Medusa Edizioni: Le porpore
Dante e Beatrice. Saggi danteschi
di Gilson Étienne
editore: Medusa Edizioni
pagine: 189
Perché Dante ha scritto la "Commedia"? Per amore
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L'ora della prova. Scritti antifascisti 1920-1939
di Paolo VI
editore: Medusa Edizioni
pagine: 158
Il ministro di Gran Bretagna presso la Santa Sede nel 1939 scrive che il Sostituto della Segreteria di Stato Montini "non most
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metodo dell'antroposofia
di Rudolf Steiner
editore: Medusa Edizioni
pagine: 128
Le "scuole steineriane", oggi piuttosto diffuse in Italia, hanno fatto sì che il nome di Rudolf Steiner sia conosciuto quasi u
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Il fardello dell'identità. Le radici ebraiche
di Simone Weil
editore: Medusa Edizioni
pagine: 128
Marsiglia, autunno 1940. Simone Weil scrive una lettera al ministro dell'Istruzione della Francia di Vichy, Jérôme Carcopino, in polemica con lo "Statut des Juifs", di cui mette in luce incoerenze e assurdità, e afferma con forza la propria estraneità alla tradizione ebraica. Il tono con cui rivendica questa estraneità spiega, almeno in parte, anche uno dei suoi scritti più controversi, steso durante gli ultimi mesi di vita, a Londra, mentre lavorava per "France Libre": sono pagine di commento a un testo prodotto da una delle organizzazioni della Resistenza attive nella Francia occupata dai tedeschi. In esse Simone Weil approva le proposte xenofobe e antisemite di questa organizzazione della destra politica, suggerendo di procedere certo in modo non brutale, ma con l'adozione di misure discriminatorie (per esempio impedendo agli ebrei di insegnare nelle scuole), l'imposizione di un'educazione cristiana, l'eventuale privazione della nazionalità francese. Questa estraneità personale all'ebraismo, però, si alimenta nella Weil anche di una serie di ragioni teoriche, ovvero teologiche. In alcuni scritti stesi tra Marsiglia e New York, per la prima volta riuniti in questo volume, Simone Weil ritorna ossessivamente sulla differenza radicale che, a suo dire, separa e isola Israele dagli altri popoli del Mediterraneo antico. L'unicità di Israele, ai suoi occhi, sta tutta e solo nel suo rifiuto caparbio della idea del divino che dagli egizi si diffonde in tutte le altre culture mediterranee.
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La cattedrale offesa. Moravia Ottieri Testori
di Varini Diego
editore: Medusa Edizioni
pagine: 224
Alle origini del termine "osceno", gli antichi romani mettevano la pratica divinatoria degli aruspici: vivisezionare la carne
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William Blake
di Chesterton Gilbert K.
editore: Medusa Edizioni
pagine: 109
Il più ortodosso degli scrittori e il più eterodosso degli artisti, ovvero il cattolico Gilbert Keith Chesterton e il visionar
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Il demone di Nietzsche
di Stefan Zweig
editore: Medusa Edizioni
pagine: 98
"Zweig entra nella vita di Nietzsche per scrivere la sua 'tragedia senza personaggi', per osservarlo nelle camere mobiliate e povere che diventano la vera dimora di colui che farà danzare Zarathustra, per controllarne la fortissima miopia (i suoi occhi 'tre quarti ciechi') o per misurare la violenza dei sonniferi, giacché in due mesi consuma cinquanta grammi di idrato di cloralio per propiziarsi la quiete del sonno. Si sofferma sui nervi, sui dolori terribili di cui soffre ('fuoco di fucileria' contro la sua carne) per quell''unica malattia che per vent'anni continua a scavare il cunicolo fin sotto la cittadella del suo spirito e lo fa poi saltare all'improvviso'. Lo osserva a tavola, nei momenti di ricreazione: 'il tè dev'essere di una determinata marca e di una particolare qualità; la carne è pericolosa; i legumi devono essere preparati in un certo modo'; insomma, a poco a poco questo 'eterno far da medico e diagnosticare assume un carattere morboso di solipsismo'. Nietzsche, 'don Giovanni della conoscenza', nel suo entusiasmo crede di godere di una 'suprema sanità', ma il suo grande spirito ha creato un''autosuggestione', si è convinto di essere sano attraverso una 'salute inventata'. Di più: Zweig coglie già allora quello che i professori capiranno con qualche decennio di ritardo, ovvero l'impossibilità di formulare un giudizio definitivo sul pensiero di Nietzsche, sui suoi fini, sul 'sistema' che non si trova." (Dalla prefazione di Armando Torno)
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La vera nascita di Maigret
di Francis Lacassin
editore: Medusa Edizioni
pagine: 133
Un mito non nasce dal niente, ma ha, com'è buona regola, i suoi tempi di maturazione, nei quali comincia a manifestare i tratti che lo identificheranno dopo la nascita. Così, prima di dare a Maigret il volto che conosciamo, Georges Simenon scrisse quindici romanzi dove protagonisti sono altre figure di detective. Come e dove è nato, dunque, Jules Maigret, commissario di polizia? Ha veramente visto la luce su una chiatta abbandonata in un porto olandese, dove il suo autore si era rifugiato per scrivere? In questa che potrebbe essere l'ultima impresa del Commissario, un'indagine su se stesso, Francis Lacassin ricostruisce la "vera nascita di Maigret" al di là dei falsi indizi disseminati dall'abile Simenon. Seguendo le orme del Commissario nella sterminata produzione precedente di gialli e di romanzi popolari a forti tinte, con cui il giovane scrittore si guadagnava la vita sotto i più vari pseudonimi, Lacassin offre un affascinante esempio di come si costruisce un eroe popolare, ricavando dalle opere quelle lezioni di ideazione e di scrittura che Simenon non si sarebbe mai sognato di mettere sulla carta, ma che indirettamente offriva nel suo entusiasmo di rappresentarsi, farsi intervistare, raccontarsi e inventarsi, sotto la spinta di una energia e facilità creativa sotto la quale scorre una lucida e profonda consapevolezza dei segreti del proprio mestiere di scrittore.
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In difesa di padre Damiano
editore: Medusa Edizioni
pagine: 92
Stevenson era arrivato sull'isola hawaiana di Molokai nel 1889, qualche mese dopo la morte di Damiano de Veuster, il sacerdote
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Teologia dell'elettricità
di Ernst Benz
editore: Medusa Edizioni
pagine: 124
Ernst Benz, grazie a un'onnivora erudizione e non senza una certa spregiudicatezza intellettuale che sfocia talvolta nell'audacia, riscrive in sintesi la storia della scienza e dei suoi rapporti con Dio e il trascendente, prendendo come termine di confronto l'elettricità. Prima di Benz, i rapporti tra teologia e scienza si erano limitati per lo più alla riflessione sulla forza gravitazionale, relegando elettricità e magnetismo in un capitolo marginale del sapere e della cultura, una sorta di bizzarria, quando non proprio una ciarlataneria, che nel nome del famigerato Mesmer, l'ideatore del magnetismo animale, aveva trovato il suo campione e nel "mesmerismo" la sua pseudoscienza. Da Keplero a Newton, fino agli illuministi, l'energia elettrica è reinterpretata come forza di Dio: il creatore non è più soltanto l'animatore di un'azione a distanza; l'elettricità e il magnetismo diventano un capitolo decisivo per interpretare teologicamente il mondo naturale. Prefazione Guido Vitiello.
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Ivan Illich e la sua eredità
editore: Medusa Edizioni
pagine: 120
Oggi sono in molti a richiamarsi al pensiero di Ivan Illich, ma spesso ignorando la sua complessità e il dubbio sistematico ch
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