Medusa Edizioni: Le porpore
Libro della pace col poema di Giovanna d'Arco
di Christine de Pizan
editore: Medusa Edizioni
pagine: 221
Il Libro della pace è un testo per molti aspetti originale e sorprendente. È stato scritto da un'autrice, Christine de Pizan, abituata a muoversi in un universo maschile, una scrittrice e poetessa che ha sempre affrontato nella sua scrittura i problemi del mondo femminile, difendendo da un punto di vista sociale e politico il ruolo delle donne nella colta e raffinata élite cortigiana della Francia del Quattrocento. Ma in questo caso Christine produce un'opera ancora più stimolante, per il suo tempo e anche per i lettori di oggi: un trattato sul buon governo, pieno di consigli acuti e concreti, e sempre mediati da un'autentica, profonda fede, su come ottenere e gestire l'imprendibile tesoro della pace. Dedicato al delfino Luigi di Francia, duca di Guyenne, e scritto in occasione della conquista di una pace sia pure non durevole nel tragico volgersi di eventi della Guerra dei Cento anni, presenta una sorprendente particolarità: è stato ultimato nel 1413, cioè cento anni prima di un altro trattato sul buon governo, destinato a diventare una pietra miliare nel suo genere, Il Principe di Niccolò Machiavelli. Il volume è arricchito da una breve, ma straordinaria opera in poesia: il Poema di Giovanna d'Arco, un testo unico, in quanto l'unico scritto quando l'eroina della travagliata Francia del Quattrocento era ancora in vita, ma anche l'ultimo di questa autrice, Scrive Bianca Garavelli nell'Introduzione.
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Sui segni celesti
di Giovanni Lido
editore: Medusa Edizioni
pagine: 158
Fonte significativa dal punto di vista storico e religioso, l'opera ci tramanda frammenti di antichi testi di divinazione, altrimenti perduti. Il volume, di eccezionale valore documentario - testimonianza tra le più curiose di letteratura oracolare - ci porta a conoscere i segni divini e la loro interpretazione, in un percorso di approfondimento della simbolica religiosa, fino alle origini dell'arte divinatoria nel mondo etrusco. Esempio concreto e tangibile di un percorso nelle credenze astrologiche, che parte dell'Etruria, attraversa Roma e si conclude a Costantinopoli, il testo sì può considerare come manifestazione sui generis di un'enclave di paganesimo sopravvissuta in epoca di piena diffusione della religione cristiana. L'opuscolo, sospeso su una terra di confine tra il resoconto antiquario, il saggio di letteratura apocalittica e il catalogo di miracoli e altri fenomeni sensazionali, ci trasporta in un passato ben diverso da quello dei testi classici che siamo abituati a leggere: ma proprio per questo il viaggio risulta ricco di fascino. Un'opera, in prima traduzione integrale, che conserva l'incantesimo del lessico primitivo tipico dei testi magici.
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Pasqua 1475. Antigiudaismo e lotta alle eresie: il caso di Simonino
di Gianni Gentilini
editore: Medusa Edizioni
pagine: 206
Una città nelle Alpi, apparentemente tranquilla, si appresta a festeggiare i riti della Pasqua. Il piccolo figlio di Andrea il conciapelli scompare improvvisamente, nonostante le affannose ricerche dei genitori e delle numerose persone coinvolte non se ne trova traccia. Qualche settimana prima, durante la quaresima, un predicatore francescano aveva tuonato dal pulpito profetando che dagli ebrei sarebbe venuta una sciagura. La lotta contro l'usura era la giustificazione della sua accesa ostilità, ma le storie di ebrei malvagi pronti a compiere sacrilegi o a uccidere bambini erano già radicate nell'immaginario popolare. Non passò molto e iniziò a serpeggiare l'idea che si dovesse indagare nella direzione della piccola comunità ebraica e della sua modesta sinagoga. Giunse però la spontanea denuncia di alcuni maggiorenti della comunità che una sera si recarono a dichiarare di aver rinvenuto il corpo esanime del piccolo nella derivazione di una roggia che attraverso una saracinesca portava direttamente l'acqua del fiume negli scantinati all'interno delle loro case. Nonostante la collaborazione il loro arresto avvenne la sera stessa, con l'esclusione di donne e bambini, confinati nei loro domicili. Inizia così una vicenda processuale drammatica che ha visto finire torturati, uccisi e messi al rogo tutti i maschi della piccola comunità ebraica. Ogni cosa è stata meticolosamente registrata negli atti che ancora oggi parlano con dovizia di particolari della tragedia.
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Il peso della memoria
di Wole Soyinka
editore: Medusa Edizioni
pagine: 94
Wole Soyinka, Nobel per la Letteratura nel 1986, prende qui la parola per esprimere una posizione molto netta in merito alla questione della possibile riconciliazione tra ex colonizzatori ed ex colonizzati: lo fa parlando da scrittore africano di lingua inglese - dunque da scrittore postcoloniale - e lo fa con la consapevolezza di porre una questione che riguarda l'umano in quanto tale. Ciò che è in gioco nel rapporto tra l'Africa attuale e coloro che discendono dai colonizzatori di ieri, infatti, tocca la possibilità di definire i contorni di una memoria condivisa che possa divenire patrimonio della storia universale. La memoria della colonizzazione e della schiavitù non serve solo a far ricordare gli orrori di un passato che mostra quanto siano profonde e antiche le cause dei mali che affliggono il continente nero; né ha la funzione di far ricordare agli ex colonizzatori l'entità del male commesso. Ben più importante è il confronto con il complesso di atteggiamenti e di modi di sentire che hanno reso possibile la tratta degli schiavi e la conquista coloniale dell'Africa. Soyinka va però oltre, non si ferma qui. Perché si possa realizzare una politica della memoria degna di questo nome vi deve essere anche una concreta volontà di risarcimento. La spoliazione subita dall'Africa con la tratta e la colonizzazione non ha solamente cancellato la dignità dei popoli africani, ma ne ha anche precluso la via verso un'economia del benessere.
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L'harem e la famiglia
di Germaine Tillion
editore: Medusa Edizioni
pagine: 192
Donna coraggiosa, animata dalla passione del capire: attiva nella resistenza subirà l'arresto e la deportazione a Ravensbrück. Sopravvissuta ai lager, partecipa alle commissioni di inchiesta sui crimini dello stalinismo. Solo a metà degli anni Cinquanta Germaine Tillion potrà tornare alla sua prima passione, a quegli studi etnografici in cui aveva avuto tra i suoi maestri Marcel Mauss e Louis Massignon che l'avevano condotta fin dal 1934 fra i berberi dell'Aurès, nel nord dell'Algeria. Nel 1966 pubblicherà questo libro sulle questioni dell'harem e dei rapporti di parentela nelle culture arabe del nord Africa. Sorretto dal continuo confronto con le tesi di Lévi-Strauss, il libro mette in particolare luce la condizione della donna, tocca la questione del velo, che tanto scalda il dibattito in Occidente, esamina le componenti religiose di queste culture che si affacciano sul Mediterraneo e rivelano insospettati legami culturali con l'Europa.
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La peste della terra
di Benjamin Prado
editore: Medusa Edizioni
pagine: 304
La lunga dittatura franchista ha sepolto negli armadi molti scheletri imbarazzanti che premono per venire alla luce. E questo tormento della coscienza collettiva spagnola passa attraverso l'opera degli scrittori, come in questo romanzo. Mentre prepara una conferenza sulla scrittrice spagnola Carmen Laforet, il professore Juan Urbano riceve la visita della madre di un alunno che gli dona una copia dell'unico romanzo pubblicato dalla suocera Dolores Serma, autrice dimenticata e amica della Laforet. Colpito dal racconto, il professore inizia a indagare sui segreti che avvolgono la vita della narratrice. Si delinea lentamente la figura di una donna enigmatica, ufficialmente militante della Falange, membro dell'Auxilio Social, ma la cui identità si rivelerà invece affatto diversa. Dolores Serma ha lasciato uno strano romanzo, Ossido, nel quale denuncia un crimine terribile perpetrato dal regime su molte donne repubblicane prigioniere all'indomani della vittoria di Franco nella guerra civile. Dolores, e con lei Juan Urbano che si è messo sulle sue tracce, scopre che il regime ha rapito i figli di molte donne repubblicane per affidarli a famiglie che gli sono fedeli. Passo dopo passo, lo scrittore ci conduce nei recessi più oscuri di un'epoca drammatica e violenta, riaprendo la questione dell'asservimento di molti al potere, e fra questi anche gli intellettuali.
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Pazzi di Artaud
di Sylvère Lotringer
editore: Medusa Edizioni
pagine: 222
Un libro sfrontato, rigoroso ma divertente. Poeta indefinibile, scrittore anarchico, viaggiatore irrequieto, Artaud (autore di scritti che, anche in Italia, hanno fatto scuola) venne recluso per nove anni, dal 1937 al 1946, in manicomio. Sottoposto a decine di elettroshock, usato come cavia, monitorato nei suoi comportamenti quasi fosse una bestia rara, e infine rilasciato su pressante richiesta di Picasso e Mirò, Artaud ci ha lasciato alcune tra le più sconcertanti e lucide invettive contro la medicina e la psichiatria moderne. Per contribuire a fare un po' di chiarezza su questa vicenda - vicenda spesso mitizzata, ma ancor più di frequente mal compresa - Sylvère Lotringer, professore alla Columbia University con la passione per le interviste e le ricerche sul campo, si rimette sulle tracce dello scrittore marsigliese, incontrando e intervistando, nel corso di un lavoro durato molti anni, gli psichiatri che si occuparono e, a modo loro, operarono sul "caso Artaud". Il risultato è sorprendente: dati, documenti, racconti farseschi e aneddoti inverosimili si fondono in una scrittura leggera e accattivante, ma al tempo stesso impietosa anche contro i numerosi adepti che, al pari degli psichiatri, vedevano in Artaud un caso esemplare da ammirare, curare forse, ma soprattutto da "venerare" e sfruttare: "Erano tutti matti", si legge nel finale, "questi fanatici di Artaud".
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Saggio sulle rivoluzioni
di François-René de Chateaubriand
editore: Medusa Edizioni
pagine: 460
Chateaubriand, dopo la carriera militare, si recò nel '91 in Nord America e al suo ritorno in patria si unì alle forze della c
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La crociata dei gatti
di Wilhelm Speyer
editore: Medusa Edizioni
pagine: 173
Una classe di ragazzini particolarmente svegli viene a sapere che il ricco pellicciaio del luogo ha intenzione di catturare tutti i gatti della zona per poi venderne le pellicce. Per giustificare e attuare il suo piano diabolico sparge la voce che la rabbia si sta diffondendo tra i gatti. I ragazzini però astutamente lo precedono e con la scusa di un esperimento da compiere riescono a catturare i gatti randagi e a farsi consegnare quelli domestici. Una volta portati in salvo i gatti, agli scolari non resta che aspettare al varco gli aiutanti del pellicciaio, che vengono messi alle strette anche grazie all'aiuto di alcuni cani. Sulla piazza del mercato il commerciante viene smascherato pubblicamente ed è costretto a rinunciare al suo piano. Scritta nel 1928 da Wilhelm Speyer, grande amico di Walter Benjamin, questa favola per ragazzi è un monito a combattere contro i soprusi mascherati da finte verità per difendere i propri ideali. Una favola che, alla vigilia del nazismo, svela in anticipo i rischi che possono minacciare una democrazia.
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Oltre il chador. Iran in bianco e nero
di Marcella Croce
editore: Medusa Edizioni
pagine: 218
Chador, imam e harem: tre parole chiave per capire l'Iran di oggi, Paese che è passato dal regime filo-occidentale dello Scià
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Glossolalia. Poema sul suono
di Andrej Belyj
editore: Medusa Edizioni
pagine: 106
Scritto nel 1917, al ritorno di Belyj da Dornach (Svizzera), dove il poeta si trovava come allievo dell'antroposofo Rudolf Steiner, il poema illustra i quattro giorni della creazione dei suoni: il giorno di Saturno, del Sole, della Luna e della Terra, con l'intento di sostenere con argomentazioni poetiche l'affinità etimologica di alcune delle parole basilari per l'uomo (terra, cielo, sole...) nelle lingua appartenenti al ceppo indoeuropeo.
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