Enrico Mattei e l'intelligence. Petrolio e interesse nazionale nella guerra fredda

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A sessant'anni dalla morte, la società italiana deve ancora fare i conti con l'eredità di Enrico Mattei. Fu suo il merito, a differenza di quanto avverrà successivamente, di evitare la privatizzazione di un'importante industria di Stato facendo diventare l'Italia una grande potenza industriale a pochi anni da una guerra perduta. Il volume analizza le vicende di Mattei attraverso la chiave dell'intelligence, che il presidente dell'ENI conosce fin dalla Resistenza e poi utilizza per espandere l'azienda nel mondo e per rispondere alla guerra dell'informazione scatenata contro di lui a tutti i livelli. Per il suo ruolo così rilevante, i Servizi segreti lo controllano costantemente: dagli americani ai britannici, dai francesi agli israeliani. E come evidenzia Vincenzo Calia, l'intelligence aleggia costantemente nella vicenda della sua morte. Un volume che mette in luce aspetti ancora sconosciuti della storia di Mattei. Come le considerazioni del Secret Service di Sua Maestà, rilevate da Giovanni Fasanella, che lo definiscono "una escrescenza da rimuovere"; la lettera di Aldo Moro, individuata da Mario Caligiuri, con la quale un mese prima della scomparsa gli viene chiesto "un sacrificio per il partito"; un documento inedito dell'intelligence italiana del marzo 1962 rinvenuto da Giacomo Pacini in cui si prevede un possibile sabotaggio al suo aereo privato proprio in Sicilia. Un volume di straordinaria attualità politica che invita a ulteriori approfondimenti attraverso gli studi sull'intelligence, sottraendo la figura di Mattei alle teorie del complotto per indirizzarla verso una più appropriata analisi storica e scientifica. Saggi di: Mario Caligiuri, Alessandro Aresu, Giovanni Buccianti, Vincenzo Calia, Giovanni Fasanella, Elio Frescani, Luca Micheletta, Giacomo Pacini, Nico Perrone.