Lindau: Senza Frontiere
La quinta età. Libri, memorie, passioni
di Camilla Salvago Raggi
editore: Lindau
pagine: 141
Si scrive un diario per fissare sulla carta una traccia di ciò che accade, districare la matassa di emozioni e pensieri che vi
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Verso l'altra riva
di Rabindranath Tagore
editore: Lindau
pagine: 92
L'uomo vive nel tormento di una ricerca senza fine: mentre si affanna per capire il senso della propria esistenza e inseguire
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Vita di Oscar Wilde attraverso le lettere
editore: Lindau
pagine: 651
Raffinato cantore del decadentismo, dandy impareggiabile, umanista finissimo, autore di successo, spirito libero e anticonform
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Io sono un gatto
editore: Lindau
pagine: 208
«Io sono un gatto»: così si presenta il narratore di questa graphic novel tratta dall'omonimo romanzo di Natsume Soseki
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Vite vulnerabili
di Pablo Simonetti
editore: Lindau
pagine: 184
In questi dodici racconti, lo scrittore cileno ci mette di fronte alle nostre stesse vulnerabilità, alle crepe che possono apr
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Bhagavadgita. Il canto del beato
editore: Lindau
pagine: 164
Alle origini della Bhagavadgita, o Gita, come viene chiamata comunemente in India, vi è la guerra fratricida raccontata nel Ma
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Raffiche d'autunno
di Natsume Soseki
editore: Lindau
pagine: 217
Dopo aver lavorato per sette anni come professore in una scuola media, Shirai Doya ha abbandonato l'insegnamento per dedicarsi
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Due racconti: Un caso di coscienza-Ho sognato l'ospedale
di Lalla Romano
editore: Lindau
pagine: 116
"Un caso di coscienza": «Io chiedo soltanto di contemplare in pace la bellezza del mondo»
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Pralève e altri racconti di montanga
di Lalla Romano
editore: Lindau
pagine: 144
«Pralève è un libro raro per il modo in cui registra ciò che si vede e si vive con una levità di sguardo e di notazione che io
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Inseparabile
di Lalla Romano
editore: Lindau
pagine: 224
Al centro di "Inseparabile" ci sono l'autrice medesima e l'Emiliano già protagonista dell'Ospite, nel rapporto speciale di una
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L'ospite
di Lalla Romano
editore: Lindau
pagine: 142
"Chi è l'ospite? Presentato via via come tartaruga, come anemone marino, come gatto di casa, in certi momenti è una divinità: nostrana o esotica. D'altronde l'ospite ha un nome umano e alla fine della storia è detto di lui che 'si ricorda della sua giovinezza'. Dove è capitato l'ospite? Appunto presso chi ha visto in lui una bestiola da curare, ma anche un portatore di salvezza: e non per confusione mentale, semmai per un eccesso di lucidità. Il rapporto tra loro? Naturale, elementare; eppure insieme difficile: adorante ma inadeguato da una parte, supremamente libero - ora condiscendente ora distratto - da parte di 'colui che è venuto di lontano'. L'ospite è soprattutto apportatore di gioia; ma essendo la sua presenza -transitoria - intimamente legata alle ultime radici, sommuove il senso della vita, crea nuovi legami fra le cose, le persone, i pensieri. Del resto forse nemmeno l'ospite, né la rete sottile delle rispondenze, è il libro; forse è un movimento, insieme fatale e semplice, scorrente sotto la staticità delle immagini, che sospinge il lettore: verso cosa o verso dove? Il libro stesso è questo cosa o dove." (Lalla Romano) Con uno scritto di Pier Paolo Pasolini. Prefazione di Giovanni Tesio.
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Via Gorkij 8 interno 106
di Marcello Venturi
editore: Lindau
pagine: 176
In via Gorkij 8 interno 106, a Mosca, ha abitato Julia Dobrovolskaja, italianista e traduttrice, prima di espatriare e di stabilirsi in Italia. La sua è la storia di un disincanto, quello che, da appassionata sostenitrice del socialismo sovietico, la trasforma in una sua critica implacabile. Un disincanto che non sfugge al terribile apparato di repressione del regime, che le apre le porte del campo di internamento di Chovrino e poi la condanna a una perenne sorveglianza, esercitata su di lei così come sui suoi interlocutori. Marcello Venturi, che conosce Dobrovolskaja in occasione di un viaggio nella capitale russa, dove si è recato per riscuotere i diritti delle traduzioni dei propri libri, ne racconta la vita: la partecipazione alla guerra in Spagna, la prigionia, la dura lotta per la sopravvivenza. Alla sua vicenda fa eco quella dello stesso Venturi: cresciuto sotto il fascismo, partecipa alla Resistenza e aderisce poi al Partito Comunista, da cui si allontana dopo i fatti di Ungheria, disgustato dalla doppiezza e dal cinismo di molte delle sue posizioni politiche. Fra Julia e lui si instaura una sintonia profonda che si esprime nel comune rifiuto dei compromessi e nella scelta di esprimere la critica e il dissenso anche a costo dell'isolamento e della solitudine.
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