Il principale testimone dell'opera poetica di Charles d'Orléans è un manoscritto parzialmente autografo, formato da un fondo primitivo che ospita le rime composte durante la prigionia in Inghilterra (1415-1440) e da una serie di fascicoli aggiunti dopo il ritorno in Francia, nei quali si andarono depositando i nuovi testi del duca e quelli di una quarantina, di altri poeti, membri o visitatori della sua corte a Blois. Il "Livre des Ballades de Monseigneur" diventò così un libro collettivo, con riprese vicendevoli di incipit e di motivi, con dialoghi frontali e messaggi obliqui. Qui si raccoglie, trascritta direttamente da un documento tanto prezioso in ogni suo aspetto, una parte significativa di questa poesia-conversazione, che assume di volta in volta i modi della tenzone, del conciliabolo, del badinage galante e della cronaca maliziosa dei segreti maneggi di corte.
Charles d'Orléans e i poeti di Blois. Rondò di conversazione. Testo francese a fronte
| Titolo | Charles d'Orléans e i poeti di Blois. Rondò di conversazione. Testo francese a fronte |
| Curatore | P. Tucci |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Biblioteca medievale |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 278 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788843075669 |
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