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La trovatella di Milano

La trovatella di Milano
Titolo La trovatella di Milano
Autore
Argomento Letteratura e Arte Classici
Collana Adularia Minima
Editore Edizioni otto/novecento
Formato
libro Libro
Pagine 112
Pubblicazione 2012
ISBN 9788887734416
 

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Introduzione di Riccardo Reim

 

La grande idea vincente della Invernizio è quella di volgere “al femminile” l’appendice italiana: il “superuomo” giustiziere e vendicatore di Sue e di Dumas scompare e il suo posto viene preso dalla donna. Sono infatti le donne a sciogliere con astuzia e coraggio, nei suoi straripanti romanzi, i nodi di ingarbugliatissime trame: una sorta di superdonna che interviene a sanare drammi privati, non più pubbliche ingiustizie; eroine tutte coraggio-religione-mamma-cuore che lottano strenuamente non più per modificare una qualche situazione, bensì per ricondurre quella situazione alla normalità, all’ordine prestabilito; vale a dire, nella maggior parte dei casi, salvare la pace del focolare domestico (messo in crisi da qualche maliarda senza scrupoli) di cui la donna è indiscutibilmente l’angelo tutelare. Tutto per la famiglia e la rispettabilità: qualsiasi mezzo è giustificato dal fine, senza esclusione di colpi, anche a costo di gettarsi a capofitto in mezzo agli orrori più truci.


dalla presentazione di Riccardo Reim

 

Biografia dell'autore

Carolina Invernizio

Carolina Invernizio (1851-1916) è stata fra le più popolari autrici di romanzi di appendice tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900. L’esordio letterario avvenne nel 1876 con la novella Un autore dram­matico, pubblicata dall’editore Barbini di Milano. Nel 1877 uscì il primo ro­manzo, Rina o L’angelo delle Alpi e nel 1879 Pia de’ Tolomei. Ne seguirono altri pubblicati a puntate su quotidiani come «l’Opinione Nazionale di Firenze» o «La Gazzetta di Torino». Nel 1907 si legò in esclusiva all’editore Salani, per il qua­le scrisse 123 libri, molti dei quali col sottotitolo “romanzo storico sociale”, che furono pubblicati in una collana a lei intitolata: “I Romanzi di Carolina Invernizio”. Si ricorda La Fidanzata del Bersagliere, scritto alla vigilia della morte, ispirandosi alla vicenda di Luigia Ciappi. I romanzi di Carolina Inverni­zio, con le loro trame intricate dai colori forti e le loro improbabili storie di amo­re e odio, si collocano nella tradizione del romanzo d’appendice o feuilleton. Mostrano infatti le tematiche del gene­re e la tipica contrapposizione fra eroi positivi e personaggi diabolici. Un gu­sto per il mistero e l’horror è evidente nei titoli di molti suoi romanzi, come Il bacio di una morta (1889), La sepolta viva (1896). I suoi libri furono molto apprezzati dal pubblico.


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