul diagramma, su cui Fabbri si sofferma nel suo saggio, e le riflessioni di Manovich su cosa significa, oggi, visualization.
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Il futuro del welfare è in azienda
editore: Guerini next
pagine: 191
Sono sempre più numerose le aziende che offrono benefit e servizi di welfare ai propri dipendenti. La retribuzione del lavoro sta cambiando pelle e vicino al salario monetario sta crescendo il salario sociale, ossia la retribuzione in natura, più conveniente sul piano fiscale e contributivo. Si tratta del cosiddetto welfare aziendale che permette di remunerare i dipendenti con una serie di servizi alla persona e di sostegno al potere d'acquisto tramite l'offerta di servizi di assistenza per i propri familiari, sia bambini sia anziani non autosufficienti, buoni spesa, buoni pasto, iniziative di conciliazione tra vita privata e lavoro, contributi per l'acquisto dei libri per i propri figli, assicurazione sanitaria e via dicendo. Complice la lunga crisi economica di questi anni, molte aziende non sono più in grado di sostenere aumenti monetari per i propri dipendenti e grazie ai vantaggi fiscali del salario sociale ricorrono a piani di welfare aziendale. Si tratta, si badi bene, di un sistema virtuoso che conviene a tutti: all'azienda che migliora la produttività, ai dipendenti che vedono aumentare il loro potere d'acquisto e allo Stato che può fare affidamento su una fonte di finanziamento aggiuntiva per le politiche sociali. Lo sviluppo e la centralità del welfare aziendale prende piede, infatti, all'interno della crisi di sostenibilità del nostro modello di stato sociale e dalla conseguente necessità di individuare nuove leve di finanziamento della spesa sociale.
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La società europea
editore: Il mulino
pagine: 352
Un grande affresco della società europea, incentrato sui temi decisivi che ne hanno caratterizzato la storia: le popolazioni e
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Del matrimonio considerato come un'arte
editore: Donzelli
pagine: 144
"Quali possibilità c'erano che Julia e Philippe, le cui storie rivelano singolarità incommensurabili, si incontrassero a Parigi nel 1966? Che si amassero prima, durante e dopo il Maggio '68? Che restassero sposati dal 1967? Poche possibilità: il calcolo delle probabilità avrebbe bisogno di una serie astronomica di cifre dopo lo zero...". Eppure, tutto ciò è successo. Due "stranieri" nel corpo e nell'anima hanno deciso di restare saldamente in un luogo che essi stessi hanno scelto di disegnare come il loro matrimonio dal momento in cui ciascuno ha sentito che il "vivere con l'altro" gli era inevitabile. Prende avvio da qui un dialogo serrato sull'amore, che assume la forma di un vero e proprio lessico della vita matrimoniale. Julia Kristeva, psicanalista e scrittrice, e Philippe Sollers, scrittore e filosofo, due personalità di spicco della cultura del nostro tempo, si interrogano sull'arte di costruire un matrimonio che duri e che resista agli urti della società globalizzata, ma anche sulle ragioni per cui hanno scelto di armonizzare le loro diversità all'apparenza inconciliabili in un "luogo vivente come un organismo, le cui parti perdono un po' di se stesse in nome della libertà dell'altro".
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Filosofie di genere. Differenza sessuale e ingiustizie sociali
di Vera Tripodi
editore: Carocci
pagine: 167
In molti manuali di filosofia, le donne sono del tutto assenti o, in quelli in cui compaiono, il loro contributo alla disciplina sembra essere limitato all'analisi di alcuni temi considerati culturalmente più vicini alla sensibilità femminile (come sessualità, emancipazione, aborto ecc.) - Quali sono le ragioni di tale esclusione? Perché nella storia della filosofia sono presenti poche donne? Storicamente, la filosofia ha offerto una caratterizzazione negativa del femminile e, propagando la convinzione che la razionalità fosse una prerogativa maschile, ha contribuito a escludere le donne dalle pratiche scientifiche e dalla sfera conoscitiva. La filosofia è davvero una pratica che si addice solo agli uomini ed è unicamente espressione del punto di vista maschile? Qual è il rapporto tra conoscenza, corpo e genere? Quali problemi etici la questione della cura pone rispetto alla tutela dei diritti di alcune categorie sociali? E pensabile una divinità al femminile? Nel rispondere a queste e ad altre domande, l'autrice illustra come la filosofia e le nostre pratiche scientifiche possono non essere neutrali rispetto al genere ed emarginare alcuni soggetti.
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Noi non andiamo in massa, andiamo insieme. I treni della memoria nell'esperienza italiana, 2000-2015
editore: Mimesis
pagine: 171
I Treni della Memoria attraversano l'Europa dall'inizio del nuovo secolo per condurre soprattutto gli studenti nei luoghi dell
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Perché l'amore fa soffrire
di Eva Illouz
editore: Il mulino
pagine: 306
Le pene d'amore sono universali, come ci ricordano molte opere letterarie. Se tuttavia i personaggi romanzeschi - da Emma Bovary a Bridget Jones - possono perfino deliziarsi dei supplizi amorosi, nella moderna cultura utilitarista il dolore è sentito come un'esperienza puramente distruttiva, da scongiurare e allontanare da sé. Non si tratta solo di vissuto personale, come suggerito nella terapia di coppia e nella posta del cuore, ma di una condizione tipica dell'individuo contemporaneo, con il suo imperativo di autoaffermazione e le patologie che lo accompagnano: narcisismo, incapacità di scegliere, fobia da impegno, tirannia della bellezza e della moda, mercificazione degli incontri. Ma cambiare si può: per tutti, uomini e donne, la sfida è quella di costruire una nuova e più piena consapevolezza sessuale e amorosa.
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Il professore sul ring. Perché gli uomini combattono e a noi piace guardarli
di Jonathan Gottschall
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 330
Perché gli uomini combattono? Per scoprirlo, Jonathan Gottschall si immerge in un viaggio nella scienza, nella storia e nella letteratura della violenza, narrandoci di duelli all'alba, di sport al limite del suicidio, di arti marziali, di riti di iniziazione, di pugilato e di molto altro ancora. Quello che scopre è che più una società mette in mostra la propria violenza in contesti regolati, meno la violenza tracima poi davvero nelle strade. Il combattimento, insomma, è una strategia vincente, che ha consentito alla nostra specie di prosperare, stabilire le sue inevitabili gerarchie e minimizzare i rischi di uno scontro reale. Tuttavia, una cosa è scrivere della violenza, ben altra è provarla sulla propria pelle. Ed è proprio questo che ha fatto Gottschall: si è iscritto a un club di "arti marziali miste" ed è finito a fare un vero combattimento "nella gabbia", di quelli con poche regole, se non quella, universale, di abbattere l'avversario. Solo dopo essersi preso la sua dose di botte, quindi, Gottschall si è messo a scrivere questo libro, con ben altra consapevolezza del tema. Il risultato è affine a quello del suo libro precedente, "L'istinto di narrare": una prosa effervescente, ironica, un'erudizione che spazia dalla letteratura al fumetto passando per la biologia evoluzionistica, e un'infinità di storie vere che tengono il lettore incollato alla pagina. Il tutto racchiuso in un quadro concettuale estremamente originale.
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La nuova survey. Sondaggio discorsivo e approccio internazionale
di Giampietro Gobo
editore: Carocci
pagine: 335
In passato la survey è stata profondamente influenzata dal comportamentismo, che ha trattato l'intervista come un banale processo di stimolo-risposta. Di conseguenza l'intervistato è stato concepito semplicemente come uno schedario, una banca dati, trascurando così la natura prevalentemente comunicativa e sociale dell'intervista. Mediante un approccio interazionale, cognitivista, pragmatico e centrato sull'intervistato (anziché sul ricercatore), approccio che riporta l'intervista alla sua dimensione relazionale, il libro offre proposte innovative (fra cui la tecnica dell'inter-vey) volte a migliorare e ottimizzare la raccolta e la qualità dei dati, prospettando una nuova alleanza tra ricercatore, intervistatore e intervistato.
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