Sociologia
Less is home. Antropologie dello spazio domestico
di Matteo Meschiari
editore: Compositori
pagine: 182
Per due milioni di anni abbiamo vissuto a contatto con il fuori, non nel buio delle grotte, ma in luoghi intermedi tra il chiuso e l'aperto: spalle alla roccia, occhi nella valle. Pochi secoli di civiltà industriale e di urbanesimo soffocante ci hanno abituato a vivere in scatole da scarpe. Tutto l'abitare va ripensato da qui, dalla constatazione che eravamo fatti per praterie e foreste, che ci piaceva e ancora ci piace vivere nell'aperto, che facevamo case temporanee, leggere, che avevamo di meno e immaginavamo di più. Sono le esperienze più estreme, quelle del limite e del lontano, che hanno qualcosa da dire sul fare casa oggi: capanne, bivacchi, tende, rifugi, ripari di fortuna, un'architettura minima, essenziale, ma più densa degli edifici materiali e simbolici in cui abbiamo finito per nasconderci. Dalla preistoria nomade alla casa aumentata dei nuovi media, dallo shelter rudimentale all'architettura di emergenza, dal macroalveare alla nano house, dai fast-places all'abitare-per-sempre, questo libro è un'esplorazione a rovescio delle radici antropologiche dell'abitare. Per alleggerirsi, stare di meno, andare via.
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47° rapporto sulla situazione sociale del paese 2013
editore: Franco Angeli
pagine: 588
Giunto alla 47a edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese
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La città sradicata. Geografie dell'abitare contemporaneo. I migranti mappano Milano
di Nausicaa Pezzoni
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 359
In questo libro, i migranti, figure emblematiche della contemporaneità, ci conducono a esplorare la condizione urbana attuale: il loro abitare sradicato diviene lo spunto per pensare al progetto di una città che voglia intercettare la domanda di abitabilità del presente; il loro sguardo estraniato diventa l'indizio per scoprire forme di relazione con lo spazio dove il significato attribuito ai diversi luoghi definisce i contorni di un'appartenenza di nuovo genere. Attraverso 100 mappe di Milano disegnate da altrettanti migranti 'al primo approdo' affiora e prende forma la geografia di una città pressoché sconosciuta a chi è residente stabile: una città che include, che attrae, che divide, che mette in relazione o che si fa temere, a seconda dei significati di cui si caricano i suoi spazi nell'osservazione di chi si disponga ad abitarli. In un contesto che rappresenta il laboratorio di cambiamenti più avanzato in Italia, viene attualizzato e applicato un metodo - quello introdotto da Kevin Lynch nell'Immagine della città - per studiare la percezione dell'ambiente da parte dei suoi abitanti. Un'esplorazione che consente a chi voglia leggere il mutamento di addentrarsi nella città in trasformazione, osservando quell'abitare senza abitudine che è specifico del migrante al primo approdo, e che potrebbe ora diventare la condizione etica della contemporaneità che tutti abitiamo. Prefazione di Patrizia Gabellini
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Relazioni tra impresa e individuo-consumatore. Il ruolo sociale del brand
di Basile Gianpaolo
editore: Franco Angeli
pagine: 182
L'obiettivo di questo lavoro è proporre - tramite l'utilizzo per analogia di teorie appartenenti a diverse discipline e filoni
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I valori degli italiani 2013. Il ritorno del pendolo
editore: Marsilio
pagine: 174
Agli estremi dell'oscillazione un pendolo ha solo energia potenziale e non di movimento
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America
di Jean Baudrillard
editore: Se
pagine: 139
"L'America esorcizza la questione dell'origine, non ha il culto dell'origine né il mito dell'autenticità, non ha un passato né una verità fondatrice. Non avendo conosciuto l'accumulazione primitiva del tempo, vive in una perenne attualità. Non avendo conosciuto l'accumulazione lenta e secolare del principio di verità, vive nella simulazione perpetua, nella perenne attualità dei segni. Essa non ha un territorio ancestrale; quello degli indiani è oggi circoscritto entro i limiti delle riserve che sono l'equivalente dei musei dove sono stipati i Rembrandt e i Renoir. Ma tutto questo non ha importanza l'America non ha problemi identità. La potenza futura è riservata ai popoli senza origine che sapranno sfruttare sino in fondo questa situazione. Gli Stati Uniti sono l'utopia realizzata. Non bisogna valutare la loro crisi allo stesso modo della nostra, quella dei vecchi paesi europei. La nostra è crisi di ideali storici posti di fronte a una realizzazione impossibile. La loro è crisi dell'utopia realizzata in relazione alla sua durata e alla sua permanenza. La convinzione idillica degli americani di essere il centro del mondo, la potenza suprema e il modello assoluto, non è falsa. E non si fonda tanto sulle risorse, le tecnologie e le armi, quanto sul presupposto miracoloso di un'utopia incarnata, di una società che, con un candore che può apparire insopportabile, si regge sull'idea di essere la realizzazione di tutto ciò che gli altri hanno sognato."
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Razzismo e noismo. Le declinazioni del noi e l'esclusione dell'altro
editore: Einaudi
Che cosa significa "noi"? Come si stratificano le appartenenze identitarie che, cristallizzando un sistema di confini e di sog
Fuori catalogo
Con la scusa dell'amore
editore: Longanesi
pagine: 222
È una battaglia che si vuole combattere davvero? rispondono Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker a chi chiede cosa si può fare
Fuori catalogo
Dove sono gli adulti? Assenti ingiustificati
editore: Paoline editoriale libri
pagine: 160
Il momento di regresso culturale e di deriva comportamentale ed esistenziale che oggi stiamo vivendo che comunemente definiamo
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Nessuno mi può giudicare? L'università e la valutazione
editore: Guerini e associati
pagine: 275
Nel mondo dell'università la valutazione non è più una pratica misteriosa affidata a pochi addetti ai lavori
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Bellezza e società
editore: Nomos Edizioni
pagine: 128
La crisi economica, politica e culturale che stiamo vivendo ha contribuito a porre in evidenza argomenti inconsueti: fra quest
Fuori catalogo
Le regole dell'arte. Genesi e struttura del campo letterario
di Pierre Bourdieu
editore: Il saggiatore
pagine: 509
La costruzione di un universo letterario e artistico del tutto indipendente dai burocrati di stato, dalle accademie e dai canoni di gusto da loro imposti ha avuto luogo solo nell'Ottocento. Bourdieu ne descrive la struttura e le varie configurazioni, ponendo le basi di una "scienza delle opere", il cui oggetto non è dato semplicemente dall'opera ma anche dal suo contesto sociale. Influenzato dal marxismo e dallo strutturalismo, Bourdieu si dedica qui in particolare alla sociologia dei processi culturali, affrontando vari temi: il potere della scrittura; la bohème e l'invenzione di un'arte di vivere; la rottura con la borghesia; Flaubert e Baudelaire; l'invenzione dell'estetica "pura"; arte e denaro; l'invenzione dell'intellettuale...
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