Nottetempo: Gransassi
Pagare o non pagare
di Walter Siti
editore: Nottetempo
pagine: 135
"Eppure io che ho settant'anni, e provengo da quella che un tempo si chiamava la classe operaia, ricordo il piacere di pagare:
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La confusione è precisa in amore
di Vittorio Lingiardi
editore: Nottetempo
pagine: 112
Nelle poesie di Vittorio Lingiardi c'è sempre un "tu". Un interlocutore reale - donna, uomo, bambino, madre - che, presente o assente, perduto e desiderato, è l'oggetto di una ricerca lucida e accanita; il destinatario di un dialogo che cura la caducità; la meta di un incontro che illumina "l'inverno dei destini". Poesie di versi scarni e d'amore, similitudini concrete, parole che ricuciono gli strappi del cuore e i tagli dell'esperienza, toccando l'inconscio della lettura.
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Poesie sparse pubblicate in vita
di Celan Paul
editore: Nottetempo
pagine: 148
Celan rappresenta la realizzazione di ciò che non sembrava possibile: non solo scrivere poesia dopo Auschwitz ma scrivere 'den
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Reality
di Mariusz Szczygiel
editore: Nottetempo
pagine: 151
"Szczygiel parla di donne e di uomini, soprattutto di donne, nella loro quotidianità: piccole storie pur sempre dentro il flusso della Grande Storia, casi comuni e insieme bizzarri e rivelatori. I racconti-reportage si muovono agilmente tra grande giornalismo e buona letteratura e ci ricordano che dietro le apparenze della normalità ogni vita è una, e che non esistono vite insignificanti." (Goffredo Fofi)
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Il caso Rykov (dal nostro corrispondente)
di Cechov Anton
editore: Nottetempo
pagine: 119
Nel novembre del 1884, in una Russia piegata dal dispotismo di Alessandro III, si apre il processo a Rykov e ai suoi complici,
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Contropiede
Breve discorso sopra il metodo del calcio
di Camilli Daniele
editore: Nottetempo
pagine: 66
Un breve discorso sullo sport più praticato al mondo, che dimostra l'esistenza di un rapporto diretto tra i metodi di gioco -
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Eterna riabilitazione da un trauma di cui s'ignora la natura
di Andrea Zanzotto
editore: Nottetempo
pagine: 93
"Le mie poesie nascono ancora sia dal paesaggio devastato sia dai pensieri sconquassati e incerti delle spinte alla poesia, che ho paragonato per la loro intensità a questi fiumi". Come muta la poesia quando il poeta invecchia? E come muta il mondo intorno a lui? Sono alcune delle domande che il poeta si pone, insieme ad altri temi a lui cari: il cambiamento del clima, la distruzione del paesaggio, il vissuto della poesia, la fragilità del corpo... Conversazione con Andrea Zanzotto di Laura Barile e Ginevra Bompiani (agosto e novembre 2006) con tre poesie inedite.
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Vite di pascolanti
Tre racconti
di Celati Gianni
editore: Nottetempo
pagine: 133
Tre racconti che ruotano intorno alla vita di un gruppo di liceali
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Dio è violent
di Muraro Luisa
editore: Nottetempo
pagine: 75
Un'analisi sull'uso della violenza in una società in cui è venuta meno la narrazione salvifica del contratto sociale
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Che fine faranno i libri?
di Cataluccio Francesco M.
editore: Nottetempo
pagine: 59
Che cos'è un eBook? E che ne sarà dell'editoria quando il libro elettronico si imporrà, trasformando in modo radicale il mondo
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Un amore al tempo della Dolce Vita
di La Capria Raffaele
editore: Nottetempo
pagine: 55
Roma anni '60, la Roma più bella, più vivace e intensa intellettualmente, più accogliente coi caffè di via Veneto e piazza del
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La matassa primordiale
di Isabella Ducrot
editore: Nottetempo
pagine: 72
In questo saggio di Isabella Ducrot, l'arte del tessere narra la sua storia, dai primi intrecci di trama e ordito nella "matassa primordiale", a Penelope che, lavorando al telaio, tenta di arrestare lo scorrere del tempo, alla seta delle vesti dei monaci buddhisti di Lhasa, sulla quale è iscritta una silenziosa preghiera, un'antica alleanza tra testo e tessuto. La lucentezza lunare dei rasi e dei satin, la superficie nuda e schietta dei damaschi e dei broccati, la costrizione a cui sono sottoposti i fili del feltro, tutto racconta lo sviluppo della vita collettiva e della civiltà umana. Con "La matassa primordiale", Isabella Ducrot tesse i fili di un racconto affascinante, nel quale la trama e l'ordito diventano il simbolo della continuità del tempo e dell'ingegno umano. A introdurre il suo racconto, "Tessere è umano", una poesia inedita di Patrizia Cavalli.
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