Moretti & vitali: Il tridente. Saggi
Dall'anima alla funzione trascendente. Appunti per un'epistemologia junghiana
di Ugo Fama
editore: Moretti & vitali
pagine: 208
Lo scopo di questo libro è quello di mettere in luce con diverse argomentazioni gli aspetti principali della epistemologia jun
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Pandemia e trasformazione. Un anno per rinascere
editore: Moretti & vitali
pagine: 224
"Ricorderemo il 2020 come l'anno della pandemia da Covid-19 e sapremo di averlo vissuto
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Rinascere a questa vita. Perché la resilienza non basta
di Moreno Montanari
editore: Moretti & vitali
pagine: 128
Il libro analizza dal punto di vista filosofico, psicoanalitico e spirituale i differenti scenari di senso in cui s'inscrivono
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Sulla soglia di casa. Abitare tra sogno e realtà
di Carla Stroppa
editore: Moretti & vitali
pagine: 261
"Da molti anni raccolgo i sogni in cui compare l'immagine della casa
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L'anoressia
di Marina Valcarenghi
editore: Moretti & vitali
pagine: 129
Perché un'inconscia autocondanna a morte per fame? Perché questa sentenza riguarda quasi esclusivamente le donne? Esiste un de
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L'inconscio fra realtà e virtualità. Dopo Jung. Visioni della comunicazione informatica
di Letizia Oddo
editore: Moretti & vitali
pagine: 232
«Il libro di Letizia Oddo - scrive Giuseppe O
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La forza del mito. L'eroico viaggio di J. Campbell attraverso la mitologia comparata
di Pancera Carlo
editore: Moretti & vitali
pagine: 490
«Nessuno in questo secolo - né Freud, né Thomas Mann, né Lévi-Strauss - ha altrettanto riportato il senso mitico del mondo e l
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Paradossi di Afrodite. Origine, eros, immagine
di Guido Brivio
editore: Moretti & vitali
pagine: 232
Queste pagine raccontano una duplice storia
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Alla ricerca di anima: L'incontro-Il ritorno
di Raffaele Floro
editore: Moretti & vitali
pagine: 744
In una società in cui l'uomo è sempre più interconnesso mediaticamente, ma sempre meno connesso con la propria interiorità, la
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Approdi e naufragi. Resistenza culturale e lavoro del lutto. Tracce per una psicologia post-coloniale
di Fabrice Olivier Dubosc
editore: Moretti & vitali
pagine: 292
Negli ultimi anni, i ripetuti naufragi al largo delle coste siciliane e in particolare a Lampedusa hanno messo in luce che le 'carrette' che trasportano migranti e rifugiati sono solo l'ultimo anello di rotte e esodi complessi. Rotte che collegano i campi di transito e la prigionia nel deserto, i morti in mare e le geopolitiche delle grandi potenze, le utopie deluse riemerse in forma patologica e l'aspirazione che i figli siano cittadini del mondo. Vicende che ne incontrano altre che dal passato ci parlano. Nel XVII secolo, Nostra Signora di Lampedusa era migrata dalla Sicilia spagnola al Brasile insieme ad altre icone creolizzate adottate dalle confraternite di schiavi. Il compito di queste irmandades era di garantire una buona sepoltura ai loro membri e questo è diventato il pretesto per esplorare il rapporto tra elaborazione del lutto e resistenza culturale da varie prospettive: filosofiche, antropologiche, psicoanalitiche. Rivendicare che una vita è degna di lutto è testamento dell'aspirazione a una vita degna di essere vissuta. Da questo punto di vista le migliaia di migranti che continuano a trovare precaria sepoltura nel Mediterraneo ci convocano - come direbbe Benjamin - a quell'«appuntamento segreto tra generazioni» che alcune immagini particolarmente pregnanti generano nei momenti di pericolo. Il naufragio in questione è anche quello della coscienza europea, tentata dalle passioni tristi del risentimento, dell'astio e della reazione immunitaria ad ogni alterità. Da questo punto di vista, il lavoro di chi tenta in più parti del mondo di onorare i morti elaborando i lutti e i traumi storici con un «sovrappiù di vita» risuona con le intuizioni della psicoanalisi e della psicologia analitica come con quelle della teologia della liberazione, del pensiero post-coloniale e della differenza. Se, da un lato, la storia è un sintomo in cui si intrecciano terrore traumatico e dimensione fantasmatica, l'irruzione nel presente di un perturbante che dal passato insiste a interpellarci ci risveglia alla possibilità di immaginare una riparazione etica ed estetica del mondo.
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Creatio continua. Psicologia analitica, arte, tempo
di Assunto A. Lopez
editore: Moretti & vitali
pagine: 173
La nostra esistenza si accompagna per intero ad una percezione soggettiva del tempo che, complice il nostro esser terreni, rimarca la nostra finitudine e sempre invoca un attribuzione di senso; è così che al tempo si accompagna in noi anche l'idea di un qualcosa che lo possa trascendere, per una frazione di pura esistenza o all'infinito, vestendo i panni dell'Eternità. Tempo ed Eternità ritrovano originale conniuctio in un'idea che ha permeato nei secoli le correnti dello Spirito, così come le discipline della materia: quella per la quale l'assetto (eterno) del reale è frutto, istante per istante, di un continuo processo di ricreazione (conservano est continua creatio). Ritroviamo questa idea, diversamente declinata, nel pensiero di Sant'Agostino, nella mistica medievale di Meister Eckhart, nel corpus dottrinale del Pantheon induista e nell'ambito della moderna astrofisica; ma essa attraversa in qualche misura anche l'intera impalcatura della Psicologia Analitica, investendo del connotato temporale i suoi più importanti assunti teorici. La trama di questo breve saggio è in tessuta della stessa idea; in un percorso che, a partire dalla Tipologia Psicologica junghiana, attraversa gli affetti e le diverse fasi della vita, i territori della bellezza e quelli della fantasia, sino a condurci nell'alveo della dimensione creativa per eccellenza: quella dell'artista; là dove ogni istante aspira ad incarnare il segno e il ritmo propulsivo di un cambiamento.
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Lo specchio di Dioniso
di Ugo Fama
editore: Moretti & vitali
pagine: 216
La presenza di Dioniso nel pensiero di Jung si evidenzia fin dai suoi esordi nel confrontarsi con il pensiero di Nietzsche. Questa presenza non è mai venuta meno, ma è sempre rimasta un poco sottotraccia, più implicita, più nascosta. Hillman nella terza parte del "Mito dell'analisi", parlando della femminilità psicologica, riprende il tema dionisiaco e lo approfondisce grandemente. Ma in genere nella psicologia analitica questa figura resta abbastanza sullo sfondo, vive una vita più clandestina, forse in virtù della sua peculiare caratteristica di esistere su un confine indefinito tra vita e morte. Kérenyi definisce Dioniso L'archetipo della vita indistruttibile. Il labirinto, luogo mitico dove il Minotauro/Dioniso "si nasconde", è: "...il luogo dove si coniugano vita e morte, parola e silenzio, dove 'identici' sono Ade e Dioniso...". Il percorso analitico è un percorso labirintico, inteso come percorso iniziatico, una sorta di discesa agli inferi conoscitiva e trasformativa. "Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo" recita Virgilio citato da Freud; questo verso ci racconta una verità archetipica: la via verso "l'alto" non è mai diretta, ma passa per il "basso". In termini alchemici gli opposti coincidono; in Dioniso gli opposti coincidono, la sua androginia ne è l'aspetto più evidente e in tal senso sembra acquisire l'aspetto del Lapis alchemico. Dioniso è anche un bambino che gioca e giocando crea il mondo.
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