Morcelliana: Il Pellicano Rosso. Nuova serie
Perdono e speranza. Risanare il tempo
di Sabino Chialà
editore: Morcelliana
pagine: 96
Questa meditazione sul perdono e sulla speranza conduce a una visione più estesa del tempo: se il perdono non è solo perdonare
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Martin Heidegger e il mondo ebraico
di Fédier François
editore: Morcelliana
pagine: 224
La tesi di un antisemitismo filosofico in Heidegger, tornata in voga con la pubblicazione dei Quaderni neri a cura di Peter Tr
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Sistema dell'eticità
di Friedrich Hegel
editore: Morcelliana
pagine: 160
Il Sistema dell'eticità (1802-1803), pubblicato postumo e risalente ai primi anni di insegnamento presso l'Università di Jena,
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Due discorsi edificanti 1843. Vol. 2: Ogni dono buono e perfetto viene dall'alto.
Ogni dono buono e perfetto viene dall'alto
di Kierkegaard Soren
editore: Morcelliana
pagine: 88
Questo discorso del 1843 è uno sviluppo del concetto di "edificante" successivo a La prospettiva della fede e si presenta come
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Max Scheler. Epistemologia, etica, intersoggettività
di Alfred Schütz
editore: Morcelliana
pagine: 256
I tre saggi di Alfred Schütz qui raccolti a cura di Leonardo Allodi hanno per oggetto, rispettivamente, la filosofia di Max Scheler (1966), la sua epistemologia ed etica (1957-1958) e la sua teoria dell'intersoggettività (1942). Una interpretazione critica capace di mettere sotto gli occhi, insieme ai principali tratti di originalità della corrente fenomenologica, elementi che la conducono oltre se stessa, a una "proto-sociologia", un contributo preliminare all'autentica sociologia. Il movimento teorico qui evidenziato va dall'epistemologia alla elaborazione di una "sociologia del sapere". Una presa di distanza dal trascendentalismo del maestro - Husserl - che per Scheler si traduce nell'elaborazione di una fenomenologia realista, e per Schutz, aprendosi al pragmatismo, ha compimento nella Costruzione sociale della realtà (1966): la persona è l'unità concreta in cui interagiscono la sua costituzione "individuale" e "sociale". La fenomenologia diventa così chiave di accesso per una lettura antropologica e sociologica del mondo.
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Antico Testamento, apocrifi e Nuovo Testamento. Un viaggio autobiografico
di Paolo Sacchi
editore: Morcelliana
pagine: 224
La biografia di uno studioso, così come i suoi libri di riferimento, tracciano le linee del suo filone di ricerca e, perché questo si possa dire tale, ne aprono altri. È quanto si può dire dell'avventura intellettuale contenuta in queste pagine: un racconto personale che diviene espressione di un metodo più universale di lavoro, quello che Sacchi chiama "storico-filologico". Dove la filologia è l'inizio ma anche il compimento della ricerca storica, perché non si dà pensiero sulle origini del cristianesimo che non sia un continuo attingere ai testi. Questo spiega l'allargarsi degli studi biblici di Sacchi, dalla formazione con Giorgio Pasquali al Nuovo Testamento; dall'Antico Testamento agli apocrifi, ai rotoli di Qumran, alla letteratura apocalittica, rileggendo le origini cristiane - e la stessa figura di Gesù - alla luce del giudaismo dei primi secoli e delle sottese teologie (del Patto, della Promessa). Percorsi che si intrecciano e tornano su loro stessi, proprio perché osservati con quel distacco critico che deriva dalla oggettività del testo, e sono coronati dall'edizione, a cura di Sacchi, di grandi opere, come gli Apocrifi dell'Antico Testamento e la Bibbia dei Settanta. Prefazione di Luca Mazzinghi.
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Che cosa è la contemplazione
di Thomas Merton
editore: Morcelliana
pagine: 64
Pubblicando nel 1951 questo testo di Merton, don Giuseppe De Luca offriva al lettore il distillato di ciò che il monaco trappista intendeva per contemplazione: al di là della psicologia dell'io, è possibile all'uomo trascendersi, verso gli altri e le altre religioni, ovvero verso ciò per cui sta il nome di Dio, la Trascendenza. Un atto dello spirito - la contemplazione - che, più che mai oggi, ci interpella per evitare chiusure confessionali e disinnescare conflitti religiosi.
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La voce di Dio. Chiamate e vocazioni dalla Bibbia a oggi
editore: Morcelliana
pagine: 96
Chiamare implica che qualcuno parli e qualcun altro ascolti e risponda: uno schema che si declina nella Bibbia in molteplici modi. La "chiamata" è parola di Dio, di Gesù, dei profeti; può essere "invocazione" o può indicare una "vocazione"; implica l'irrompere di un mutamento (con la risposta "Eccomi!" di Samuele) e l'adeguamento a una condotta di vita, ma anche l'"obiezione" (di Mosè, di Isaia...). Pagine celebri della Bibbia - rilette qui in chiave esegetica, spirituale, storico-filosofica - diventano il luogo in cui sorprendere significati talvolta inattesi di una Parola che, oltre la lettera, investe la nostra vita. Come il tema del discernimento e del lavoro alla base delle comunità monastiche: modelli di vocazione, che ancora ci interpellano.
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Per la storia del termine persona
di Trendelenburg Friedrich A.
editore: Morcelliana
pagine: 112
Il contributo di Trendelenburg alla revisione del sistema hegeliano passa attraverso lo studio critico della storia della filo
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Il monoteismo può essere umanistico?
di Berthelot Katell
editore: Morcelliana
pagine: 288
Riflettere su parole chiave dei monoteismi (ebraico, cristiano, musulmano) e dell'umanesimo, quali dignità dell'uomo, imitatio
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Scienza e realtà. Introduzione alla logica materiale
di Maritain Jacques
editore: Morcelliana
pagine: 192
La Logica Maggiore o Logica della ragione vera (Logica Major) è un frammento incompiuto del 1934 - per la prima volta tradotto
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Sulla stupidità dell'idolatria. Meditazione su Geremia
di Luciano Monari
editore: Morcelliana
pagine: 96
"È legge fatale dell'esperienza umana il fatto che l'uomo tende ad assomigliare a ciò che ama e an-cor più a ciò che adora. Questo è il motivo per cui l'immagine che l'uomo si fa di Dio è così rilevante. Se l'uomo adora un Dio impersonale, finirà per perdere lui stesso il senso della sua trascendenza personale e della sua responsabilità; se adora un Dio solo potente, tenderà a porre la forza come valore supremo dell'esistenza; se considera il successo come bene assoluto (dio), sarà portato a privilegiare il desiderio di apparire rispetto all'importanza di "essere". Gli idoli plasmano l'uomo a loro immagine e somiglianza; l'uomo plasma se stesso, la sua vita, secondo la forma dei suoi dei. Se dunque gli idoli sono "nulla", l'uomo che corre dietro a loro tenderà a diventare lui stesso "nulla": non vivrà più come una creatura perché ha rifiutato il creatore; ma non riuscirà a vivere come Dio perché non lo è e non lo può diventare." (Luciano Monari)
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