Da oltre quattro secoli è venerata a Esquipulas, in Centro America, la piccola icona barocca di un Cristo Nero, scolpita nel 1594 e custodita dal 1759 in una grande basilica di colore bianco. Innestato sui luoghi originari del sacro maya, il mito/rito ha contribuito a suscitare un sentire comune e interetnico dalla originaria dimensione religiosa a quella politica e civile. Gli effetti si sono proiettati oltre la colonia e l'indipendenza, conferendo rango all'autoritarismo del secolo XIX sia clerico-conservatore che liberale. Le sue radici meno prossime possono, dunque, ricercarsi nel patto di soggezione coloniale: vi convergono teologia tridentina, iconografia barocca, stile architettonico neoclassico poi, sino al Positivismo ottocentesco. Un'antropologia negativa dell'indio, la concorrenza fra creoli e meticci e la continuità del blocco.
Il dio nero degli uomini bianchi. Il patto di soggezione nella colonia spagnola (secc. XVI-XIX)
| Titolo | Il dio nero degli uomini bianchi. Il patto di soggezione nella colonia spagnola (secc. XVI-XIX) |
| Autore | Daniele Pompejano |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Studi storici carocci |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 199 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788843078615 |
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