Abbecedario per il mondo nuovo

Abbecedario per il mondo nuovo

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Ogni alfabeto contiene innumerevoli storie. Alla A possiamo incontrare una nuova Antigone, segretaria convinta che la vita non si possa ridurre al solo lavoro. La B è una betulla in cui si cela il segreto della vita dopo la morte, e che va annaffiata con amore. Nel cuore della C si aprono una dopo l'altra delle crepe: una donna fuggita dalla sua famiglia si guarda indietro per la prima volta, mentre un'altra che è sempre rimasta fedele inizia a chiedersi che senso abbia restare. La D delimita i deserti invisibili che separano i genitori dai figli, un fratello da una sorella. La bellezza dell'alfabeto è che non richiede un ordine di lettura, possiamo perderci dentro la vocale di un amore e ritrovarci nella consonante di un viaggio, per poi perderci ancora e ancora. Comporre un "Abbecedario per il mondo nuovo": questa la sfida lanciata dal Piccolo Teatro di Milano ai finalisti e vincitori del premio Hystrio - Scritture di Scena e del premio Riccione - Pier Vittorio Tondelli. Ventisei drammaturghi entro i trentacinque anni di età, uno per ogni lettera dell'alfabeto, che hanno scelto ciascuno una parola che avesse un valore simbolico e fondativo dell'immaginario futuro, e su essa hanno costruito una propria creazione narrativa. Il risultato sono ventisei testi teatrali sperimentali che attraversano l'insieme di forme e possibilità offerte dalla drammaturgia contemporanea italiana, da un dialogo sulla letteratura tra amici cresciuti con Harry Potter a un monologo notturno sulle note della Rapsodia ungherese n.2 di Franz Liszt, da un'intervista allo Yeti dopo la fine del mondo a una conversazione tra due marinai su una barca che, forse, non ha neanche un capitano. Arricchito dalla prefazione di Gerardo Guccini, "Abbecedario per il mondo nuovo" è un'antologia di voci e storie uniche, nella quale si riflettono le inquietudini di una generazione trovatasi a varcare le soglie di un cambio d'epoca dai contorni come mai prima confusi: un labirinto di contraddizioni e trasformazioni che il teatro può ancora riuscire a raccontare; cui, soprattutto, può ancora offrire le parole per il suo disvelamento.