David Foenkinos ha la capacità di rendere magico l'ordinario. La sensazione che resta dopo aver letto "L'eroe quotidiano" è quella di aver attraversato un paesaggio fatato pieno di luci tenui e sfumature brillanti, mentre invece è il racconto di alcuni anni della vita di un uomo normale: dalla morte del nonno, a quella della nonna, al difficile rapporto con i genitori, alla scoperta dell'amore, alla nascita del primo figlio, alla mestizia del divorzio. Niente di che. Una vita banale. Eventi che capitano più o meno a tutti, senza episodi estremi, senza rilevanti variazioni rispetto agli standard della vita occidentale. Eppure, seguendo le avventure di ordinaria quotidianità del protagonista senza nome, ci accorgiamo che questo è l'eroe moderno, l'uomo che si sveglia la mattina per andare a lavorare e che si innamora di una donna per il suo taglio di capelli, l'uomo che la domenica va a trovare la nonna alla casa di riposo e che sogna di scrivere un romanzo che non scriverà mai, l'uomo che si ferma a parlare con il cassiere dell'autogrill e che si interroga tutta la vita sulle dinamiche dell'amore. Ogni episodio è narrato con distacco e ironia, in un linguaggio diretto, al limite del minimalismo, più simile a un parlato che non a uno stile letterario: è lo stile di Foenkinos, che già abbiamo apprezzato in "La delicatezza" e "Le nostre separazioni", ma questa volta portato a maggior profondità, coerentemente con la sua incessante ricerca della mitologia dell'uomo qualunque.
L'eroe quotidiano
| Titolo | L'eroe quotidiano |
| Autore | David Foenkinos |
| Traduttore | A. Bracci Testasecca |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Dal mondo |
| Editore | E/O |
| Formato |
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| Pagine | 234 |
| Pubblicazione | 2013 |
| ISBN | 9788866322511 |
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