Quando il medico di famiglia decreta che l'anziana madre «non è più autosufficiente», Didier Eribon deve trovare una struttura che le assicuri assistenza continua. L'autore di «Ritorno a Reims» non immagina che il giorno in cui l'accompagna nella casa di riposo sarà l'ultimo in cui la vedrà. Il lutto spinge il filosofo francese a ripercorrere la parabola esemplare di una «donna del popolo»: dall'infanzia in orfanotrofio al lavoro come domestica e poi come operaia, una vita costretta in un matrimonio infelice. Il racconto biografico si tramuta in un'indagine sull'intera società e ci obbliga a fare i conti con le dinamiche invisibili che relegano malattia e invecchiamento ai margini dell'esistenza. In «Vita, vecchiaia e morte di una donna del popolo» Eribon mescola memoria personale e riflessione filosofica chiamando in causa i suoi autori d'elezione - da Beauvoir a Bourdieu, passando per i grandi narratori di ogni tempo - per erigere un monumento commosso e profondo a chi nella Storia non ha mai potuto prendere la parola.
Vita, vecchiaia e morte di una donna del popolo
| Titolo | Vita, vecchiaia e morte di una donna del popolo |
| Autore | Didier Eribon |
| Traduttore | A. Romani |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Kreuzville Aleph |
| Editore | L'orma |
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| Pagine | 252 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9791254760734 |
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