Se ci proponessimo di cercare una araldica impresa in cui involgere il significato, l'essenza dell'archeologia filosofica, non potremmo che rivolgerci al noto verso di Hofmannsthal: «Leggere ciò che non è mai stato scritto». Lettura paradossale, questa hofmannsthaliana - ma ineludibile. Tesa archeologicamente a regredire nel futuro, avanzare nel passato. Tra questi due movimenti, incomponibili benché complementari, ciò che si schiude, sorgivamente, è il presente. Inabitabile luogo, ancorché sempre abitato. Luogo infernale, chioserebbe Manganelli; luogo turisticamente poco frequentato, dispersivo e inattendibile, in cui si incrociano, d'altro canto, almeno in questo libro, indagini epistemologiche su Foucault, Melandri, Agamben, e divagazioni intorno a Janácek, la querelle tra antichi e moderni, la Naturgeschichte di Kant. Certo, a loro modo, bizzarrie così fatte fanno turismo, come indorati lidi, languidi banani, fumanti vulcani. «Ma, onestamente, di qual sorta di turismo stiamo parlando?».
Leggere ciò che non è mai stato scritto. Saggio sull'archeologia filosofica
| Titolo | Leggere ciò che non è mai stato scritto. Saggio sull'archeologia filosofica |
| Autore | Alessandro Settimo |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Archeologia filosofica |
| Editore | Edizioni Efesto |
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| Pagine | 168 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788833813219 |
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