fbevnts QUODLIBET STUDIO. LETTERE - tutti i libri della collana QUODLIBET STUDIO. LETTERE, Quodlibet - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 3
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Quodlibet: QUODLIBET STUDIO. LETTERE

Narrazione breve e personaggio. Tozzi, Pirandello, Bilenchi, Calvino

di Bertoncini Giancarlo

editore: Quodlibet

pagine: 208

II volume ha come tema principale la narrazione breve (novella o racconto) nel Novecento italiano; il tema è trattato facendo
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20,00

Parole in guerra. Heinrich Heine e la polemica

di Rispoli Marco

editore: Quodlibet

pagine: 292

Cos'è la polemica? È un modo per combattere il dogma e avvicinarsi alla verità, oppure è una forma di aggressione dove a trion
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18,00

Figure dell'invenzione. Per una teoria della critica tematica in Francesco Orlando

di Valentina Sturli

editore: Quodlibet

pagine: 209

Il saggio esplora la più innovativa e meno conosciuta parte della riflessione di Francesco Orlando (1934- 2010) - quella rigua
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Orche e altri relitti. Sulle forme del romanzo in Stefano D'Arrigo

di Daria Biagi

editore: Quodlibet

pagine: 256

Ogni epoca di crisi lascia relitti dietro di sé: lo sanno i protagonisti di Horcynus Orca (1975), i pescatori di Cariddi che q
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20,00

Il ritmo del pensiero. Montale Sereni Zanzotto

di Laura Barile

editore: Quodlibet

pagine: 221

In questa raccolta di saggi Laura Barile affronta in tono narrativo e conversevole tre classici del Novecento accomunati dalla
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20,00

Il mostro e la fanciulla. Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento

di Amaranta Sbardella

editore: Quodlibet

pagine: 248

Sin dall'antichità, artisti, studiosi e politici si sono persi nei meandri del Labirinto alla ricerca del Mostro, e di rispost
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20,00

Leopardi traduttore. La poesia (1815-1817)

di Valerio Camarotto

editore: Quodlibet

pagine: 188

Tra il 1815 e il 1817 il giovane Leopardi si dedica con fervore alla traduzione poetica: sul suo scrittoio si susseguono l'uno dopo l'altro i testi di Mosco, Omero, Virgilio, Esiodo (e altri ancora). Si tratta di una stagione determinante, non solo per la sedimentazione di immagini e temi destinati a emergere in seguito, ma anche e soprattutto per il fondamentale confronto con l'antico che essa ha significato. Partendo dunque dalla riflessione di Leopardi sul problema dell'imitazione e sulla condizione del poeta moderno (centrale anche in altri scritti coevi, almeno fino al Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica), questo libro propone una lettura d'insieme della variegata congerie delle versioni poetiche. A ciascuna di esse è dedicato un apposito capitolo, nel quale il confronto con i testi originali e il serrato dialogo con i modelli sono osservati anche alla luce della loro ripercussione sulla produzione successiva (dallo Zibaldone ai Canti).
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18,00

Ridere rende liberi. Comici nei campi nazisti

di Antonella Ottai

editore: Quodlibet

pagine: 234

Il libro nasce da una ricerca condotta sulle sorti di alcuni comici ai quali si deve, negli anni Trenta, la grandezza leggendaria del cabaret e dello spettacolo leggero mitteleuropeo, in particolare di quello berlinese. In gran parte ebrei, come ebreo era il colore del loro umorismo, la sorte di questi artisti è segnata inesorabilmente dall'avvento di Hitler al potere. Espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, le loro performance si replicano in situazioni sempre più dure: i ghetti, la deportazione, lo sterminio. Sono "stelle di prima grandezza che di grande non hanno più che la stella gialla, cucita ben in evidenza sul loro petto". Il loro personale percorso diventa l'occasione per interrogarsi sui poteri e sulla forza d'urto del riso, per riflettere sul senso del comico nel cuore del dolore quando, a complicarne le dinamiche, interviene la relazione che sussiste fra il carnefice e la vittima e sono gli aguzzini a contendere ai perseguitati "l'ultima risata".
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18,00

Una storia invisibile. Morante Ortese Weil

di Angela Borghesi

editore: Quodlibet

pagine: 182

Elsa Morante e Anna Maria Ortese: due grandi narratrici del secondo Novecento che occorre rileggere, due vertici di un ideale triangolo che occorre ricostruire: nei nessi che conducono dall'una all'altra, e più ancora nel legame nascosto - una storia invisibile nel cuore della letteratura italiana contemporanea - che connette ciascuna delle due, e ciascuna per proprio conto, a una delle figure più singolari del ventesimo secolo, Simone Weil. L'indagine, fondata in parte su riscontri testuali e su testimonianze, in parte su dati e riscontri indiziari, conduce verso territori poco esplorati: l'orientalismo nella visione morantiana del mondo, l'epos omerico su cui si modella "La Storia", il misterico retroterra riflessivo dell'opera della Ortese. Un vasto panorama critico ne esce completamente ridisegnato, restituendo a due protagoniste della letteratura contemporanea una sostanza e una coerenza di pensiero rimaste troppo a lungo nell'ombra.
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18,00

Per un'estetica della resistenza. Rileggere Primo Levi

di Massimo Giuliani

editore: Quodlibet

pagine: 100

È possibile parlare di Primo Levi come filosofo? Forse è addirittura necessario, in tempi di scontro di civiltà. Ma forse è anche un atto scientificamente dovuto. In Italia, infatti, Levi è confinato al ruolo di testimone della Shoah, mentre all'estero, soprattutto in America, viene studiato e apprezzato nella pienezza della sua complessa figura intellettuale. I saggi raccolti in questo volume si ripropongono appunto di porre rimedio a questa curiosa schizofrenia critica, affrontando un aspetto ancora poco indagato, almeno nel nostro Paese, dell'opera leviana: la riflessione etico-politica, chiamata a contrastare "le riserve di ferocia che giacciono in fondo all'animo umano", e a sostanziare le possibili vie di una salvazione che faccia leva sulla ragione, sulla cultura e sulla memoria. Dalle reazioni all'educazione fascista al riscatto dell'immaginazione, dalla fascinazione per la tecnologia alla rivalutazione del lavoro manuale: ripercorrendo questi snodi, il presente volume si propone di essere un'originale "introduzione all'opera di Primo Levi", tesa a mostrare la ricchezza tematica e la polisemica profondità, non solo dei suoi libri più conosciuti, ma anche delle sue prose minori e delle sue pagine meno lette, e oggi quasi introvabili. Ne esce un ritratto pluridimensionale di un classico della letteratura e del pensiero italiani. Di quel pensiero e di quella scrittura abbiamo bisogno, e nostalgia.
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16,00

Letteratura come storiografia? Mappe e figure della mutazione italiana

di Emanuele Zinato

editore: Quodlibet

pagine: 238

I saggi riuniti in questo volume vertono sul rapporto fra letteratura e vita materiale italiana entro un arco temporale che va dal miracolo economico agli anni Zero del XXI secolo, riprendendo in ciò l'idea di letteratura come forma simbolica in grado di rappresentare sfere dell'esperienza inaccessibili alla storiografia. Il libro è diviso in due parti: la prima sezione affronta l'eredità di due laboratori del secondo Novecento (le riviste "Officina" e "Il Menabò") e contamina diversi approcci critici (la critica tematica, la teoria freudiana di Francesco Orlando, il materialismo ermeneutico di Romano Luperini). La seconda parte interroga invece alcuni maestri del Novecento che continuano a scrivere nel cuore degli anni Ottanta (Parise, Fortini, Primo Levi, Volponi, Morante, Sciascia) e quattro scrittori degli anni Zero (Affinati, De Signoribus, Di Ruscio, Sarchi) tra i molti a proprio modo all'altezza della tradizione e dell'eredità dei maestri. Tutti i testi presi in esame - questa almeno è la scommessa - rappresentano la mutazione italiana nei modi indocili con cui le opere letterarie sanno rispondere alle ulcerazioni della storia. La domanda del titolo, ripresa da un saggio di Enzensberger, intende dunque alludere alla questione del rapporto fra scritture d'invenzione e scritture veridiche, e (a monte del più schematico bivio tra fiction e non-fiction) fra opere e mondo.
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22,00

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