In Europa è a lungo prevalso il termine "olocausto" per descrivere l'annientamento delle comunità ebraiche per opera dei nazisti tra il 1939 e il 1945. Poi, nel 1985 il regista francese Claude Lanzmann concluse la lavorazione, protrattasi per dodici anni, della sua opera principale, intitolandola con uno dei termini ebraici per designare il genocidio: Shoah. A partire da quel momento, il vocabolo entrò nel lessico comune. Il film è un lavoro straordinario per durata e complessità. Attraverso la testimonianza di decine di individui, scelti tra quelli più vicini ai siti dello sterminio, Lanzmann offre una polifonia radicata nei luoghi del genocidio, ormai vuoti e muti. Il volume esamina la struttura dell'opera, collocandola tra le rappresentazioni documentarie della Shoah, e ne indaga il ruolo tanto nella storia del cinema quanto nella produzione del regista.
Shoah di Claude Lanzmann. Una finzione del reale
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| Titolo | Shoah di Claude Lanzmann. Una finzione del reale |
| Autore | Francesco Pitassio |
| Argomento | Scienze Umane Comunicazione |
| Collana | Biblioteca di testi e studi, 1784 |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788829033560 |
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