a cura di Elena Pozzi - testo francese a fronte
Nel primo trattato, Sull’origine delle favole, Fontenelle spiega come i miti antichi abbiano potuto nascere e poi essere trasmessi di generazione in generazione, attraverso processi facilmente dimostrabili. Nel secondo trattato, Sulla felicità, lo scrittore dà il suo personale contributo a un tema ampiamente affrontato dai filosofi, ma in realtà poco conosciuto dagli uomini: la ricerca della felicità. Il terzo scritto, Trattato sulla libertà dell’anima, è senz’ombra di dubbio la più limpida illustrazione del necessitarismo della filosofia francese della prima metà del XVIII secolo. Poco dopo aver visto la luce viene vietato e stracciato per ordine del Parlamento. Ricompare per la prima volta nel 1743 in forma anonima, all’interno di una raccolta dal titolo Nouvelles libertés de penser, e viene da subito attribuito a Fontenelle. Ed è proprio a questa pubblicazione e alle numerose critiche e censure che le furono mosse che egli deve la sua notorietà presso i suoi contemporanei. In questo scritto l’autore si rifà a un tema ampiamente discusso nel XVII secolo da Leibniz, Bayle, Malebranche e Arnauld, quello di mostrare come la libertà dell’uomo e la prescienza di Dio sulle azioni umane possano convivere in un unico sistema.
dalla prefazione di Elena Pozzi
«Quando noi raccontiamo qualcosa di sorprendente, la nostra immaginazione si scalda su quella storia, ed è portata a ingrandirla e ad arricchirla con ciò che le manca per renderla assolutamente meravigliosa, come se le dispiacesse di lasciare imperfetta una bella cosa. Inoltre, ci si sente lusingati dei moti di sorpresa e di ammirazione che si provocano nei propri ascoltatori, e si gode nell’aumentarli ancora, poiché sembra che la nostra vanità ne possa trarre qualche profitto. Queste due ragioni messe insieme, fan sì che un uomo che non ha affatto l’intenzione di mentire, mentre comincia un racconto un po’ fuori dal comune, possa nondimeno, se vi presta attenzione, sorprendersi lui stesso a raccontare cose non vere; da questo deriva la necessità di compiere una sorta di sforzo e prestare un’attenzione particolare per dire solo l’esatta verità.»
Biografia dell'autore
Bernard Le Bovier de Fontenelle
Bernard Le Bovier de Fontenelle, nipote del grande drammaturgo Pierre Corneille, nacque a Rouen l’11 febbraio 1657 e morì a Parigi il 9 gennaio del 1757.
Anticipatore dell’illuminismo è ricordato soprattutto per la sua opera di divulgazione scientifica, sempre condotta con finissimo acume e utilizzando un linguaggio chiaro dallo stile piacevole.
L’opera a cui Fontenelle deve maggiormente la sua fama è Conversazioni sulla pluralità dei mondi, apparsa nel 1686, dove cerca di provare come vi siano civiltà anche sugli altri pianeti del sistema solare, seguita l’anno dopo da La storia degli oracoli. Sull’origine delle favole e Sulla felicità, che vengono qui presentate, appaiono per la prima volta nell’edizione delle sue opere complete del 1724.
Morì centenario, circondato da una fama e un’autorevolezza presso i contemporanei raggiunta in seguito solo da Voltaire.


