La civiltà delle corti e la stampa creano un palcoscenico nel quale la letteratura si misura col pubblico intrecciando regola e variazione, decoro e licenza. La retorica della diffrazione propria del classicismo cinquecentesco si impone già nel Bembo tra il "De Aetna" e i primi "Asolani", matura nel "Cortegiano e nei suoi riflessi sul "Marescalco" dell'Aretino, promuove la fortuna dei temi satireschi nell'immaginario rinascimentale, in un fitto dialogo tra poesia e teatro, spiritualità e arti visive, dai carmi faunici bembiani al Tasso, dal Mantegna a Giulio Romano ai Carracci.
Retorica della diffrazione
| Titolo | Retorica della diffrazione |
| Sottotitolo | Bembo, Aretino, Giulio Romano e Tasso: letteratura e scena cortigiana |
| Autore | Finotti Fabio |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Editore | Olschki |
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| Pagine | 466 |
| Pubblicazione | 2004 |
| ISBN | 9788822253842 |
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