Lindau: Biblioteca
Tre lezioni sulla dignità della vita umana
di Robert Spaemann
editore: Lindau
pagine: 72
Che cosa rende ogni essere umano unico e irripetibile? Che cosa gli appartiene così intrinsecamente che niente e nessuno potrà
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Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento
di Ioan Petru Culianu
editore: Lindau
pagine: 268
Frutto degli studi su Marsilio Ficino intrapresi dal giovane Ioan Petru Culianu dapprima in Romania e poi in Italia, locati se
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Sulla via del mito. Conversazioni con Michael Toms
di Joseph Campbell
editore: Lindau
pagine: 154
Autore di testi fondamentali come "L'eroe dai mille volti", durante la sua lunga carriera Campbell ha accolto con piacere ogni
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Yoga. Saggio sulle origini della mistica indiana
di Mircea Eliade
editore: Lindau
pagine: 376
Nata come tesi di dottorato in filosofia, discussa da Eliade all'università di Bucarest nel giugno del 1933 e pubblicata nel 1
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Cosmologia e alchimia babilonesi
di Mircea Eliade
editore: Lindau
pagine: 126
Concepito come «capitolo introduttivo di un'opera più ampia sull'evoluzione mentale dell'umanità», Cosmologia e alchimia babil
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L'eroe dai mille volti
di Joseph Campbell
editore: Lindau
pagine: 528
Il mito è da sempre oggetto di analisi da parte di storici, filosofi, antropologi, sociologi, che ne hanno proposte le interpr
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Nel segno del nulla. Critica dell'ateismo moderno
di Timossi Roberto Giovanni
editore: Lindau
pagine: 432
Nel mondo contemporaneo l'area della non credenza si allarga ogni giorno di più e, anche nell'ambito di coloro che si dicono c
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La rivoluzione biopolitica
La fatale alleanza tra materialismo e tecnica
di Possenti Vittorio
editore: Lindau
pagine: 219
La tecnica ci lusinga offrendoci l'antidestino - la vittoria sul destino biologico inscritto nei nostri geni - e la liberazion
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Richard Wagner. Genio e antisemitismo
di Carlo A. Defanti
editore: Lindau
pagine: 264
Pochi musicisti sono così controversi come Richard Wagner, figura emblematica, nel bene e nel male, della cultura nazionale tedesca. In particolare continua a essere molto discusso il suo supposto antisemitismo che, visto con gli occhi dell'oggi, dopo il nazismo e la Shoah, appare un peccato mortale. La vicinanza del cosiddetto circolo di Bayreuth al nascente partito nazionalsocialista, la passione di Hitler per la sua musica, l'appropriazione di simboli wagneriani da parte del regime e il pesante coinvolgimento della famiglia Wagner nelle vicende del Terzo Reich hanno stimolato infatti, dopo la seconda guerra mondiale, un'abbondante letteratura in cui il musicista viene presentato come un campione dell'odio razziale e un precursore del nazismo. Quanto è corretto e argomentabile questo giudizio se ci si basa sui suoi scritti e sulla sua immensa opera musicale? È davvero fondato il giudizio di antisemitismo? E fino a che punto le suggestioni che la sua musica sprigiona hanno una matrice così odiosa? Da raffinato melomane e profondo conoscitore della musica wagneriana, Carlo Alberto Defanti guida il lettore attraverso l'intero corpus di opere del Maestro, analizzando vicende e idee spesso gravate da un pregiudizio ostile e cercando di dare una risposta credibile a una questione che da sempre intriga e inquieta.
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Credere per vedere
Riflessioni sulla razionalità della Rivelazione e l'irrazionalità di alcuni credenti
di Marion Jean-luc
editore: Lindau
pagine: 280
In che modo e secondo quali percorsi è possibile porre nuovamente l'inesauribile questione del rapporto tra ragione e fede? Og
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Stat veritas
Seguito a «Iota unum»
di Amerio Romano
editore: Lindau
pagine: 259
Pubblicato postumo nel 1997, "Stat Veritas" analizza e commenta in 55 chiose la Lettera apostolica "Tertio Millennio Advenient
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L'umanità perduta. Saggio sul XX secolo
di Alain Finkielkraut
editore: Lindau
pagine: 148
Il XX secolo ha lasciato al nuovo millennio un'eredità tragica. La più radicale affermazione di autonomia - di liberazione - dell'uomo che la storia abbia conosciuto, l'umanesimo figlio della modernità, si è risolta nel suo esatto contrario, la riduzione in schiavitù e lo sterminio di milioni di esseri umani sotto il Terzo Reich così come in Unione Sovietica e in Cina, in Cambogia sotto il regime dei Khmer Rossi, in Ruanda e nel Darfur. Dopo che tutto questo è avvenuto, l'idea di umanità non può più essere pensata innocentemente. Essa ha bisogno di essere concepita in modo nuovo. Secondo Alain Finkielkraut è il compito del nostro tempo, che, assumendolo, non deve però fraintenderne il significato profondo: né una generica compassione né un astratto umanitarismo possono infatti riscattare davvero i mali sofferti dagli uomini e dall'idea di umanità. Se l'uomo moderno continuerà a essere dominato da quella disposizione affettiva che Hannah Arendt ha definito "risentimento" - verso "tutto ciò che è dato, anche contro la propria esistenza", verso "il fatto che egli non è il creatore dell'universo né di sé stesso", un risentimento che lo spinge a "non scorgere alcun senso nel mondo quale gli si offre" e a proclamare che "tutto è permesso" - allora il XX secolo, con il suo carico di dolore e di morte, sarà trascorso invano.
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