Medusa Edizioni: Le porpore
Dostoevskij
di Gide André
editore: Medusa Edizioni
pagine: 160
Acconsentire alla sofferenza e al peccato; abnegare alla pura diversità: accettare dunque la 'lingua', la revoca dentro ogni p
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Il nostro sistema solare
di Rosita Copioli
editore: Medusa Edizioni
pagine: 322
Makarie incorpora "il nostro sistema solare", si dice negli Anni di viaggio di Goethe. Il genere di assolutezza per cui Makarie è una stella, plasma il pensiero di Rosita Copioli. Intorno al sole dell'immaginazione, ruotano i pianeti del mito, della letteratura, dell'arte, con i nomi della poesia dell'autrice. Elena e le Aurore, con la bellezza e il suo velo-nube-crepuscolo, ispirano Saffo, che anticipa Platone, e toccano Ildegarda di Bingen. Il loro desiderio, l'amore che muove le stelle e il cuore dell'uomo più semplice, determinano storie e figure: Teti madre di Achille, che applica il battesimo del fuoco, anticipando quello cristiano e Maria madre di Cristo; Goethe e il destino di separazione e specializzazione dell'uomo moderno; il sogno di Nerval; la nostalgia di Leopardi per la "divina scintilla" della natura e la più bella difesa della poesia che sia stata scritta; la struggente fissazione erotica di Yeats, che elabora una nuova visione del mondo immaginale. In questo libro l'immaginazione induce ogni azione. Ispira il sogno "guidato" di Cristina Campo. Apre gli spazi tragici della Ortese. "Il nostro sistema solare" è un libro mobile e insieme unitario, perché il sistema di pensiero, che è anche una filosofia delle forme simboliche, riprende e approfondisce dalla prima all'ultima pagina la fitta rete di corrispondenze, echi e riflessi su temi centrali della poesia e dell'arte, che sono prima di tutto i problemi di fondo della nostra vita.
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Impressioni irlandesi
di Chesterton Gilbert K.
editore: Medusa Edizioni
pagine: 140
Sembrano lontani i giorni di Londonderry, della Domenica di Sangue, quelli in cui i pub di Londra saltavano in aria col loro c
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Sulla testimonianza. Processo alla grande guerra
di Jean N. Cru
editore: Medusa Edizioni
pagine: 92
Era fra quelli che combatterono a Verdun, e questa esperienza segnò la sua vita. Tanto che volle, primo fra gli storici della grande guerra, pubblicare le testimonianze dei soldati sopravvissuti. La guerra vista "dal basso", con gli occhi di chi l'ha combattuta. Contro l'immagine eroica e trionfale costruita dai politici e dai generali che vollero nascondere la disfatta europea prodotta dall'"inutile strage". Nel libro che lo rese famoso, Témoins, uscito nel 1929 suscitando polemiche e reazioni anche violente, Norton Cru fa parlare, esclusivamente, ex combattenti, quasi tutti soldati, rari gli ufficiali. Insomma i "poilus", come i francesi avevano ribattezzato, con orgoglio e ammirazione, chi visse quella tremenda esperienza sul fronte occidentale. Era un "saggio di analisi e di critica delle memorie dei combattenti edite in francese tra il 1915 e il 1928". L'esperienza della guerra aveva reso Norton Cru insofferente alla letteratura bellica che, spesso, scrive di cose che non conosce e non ha vissuto: "Considero un sacrilegio fare del nostro sangue e delle nostre angosce materia di letteratura". In quell'opera monumentale, che gli costò anni di lavoro, Norton Cru classificava e analizzava oltre trecento racconti di guerra, per verificarne la veracità o la loro dipendenza alle menzogne diffuse dall'establishment francese. Il libro fu rifiutato da tutti gli editori e pubblicato a spese dell'autore.
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Il crocifisso del poeta
di Jammes Francis
editore: Medusa Edizioni
pagine: 93
Paradosso, scandalo, follia, ignominia, obbrobrio: tale apparve fin dall'inizio, nelle parole degli stessi testimoni e scritto
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La crisi spirituale dell'uomo moderno
di Hossein Nasr Seyyed
editore: Medusa Edizioni
pagine: 158
Se il rapporto tra uomo e natura, in tutte le sue forme, si presenta oggi come sopraffazione e dominio, la responsabilità grava sul mondo occidentale e sulla cultura che, come ne ha determinato la leadership, ne minaccia ora la sopravvivenza: tra i capostipiti filosofici Francesco Bacone, teorico del primato del pensiero scientifico; e Cartesio, che ponendo il "cogito" al centro della metodologia, ha reso onnipotente la soggettività umana. A partire da questi presupposti filosofici, muove l'autore di questo saggio per sviluppare una critica della civiltà occidentale moderna, che oggi rischia drammaticamente la propria autodistruzione: l'inquinamento, l'invenzione di armi chimiche e batteriologiche sempre più potenti, l'imporsi di forme estreme di manipolazione genetica delle risorse alimentari, sono gli effetti dell'abuso che l'uomo occidentale ha fatto e continua a fare delle proprie capacità e un segnale che impone un cambio di direzione rapido e radicale. Nasr, di religione musulmana ma anche studioso della tradizione cristiana, indica la via per ritrovare la sacralità della natura e "comprendere pienamente il significato simbolico delle forme, dei colori e dell'aspetto delle cose che ci circondano". In sostituzione di una "filosofia della natura" che l'attuale visione scientifica del mondo fisico ha cancellato, occorre ritrovare una "teologia della natura" che eviti le derive mistiche e razionaliste e riscopra le basi della gnosi. Prefazione di Martino Doni.
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Il naufragio della «Medusa»
editore: Medusa Edizioni
pagine: 220
Giovani mozzi che cadono in acqua e vengono lasciati andar giù nei flutti senza essere soccorsi; rotte di navigazione sbagliate; scandagli malfatti; capitani in fuga; marinai alla deriva; lotte furibonde tra chi resta; i morsi implacabili della fame; le notti della bufera; il rancore dei sopravvissuti che divorano i cadaveri. Oggi - come scrive Eraldo Affinati nella Prefazione - la zattera della Medusa significa qualcosa di ancora più inquietante, ma per comprendere la vera portata del documento che presentiamo (scritto da due sopravvissuti al naufragio) dovremmo riuscire a ritrovare lo sguardo allibito dei primi lettori, quasi incapaci di attribuire a quegli ossessi pronti a dilaniarsi la qualità di esseri umani. Il cuore di tenebra della narrazione, conradiano ante litteram, batte forte nel quinto e sesto capitolo, tesi a descrivere lo sgomento degli sventurati, con l'acqua alla vita, pronti a uccidere il compagno e l'amico pur di raggiungere il centro della zattera dove s'erano insediati i capi, costretti a procedere senza bussola, con una vela sbrindellata montata alla meglio. Le ultime provviste di vino e biscotto razionate. Le notti di delirio nello sconquasso dei venti col mare in tempesta. I suicidi. I ribelli. I ladri. I vigliacchi (molti). Gli eroi (pochissimi). Chi sono i buoni e chi i cattivi? Domande che valgono per quel naufragio, ma anche per quelli, e ne abbiamo visti di recente, che avvengono oggi.
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Il miracolo di La Salette
di Léon Bloy
editore: Medusa Edizioni
pagine: 328
Pochi anni prima di Lourdes, un'altra apparizione aveva suscitato discussioni e attese: nel settembre del 1846, a La Salette,
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Per un catastrofismo illuminato. Quando l'impossibile è certo
di Jean-Pierre Dupuy
editore: Medusa Edizioni
pagine: 197
È giunto il tempo di condurre una riflessione sul destino apocalittico dell'umanità: abbiamo acquisito la certezza che l'umani
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Uomo lupo
Saggio sul sadismo, il masochismo e la licantropia
di Eisler Robert
editore: Medusa Edizioni
pagine: 316
Non ci sono aggettivi adeguati per definire questo libro, se non rischiando di scadere in una retorica sensazionalistica
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Scrittura e violenza. Narrazioni della guerra civile. Il caso spagnolo
di Enrico Lodi
editore: Medusa Edizioni
pagine: 158
La guerra civile è un fenomeno specifico, ma anche esemplare di ogni altra forma di scontro bellico. E il rapporto fra letteratura e manifestazioni della violenza è un altro luogo tipico della scrittura novecentesca. Il dato sorprendente che emerge da questo libro di Enrico Lodi è la confutazione della tesi che violenza e cultura siano nemiche irriducibili. Dal modello "eroico" dell'Iliade alla scoperta di un'impossibile "esperienza guerriera" nella modernità schiacciata dal potere devastante della tecnologia che ha dissolto ogni ordine simbolico della guerra nel Novecento, l'autore traccia un panorama del dibattito letterario suscitato dal caso particolare della guerra civile spagnola e ne evidenzia il carattere emblematico. Tra i filo-franchisti e i nazionalisti emergono poche figure di rilievo che, seguendo la propaganda ufficiale, elaborano una vera e propria "pornografia della violenza" che indulge alle seduzioni della morte e alla crudeltà. Sul fronte opposto, anche autori come Rafael Alberti e Pablo Neruda sembrano subire il fascino della violenza tipico della scrittura politicizzata. Ma esiste anche una zona di confine con autori che non cedono alla seduzione della morte: Ramon Sender, Chaves Nogales, Arturo Barea, Maria Zambrano, Miguel de Unamuno, che nella violenza vedono prevalere la "banalità del male". L'appendice finale propone vari testi inediti di questi autori sulla guerra civile.
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La distanza del cielo. Leopardi e lo spazio dell'ispirazione
di Alessandro Carrera
editore: Medusa Edizioni
pagine: 275
Pitagora sosteneva che la ragione per cui siamo nati è la contemplazione del cielo. Più di duemila anni dopo, Leopardi ammette di non sapere quale sia il senso della nostra vita, ma non per questo cessa di contemplare la volta stellata, dal balcone di Recanati o dalle falde del Vesuvio. Lo fa da poeta, ed è forse nella sua poesia che è andata a rifugiarsi l'antica cosmologia, forma del sapere che narrava l'universo in un mito per farci sentire il più possibile a casa nell'immensità degli spazi. Se da adolescente aveva studiato la storia dell'astronomia, divenuto poeta progetta la propria opera come una descrizione dell'universo, lavoro di una soggettività eroica che misura se stessa rispetto alla distanza del cielo. Riconosce la piccolezza dell'uomo, con sincerità e senza ricorrere a consolazioni, ma cerca anche di stabilir quale sia la misura che ci è data, e come viverla con dignità. Utilizzando ampie prospettive di filosofia, mitologia e psicanalisi, questo libro ripercorre il cammino di Leopardi come poeta dello spazio, vicinanza e lontananza, infinito e indefinito. Ma in Leopardi esiste anche uno "spazio dell'ispirazione" che non si misura in termini fisici, e che il poeta attraversa nella sua duplice estensione: lo spazio "paterno", espresso dal desiderio omerico di gloria, e lo spazio "materno", acustico e orfico, ascolto di una lingua primordiale che ancora non distingue tra suono degli affetti e voce della ragione.
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