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Pasolini alla prova di «Orgia». Dal laboratorio drammaturgico alla regia torinese del 1968

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Pasolini alla prova di «Orgia». Dal laboratorio drammaturgico alla regia torinese del 1968
titolo Pasolini alla prova di «Orgia». Dal laboratorio drammaturgico alla regia torinese del 1968
autore
argomento Scienze Umane Comunicazione
collana Teatro: i quaderni di gioia
editore Ianieri
formato Libro
pagine 208
pubblicazione 2021
ISBN 9791280022394
 

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Il saggio si propone di analizzare la complessa figura di Pasolini focalizzando l'attenzione unicamente sul repertorio drammaturgico e teatrale dell'autore. Nello specifico, l'indagine si concentra su un'opera in particolare, ovvero "Orgia", tragedia che l'artista compone nel 1966. Tale drammaturgia ha quindi permesso di analizzare anche la conseguente messa in scena che Pasolini offre del testo nel 1968, presso il Teatro Stabile di Torino. Nel dettaglio, la tesi si suddivide in tre sezioni: nel primo capitolo si ripercorrono schematicamente alcune delle tappe fondamentali dell'opera teatrale pasoliniana, alla ricerca di possibili elementi di continuità; la seconda sezione è invece dedicata all'analisi del testo drammatico di Orgia, nel quale sono ben individuabili le modalità con cui Pasolini interpreta il proprio ruolo all'interno della società a lui contemporanea (sono ricorrenti, quindi, temi come la diversità, la volontà di scandalo, il sacrificio); infine, il terzo capitolo affronta nel dettaglio la regia torinese del testo, attuata dallo stesso autore, nella quale confluiscono i princìpi di teoria teatrale raccolti nel celebre Manifesto per un nuovo teatro. L'indagine, in sintesi, si propone di fornire un'immagine dell'artista bolognese come intellettuale pedagogo che, attraverso il linguaggio teatrale, cerca di riannodare i fili di un rapporto con la civiltà contemporanea, oppressa dall'avanzata del neocapitalismo e dell'economia dei consumi; egli, infatti, dimostra la ferma convinzione che soltanto mediante la relazione si possano creare i presupposti per attuare una proficua opposizione all'incedere dell'omologazione del pensiero e dei costumi.
 

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