«Se vi volessi male, sapete cosa vi augurerei? Di fare il corrispondente di guerra in una campagna nazionale. Dico nazionale, perché nessuna autorità militare straniera, amica o nemica che fosse, ci ha mai trattato come fanno i nostri, militari e civili.» Indro Montanelli. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, Mussolini decide che gli inviati dei giornali siano richiamati alle armi e inquadrati in nuclei. Il suo modello è quello tedesco delle Propagandakompanie, ma la versione italiana dei giornalisti-soldati resta lontana dall'originale della Wehrmacht. Il risultato, infatti, è un conflitto permanente tra autorità politica (ministero della Cultura popolare), militare (Comando supremo, ministeri della Guerra, della Marina e dell'Aeronautica, comandi locali) e direzioni dei singoli quotidiani, per la gestione, l'orientamento e la censura dei giornalisti. Indro Montanelli, Dino Buzzati, Curzio Malaparte, Paolo Monelli e tanti loro colleghi, più o meno noti, devono indossare la divisa e destreggiarsi in una giungla di ordini e divieti, per cercare di raccontare la guerra agli italiani.
Gli inviati di Mussolini. I corrispondenti di guerra 1940-1943
| Titolo | Gli inviati di Mussolini. I corrispondenti di guerra 1940-1943 |
| Autore | Fabio Fattore |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Testimon. fra cron.e storia.II guerra mon |
| Editore | Ugo Mursia Editore |
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| Pagine | 354 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788842557036 |
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