Mimesis: Morfologie
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L'enigma dei geroglifici e l'estetica. Da Orapollo a Bacone, da Vico a Hegel
di Manuele Bellini
editore: Mimesis
pagine: 270
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Gli enigmi della forma. Un'indagine morfologica, tra biologia ed estetica, suggerita dal pensiero di D'Arcy Thompson
di Maddalena Mazzocut-Mis
editore: Mimesis
pagine: 180
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Jean-Baptiste du Bos. Gli antichi e la fondazione dell'estetica moderna
di Paola Vincenzi
editore: Mimesis
pagine: 137
L'abate Du Bos, con le sue "Réflexions critiques sur la poésie et sur la peintare", diventa protagonista di uno dei momenti teorici più alti tra quelli che hanno determinato la nascita dell'estetica moderna, affrontando in modo innovativo non solo le teorie artistiche, ma anche il valore sensibile dell'esperienza come comprensione di sé e della realtà. Il "classicista" Du Bos è infatti anche uomo attento agli sviluppi e alle trasformazioni culturali e sociali della sua epoca; a partire da un'assimilazione del pensiero lockiano, egli considera la dimensione artistica dal punto di vista degli effetti che l'opera produce sull'uomo, del piacere che essa procura.
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Il teatro degli eteronimi. Il neopagamesimo estetico di Fernando Pessoa
di Luigi Orlotti
editore: Mimesis
pagine: 170
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Estetiche dell'ornamento
di Elisabetta Di Stefano
editore: Mimesis
pagine: 157
Nell'architettura, tra la fine del secondo e l'inizio del terzo millennio, si assiste al crollo di quei principi di firmitas, utilitas e venustas che, da Vitruvio in poi, erano stati alla base dell'arte dell'edificare; ai valori del peso, della struttura, dell'ornamento subentrano altre categorie estetiche: l'immaterialità, la multimedialità, la sensorialità. Pertanto non si può più parlare di ornamento secondo le chiavi di lettura tradizionali, quali ad esempio la dialettica struttura/decorazione o utile/superfluo, ma è preferibile ricorrere ad un linguaggio metaforico che, gravitando nell'ambito semantico del "corpo", della "veste", del "trucco" e della "maschera", coinvolge spesso la polarità tra verità e inganno. Attraverso le pagine di alcuni autori che dall'antichità ai nostri giorni hanno affrontato, da prospettive diverse, la questione dell'ornamento (Senofonte, Vitruvio, Alberti, Perrault, Laugier, Piranesi, Burke, Le Camus de Mézières, Kant, Semper, Baudelaire, Ruskin, Loos, Le Corbusier, Adorno, Arnheini, Venturi, Mendini) questo testo esamina le tensioni fondative che animano lo statuto teorico dell'ornamento e mette in luce come la retorica antica, attraverso il principio del decorum, possa essere una valida chiave ermeneutica per cogliere l'orientamento dell'architettura contemporanea.
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Fenomenologia dell'estremo. Heidegger, Rilke, Cézanne
di Tommaso Ariemma
editore: Mimesis
pagine: 132
In un serrato confronto critico con l'opera di Heidegger, ma sottoponendo nello stesso tempo a una lettura decostruttiva anche le filosofie di Husserl e Bergson, il presente lavoro marca l'impossibilità della ricerca di un Senso assoluto in cui le singolarità restano ciò che lo deborda, ciò che vi resiste. Nell'arte, in particolare analizzando l'opera di Rilke, Rodin, Cézanne e il loro singolare intreccio, ciò che sembra l'intangibile elemento dell'esistenza diviene cosa singolare, che, lungi dall'essere ridotta a mero fatto estetico, afferra la nostra singolarità e prospetta un'etica della dedizione e della restituzione.
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Metamorfosi della storia. Momus e Alberti
di Marassi Massimo
editore: Mimesis
pagine: 157
Con il "Momus" Alberti ha proposto un trattato politico e una satira dei costumi costruiti all'insegna della doppiezza e della
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Un'arte senza estetica. Metamorfosi dell'estetica contemporanea
di Simona Chiodo
editore: Mimesis
pagine: 228
L'estetica post hegeliana ridiscute la relazione tra produzione artistica e riflessione estetica sull'arte, ora dirigendosi verso un radicale superamento dell'estetica a favore della fondazione di una scienza dell'arte, ora sostenendo una riforma filosofica dell'estetica che la renda una via d'approccio alla produzione artistica contemporanea più flessibile ad accoglierne le esigenze di sperimentazione e infrazione della norma. Si tratta di un percorso ispirato da Kant e che si articola attraverso le riflessioni di Fiedler, Dessoir, Utitz, Mukarovsky, in gran parte raccolte e ulteriormente elaborate dall'estetica d'orientamento fenomenologico della Scuola di Milano.
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La musica nell'estetica fenomenologica
di Augusto Mazzoni
editore: Mimesis
pagine: 121
Non sono rare le occasioni in cui l'estetica fenomenologica si è occupata di argomenti musicali. Se Edmund Husserl ha dedicato solo qualche osservazione al suono e alla musica, riflessioni più ampie vengono in proposito da alcuni suoi allievi: Conrad, Ingarden e Schütz. L'attenzione di questi autori si concentra su tematiche di natura essenzialmente filosofica: lo statuto ontologico ed estetico dell'oggetto musicale, il problema dell'identità di un'opera, le caratteristiche della temporalità in musica. Ne risultano una serie di considerazioni di squisito ordine teoretico, ricche però di conseguenze anche in ambito musicologico.
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Giochi per melanconici. Sulla «Origine del dramma barocco tedesco» di Walter Benjamin
editore: Mimesis
pagine: 224
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