Storia
Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi
di Eva Cantarella
editore: Feltrinelli
pagine: 208
Come frequentare la cultura dei greci e dei romani, in un'epoca di polverizzate nozioni e di frantumate informazioni? Eva Cantarella, che ha intrapreso da una decina d'anni un'opera di appassionata e intelligente divulgazione, sembra rispondere che la frantumazione non lavora necessariamente contro la conoscenza. E dunque abilmente seziona, isola in microracconti un mondo altrimenti confinato nei testi accademici: attinge al materiale immenso dei suoi studi e delle sue predilezioni per consegnarci il mosaico della vita degli antichi, con l'intento dichiarato di farceli sentire "nostri contemporanei". Come vivevano, greci e romani, i sentimenti dentro e fuori la famiglia? Com'era organizzato l'istituto famigliare? A quali immagini affidavano la loro identità? La cucina andava di moda a Roma come da noi? Procedendo per segmenti, per narrazioni, aneddoti, considerazioni morali e politiche, Eva Cantarella ci svela i più diversi aspetti della vita pubblica e privata nell'antichità classica: cibo e banchetti, bellezza e cura del corpo, giochi e sport, superstizione e magia, politica e diritto, nascita e morte. Questi frammenti di vita vissuta offrono il ritratto vivo e palpitante di uomini e donne a noi vertiginosamente vicini, i cui sogni, paure, speranze, aspettative, desideri sono spesso gli stessi che attraversano la mente e il cuore di noi che li guardiamo da una distanza di quasi duemila anni.
Fuori catalogo
La guerra di posizione in Italia. Epistolario 1944-1964
di Togliatti Palmiro
editore: Einaudi
La svolta di Salerno, la questione di Trieste, la costituzionalizzazione dei Patti Lateranensi, l'attentato del 14 luglio 1948
Fuori catalogo
Facino Cane. Predone, condottiero e politico
editore: Franco Angeli
pagine: 256
Figura di spicco nel panorama delle contese tra le varie signorie e potentati allo scadere del XIV secolo - tanto da essere ri
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Il processo Eichmann
di Deborah E. Lipstadt
editore: Einaudi
pagine: 207
L'11 aprile 1961 il teatro di Beit Ha'am, a Gerusalemme, era gremito. Più di settecento persone riempivano la sala per il processo intentato ad Adolf Eichmann, accusato di essere il principale ufficiale operativo della "soluzione finale". I giornali di tutto il mondo riportavano notizie sull'evento. Le reti televisive americane mandavano in onda trasmissioni speciali. Non si trattava del primo processo per crimini di guerra nazisti. Eppure c'erano più giornalisti a Gerusalemme di quanti ne fossero andati a Norimberga. Per quale motivo questo processo era diverso da quello condotto dai tribunali di Norimberga, dove erano state processate figure molto più in vista della gerarchia nazista? Mentre il mondo continua a confrontarsi con la realtà del genocidio nazista e a riflettere sul destino di coloro che sono sopravvissuti, il processo Eichmann è divenuto una pietra di paragone per i giudizi successivi, un'impalcatura legale, morale e giudiziaria per confrontarsi con il male nella sua forma più incomprensibile. Deborah E. Lipstadt riesce a raccontarlo contemperando un'avvincente capacità narrativa con una sicura prospettiva storiografica. Lipstadt svincola il processo Eichmann dalla polarizzante presenza di Hannah Arendt, senza ignorarla, ma recuperando alcuni aspetti essenziali della vicenda: da un lato il risveglio, tardivo, della consapevolezza mondiale nei confronti dell'ampiezza della Shoah; dall'altra l'essere un momento nodale della storia di Israele.
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Rapporti di forza. Storia, retorica, prova
di Carlo Ginzburg
editore: Feltrinelli
pagine: 161
Le discussioni sul metodo storico toccano oggi temi non limitati ai soli addetti ai lavori. La riduzione della storiografia a retorica, alimentata dallo scetticismo postmoderno, si è incontrata con le posizioni politiche dei movimenti basati su identità etniche o di genere. Chi ha rivendicato la parzialità della conoscenza storica lo ha fatto richiamandosi all'analisi della conoscenza in termini di potere proposta da Foucault, oppure all'idea che la versione del passato destinata a prevalere sia quella retoricamente più efficace. Entrambe le prospettive derivano da Nietzsche: più precisamente, sostiene Carlo Ginzburg, dalla lettura, elaborata negli anni settanta, di un inedito giovanile di Nietzsche in cui la nozione di verità era ricondotta a una dimensione retorica. Alla retorica di Nietzsche, riecheggiata dai suoi epigoni odierni, Ginzburg contrappone un'altra retorica, quella fondata da Aristotele e trasmessa da Quintiliano a Lorenzo Valla. Al centro di questa tradizione c'è il nesso tra retorica e prova, qui illustrato attraverso l'analisi di una pagina poco nota e di una pagina famosa: la denuncia del colonialismo europeo che un gesuita francese del Settecento attribuì al capo di una rivolta indigena, e lo spazio bianco dell'educazione sentimentale in cui Proust vide il culmine dell'intera opera di Flaubert.
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La prima guerra mondiale
editore: Einaudi
pagine: 1379
La Grande guerra continua a occupare un posto di primissimo piano tanto dal punto di vista della storiografia quanto da quello
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Novecento. Il secolo degli intellettuali e della politica
editore: Laterza
Questo libro parla del ventesimo secolo che "comincia con una guerra mondiale catastrofica e finisce con il crollo della maggi
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Isonzo 1917
di Mario Silvestri
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 542
Nel 1917 l'Europa era prostrata da tre anni di scontri e distruzione, e sulla massa dei combattenti era ormai scesa un'enorme stanchezza. Tuttavia, proprio nel 1917 l'Isonzo divenne teatro di una delle più grandi battaglie della Prima guerra mondiale, trasformandosi in uno dei fronti più sanguinosi e spietati. In questo volume, che dopo anni di retorica e silenzi svelò agli italiani la verità sulla Grande Guerra, Mario Silvestri esamina il ruolo del fronte italiano nel contesto generale del conflitto e fa emergere responsabilità, protagonisti e fattori chiave dei combattimenti, dall'ottusità di Cadorna con le sue "spallate" che costarono centinaia di migliaia di vittime all'incapacità di elaborare una valida strategia, dalle scelte di comandanti discussi e discutibili come Capello e Badoglio alla tragedia di Caporetto. Preciso e documentato, il racconto di Silvestri ci porta nel cuore dei campi di battaglia e restituisce con chiarezza l'immensità di un conflitto che sfuggì al controllo dei capi di Stato e mutò definitivamente gli equilibri del vecchio mondo prebellico. Prefazione di Mario Isneghi.
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Mai stati meglio. Guarire da ogni malanno con la storia
editore: Utet
pagine: 236
Addio ansiolitici, antidepressivi e fiori di Bach, bye bye strizzacervelli e guru motivazionali: il rimedio più efficace ed economico per i disturbi che tormentano corpo e anima dell'uomo moderno si chiama Storia. Basta scorrere i secoli passati per capire che, a dispetto di quel che vuol farci credere un'informazione chiassosa e piagnona, stiamo vivendo uno dei momenti più positivi, confortevoli e ricchi di opportunità dall'apparizione dell'uomo sulla Terra: rendersene conto significa sentirsi già meglio. Questo libro insegna a usare la Storia come un armadietto dei medicinali a costo zero e a effetto rapido per fronteggiare e ridimensionare i malanni più vari, dall'emicrania all'eterno mal di fegato a certe disfunzioni intime, e ritrovare la gioia di vivere nel presente. Quindi, bando al pessimismo: ringraziamo la nostra fortuna sfacciata e rimbocchiamoci le maniche perché in un futuro molto prossimo tutti gli abitanti della Terra possano dire, come noi oggi: "non siamo mai stati meglio". Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.
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Un bambino tra i reduci della RSI
di Lorenzo Camellini
editore: GRECO E GRECO
pagine: 286
Leggendo questo libro, credo saltino all'occhio due particolarità. La prima è un certo sentimento di "non" amore verso i tedeschi, i barbari di oltre Reno, nemici atavici del mondo latino. In effetti, a differenza dello stereotipo confezionato da chi impone la storia, non tutti gli appartenenti alla RSI amavano i tedeschi. Non si dimentichi che il fascismo era un movimento complesso in cui molte anime convivevano catalizzate attorno alla figura di Mussolini ma in cui molti tenevano ancora in grande considerazione il pensiero di Gabriele D'Annunzio, il poeta soldato, che fu sempre contrario, con altri, all'alleanza con i tedeschi. Inoltre aderirono alla Repubblica Sociale maturi ex-arditi che guardarono sempre in cagnesco i nemici di ieri. Ciononostante obbedienza e onore fecero accettare questi scomodi alleati anche a chi non li amava. Una seconda particolarità è l'atteggiamento goliardico dei giovani militari di cui racconto. Va ricordato in proposito, che questi ragazzi passarono da un giorno all'altro dai banchi di scuola al combattimento nella più dura guerra che la storia ricordi.
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Lo Stato assoluto. Origini e sviluppo delle monarchie assolute europee
di Anderson Perry
editore: Il saggiatore
pagine: 526
Perry Anderson in questo classico di storia comparata si concentra sulle origini dello stato moderno, cosi come si definì e pr
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Le donne che hanno cambiato il mondo
editore: White Star
pagine: 224
Nel celebrare le conquiste dell'umanità, questo libro rende omaggio a donne straordinarie che con le loro imprese hanno influi
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