fbevnts Passigli poesia - tutti i libri della collana Passigli poesia, Passigli - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Passigli: Passigli poesia

Nel cielo nero dell'Italia. Poesie e prose

di Aleksandr Blok

editore: Passigli

pagine: 151

Aleksandr Blok viaggiò in Italia insieme alla moglie Ljuba nel 1909
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18,00

Le sorelle in aria

di Rosalba De Filippis

editore: Passigli

pagine: 53

«... La protagonista di questo poemetto, in mezzo al teatro naturale scrutato e sorpreso con grande forza poetica, si fa donna volpe, donna albero, donna collina nel tentativo di comprendere cosa significhi in quel momento o torno di vita, decisivo, ferito, doloroso, essere completamente donna. Guardando le tracce e i movimenti, specie di lei, la volpe, che diviene specchio, sorella, anima quasi. Non è certo la prima volta che in poesia questo tentato rispecchiamento tra momento morale e natura si dispiega con tale forza e sorprendente densità. Ma qui si è come portati all'interno di questo movimento. La de Filippis ha una speciale genialità nel tenerci attoniti e immersi. Riesce a farci vivere quel confronto, dolce ma anche spietato, tra natura umana e natura dall'interno, in movimenti cangianti e vivissimi. Ha versi che ti si piantano nelle costole e pensi: che brava...» (Dalla prefazione di Davide Rondoni)
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10,00

Un intenso venire

di Marisa Papa Ruggiero

editore: Passigli

pagine: 79

«... Sono - le poesie di questa raccolta - delle stratigrafie, dei calchi, delle sismografie, delle rilevazioni materiali e materiche, che non si chiudono mai in un senso univoco, ma mimano e distendono un fatto che sta avvenendo, ancora, continuamente, come eco e prolungamento e continuazione di una ferita originaria. La terra si eretta, si spacca, si apre in faglie, e nella frattura si produce un'energia sismica, tellurica, che è il vero centro, oscuro, di questa poesia. Inutile sarebbe infatti tentare degli addomesticamenti di un verbo così riluttante a ogni intesa, a ogni adescamento, a qualsiasi minuetto o tentativo di colloquio. Si tratta, invece, di un monologo ansioso e fermentante, anche dove trapeli o si accampi l'esistenza di un 'tu' complementare, sognato o evocato. Il corpo della terra, il corpo di carne si scambiano i ruoli e la scena. E sempre un sommovimento, uno smottamento, uno slittare di strati, un affondare di semi nel profondo, dove il destino si compie, avviene...» (Dalla prefazione di Daniele Piccini)
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12,00

Mestiere. Poesie 1921-1922. Testo russo a fronte

di Marina Cvetaeva

editore: Passigli

pagine: 303

Apparso a Berlino nel 1923 "Mestiere" raccoglie le centoquattro poesie scritte da Marina Cvetaeva dall'aprile del 1921 all'aprile del 1922, un anno particolarmente tragico per la Russia post-rivoluzionaria, a causa della carestia e della sempre più brutale guerra civile; e un anno particolarmente duro per la scrittrice, che già aveva perduto la figlia Irina, morta di stenti in un orfanotrofio nel febbraio del 1920, e con il marito Sergej Efron irraggiungibile, arruolato nelle file dei Bianchi, l'armata volontaria filo-zarista: un lunghissimo anno che doveva terminare con la partenza per l'esilio, nel maggio del 1922. Di fronte allo sfascio del suo mondo simboleggiato anche dalla morte, il 7 agosto del 1921, di Aleksandr Blok, il grande e amatissimo poeta che più di ogni altro influì sulla generazione della Cvetaeva -, sembra quasi titanica l'impresa di questa imponente raccolta; ma Marina lotta con tenacia, accanitamente, per la sopravvivenza della propria voce, ed è forse proprio questo istinto di conservazione lirica a celarsi sotto un titolo che potrebbe sembrare a prima vista freddo, o richiamare addirittura qualcosa di artificioso, così alieno invece dallo spirito di questa grande scrittrice. Il mestiere di poeta è, in realtà, per Marina la sua ancora di salvezza, e insieme la sua vita più vera; e valgano, a sgombrare ogni equivoco, le parole della scrittrice, in una lettera a Aleksandr Bachrach del 9 giugno del 1923: "Di che Mestiere si tratta? Di quello lirico..."
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24,00

Ode alla Rivoluzione

Poesie 1917-1923

di Majakovskij Vladimir

editore: Passigli

pagine: 123

Dopo "Il flauto di vertebre", pubblicato in questa stessa collana, che raccoglieva poesie degli anni giovanili, con "Ode alla
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12,50

Stupore della nascita. Ediz. italiana e inglese

di Gianpaolo Donzelli

editore: Passigli

pagine: 80

"Quello che immediatamente colpisce e sorprende in questi versi di Gianpaolo Donzelli è l'essenzialità estrema dei temi e il rigore asciutto con cui vengono trattati. La sua è una ricerca espressiva che punta direttamente alla sostanza delle cose e dell'esistere, e dunque a una verità imprescindibile, una verità d'amore e nascita, di dolore e morte, vista (ma non solo) nella fisica concretezza del suo manifestarsi, nel corpo vivo della sua presenza..." (dalla prefazione di Maurizio Cucchi). Con una nota finale di Martha Montello.
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12,00

La barcarola. Testo spagnolo a fronte

di Pablo Neruda

editore: Passigli

pagine: 223

Apparsa nel 1967 "La barcarola" è una delle raccolte fondamentali di Neruda e si ricollega al "Memoriale di Isla Negra", in particolare con le bellissime pagine iniziali dedicate a Matilde Urrutia, la donna della romantica fuga a Capri e in seguito compagna del poeta per molti anni. Come sempre in Neruda, lirica ed epica tendono a fondersi, o meglio ad alternarsi, e il canto d'amore non può essere disgiunto dagli altri temi a lui cari, in particolare il paesaggio, la storia del suo paese, la dura lotta dell'uomo per l'affermazione dei propri diritti. Non a caso all'interno del libro compare già la figura di Joaquin Murieta, il bandito ucciso dai rangers nel 1853, cui Neruda dedicherà una famosa pièce teatrale. Così, se la raccolta si inaugura con il lungo omaggio amoroso a Matilde, arriva a concludersi con un'altra splendida poesia, "Solo di sale", che è ancora una poesia d'amore a Matilde, ma nella quale "il giorno rapido si tramuta in tristezza", e l'amato Vietnam visitato dal poeta nel lontano 1928 ora appare come il paese devastato dal "gas assassino". Una conclusione e un congedo, e insieme - come ha scritto Giuseppe Bellini - "la purificazione finale di un lungo viaggio d'amore attraverso la geografia, le persone, le cose, il ricordo, il tempo, compiuto da Neruda e da Matilde".
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Il silenzio fiorisce e altre poesie

di Blok Aleksandr

editore: Passigli

pagine: 128

Nessun poeta, dopo Puskin, ha avuto una influenza sulla poesia russa paragonabile a quella di Aleksandr Blok, nato a Pietrobur
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L'orologio di Dalì

di Serricchio Cristanziano

editore: Passigli

pagine: 121

Pochi, rarissimi poeti hanno la capacità di dare in un libro la forza ciclica di un moto che include e porta con sé come una c
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14,50

Paesaggi d'amore. Poesie per Leonor e altre poesie. Testo spagnolo a fronte

di Antonio Machado

editore: Passigli

pagine: 185

Una scelta delle più belle poesie d'amore di Antonio Machado non può che proporsi in tutta la sua varietà. Infatti, l'ambito in cui si esercita la tematica amorosa nella produzione poetica di questo grande scrittore è estremamente ricco e insieme complesso. Comprende, naturalmente, le poesie scritte per la moglie, Leonor Izquierdo Cuevas, morta giovanissima, e le poesie nate invece da un amore maturo e clandestino per una donna sposata Pilar de Valderrama, cantata con il nome di Guiomar -, ma non si esaurisce in esse. "L'amore è amore, qualunque sia l'oggetto su cui si indirizza il sentimento, persona o cosa", scrive Giovanni Battista De Cesare nella prefazione al volume. E certamente questo vale ancora di più per un poeta come Machado, così legato al suo Paese e alla sua storia, e che amò profondamente il paesaggio di Soria, in un tempo in cui la Castiglia assurgeva a simbolo e somma degli ideali di una grande generazione di intellettuali spagnoli. E dunque accanto alle poesie per Leonor e per Guiomar, questa antologia riunisce anche alcune delle poesie più rappresentative del Machado cantore della sua terra, in un insieme di paesaggi d'amore che rappresentano una delle più alte esperienze poetiche del Novecento.
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Incauta solitudine

di Malago` Elia

editore: Passigli

pagine: 112

Tutto quello che non coltivi con cura, muore
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Il contagio dell'acqua

di Canciani Laura

editore: Passigli

pagine: 75

... La 'coltellata di carità' delle poesie di Laura Canciani qui raccolte non cela la violenza che ogni parlare esercita su chi ascolta, ma cerca di addolcirla in un dialogo alla pari, umile, dove l'umanità traspare con dolcezza nei versi il cui ritmo cerca di essere lieve per attenuare un po' la pena in cui inevitabilmente siamo. 'Voglio parlare il linguaggio degli uomini / non quello della letteratura', ripete, perché solo quel linguaggio può permettere di sentire piangere il vento, di aver fame di alberi, di cogliere spiragli di gioia e di aver paura di camminare sopra una stella. La metafora non è qui ornamento dello stile, ma essenza di senso in un rapporto con il mondo che non si limita al realismo delle apparenze... (dalla prefazione di E. Castelli Gattinara)
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