Morcelliana: Uomini e profeti
Immagini del Dio vivente
di Bianchi Enzo
editore: Morcelliana
pagine: 83
Parlare oggi di icone non è pura questione archeologica
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Giuda. Il tradimento fedele
di Zagrebelsky Gustavo
editore: Morcelliana
pagine: 104
Scrutando dentro le "ragioni di Giuda", Gustavo Zagrebelsky esplora uno dei territori più inquieti del pensiero cristiano, pro
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La via del tè nella spiritualità giapponese
di De Giorgi Maria
editore: Morcelliana
pagine: 104
Il Cha-do, la cerimonia del tè, o appunto, più propriamente, la "via" del tè non rappresenta per la cultura giapponese una rea
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La vita altrimenti. Pensieri sul monachesimo
di Bianchi Enzo
editore: Morcelliana
pagine: 112
Da parte del priore della Comunità di Bose, illuminanti pagine sul valore oggi della vita monastica, come modello di esistenza
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Evangelo di Giovanni
di Ricca Paolo
editore: Morcelliana
pagine: 312
Il commento al Vangelo di Giovanni, nel suo significato teologico e spirituale, nei dialoghi tra Gabriella Caramore, dal 1993
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La leggenda del grande inquisitore
di Zagrebelsky Gustavo
editore: Morcelliana
pagine: 112
Del Grande Inquisitore a Zagrebelsky interessa il "teorico del potere", che costruisce, a sua immagine, il sogno di un'umanità
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L'infinito e la siepe. Metafisica e laicità in Giacomo Leopardi
di Levi Della Torre Stefano
editore: Morcelliana
pagine: 99
Levi della Torre guida il lettore nel pensiero e nell'opera leopardiana, sottolineando come nei suoi testi non ci sia contrapp
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Libertà e destino nella tragedia greca
di Salvatore Natoli
editore: Morcelliana
pagine: 144
Con l'accanimento di chi ha a cuore la verità, e con la pietas di chi ha trepidazione per il creaturale, Salvatore Natoli indaga la straordinaria vicenda della fioritura del tragico nell'Atene del V secolo. E ci invita a spingere a fondo lo sguardo fino a rinvenire - nelle esaltanti e terribili vicende di Edipo e di Oreste, di Antigone e Clitemnestra, di Prometeo e Filottete, di Medea e Agamennone - ciò che, in tutti i tempi, sta al fondo della storia dell'uomo: la sua domanda di sapere perché vive, il percepire che le cose dell'esistere "sono problema". "Qualcosa c'è. E ci trascende" è detto in Euripide. È compito del filosofo e del teologo, ma anche di ogni lettore, ricomporre la struttura dei diversi contesti culturali e religiosi e mettere a confronto i modi in cui è vissuta e patita la lontananza di un "Dio che si nasconde". Non basta però ricomporre i frammenti del Tragico della Grecia antica come se si trattasse di ricostruire una mappa in disuso. Quella mappa - tracciata con gesti, silenzi, grida - può fare da segnavia anche al nostro cammino che, talvolta, sembra guidato più dal vento dionisiaco della Tracia che da un geometrico disegno divino(dalla Prefazione di Gabriella Caramore)
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E il loro grido salì a Dio. Commento all'Esodo
di De Benedetti Paolo
editore: Morcelliana
pagine: 112
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