Nel trattato l'autore sostiene la possibilità dell'esistenza del nulla e di una creazione divina dal nulla. Partendo dalle premesse che ogni nome determinato significa qualcosa che è e che anche il termine "nulla" è un nome determinato, Fredegiso aveva tratto la conclusione che anche il termine "nulla" dovesse significare qualcosa che è: dunque anche il nulla, come le tenebre, è qualcosa. Come risulta dalla Genesi, Dio stesso, nell'atto della Creazione, parla di nulla e di tenebre, perciò a questi nomi deve corrispondere qualcosa di reale. Sospettato di eresia, Carlo Magno lo sottopose al vaglio di un suo fido consigliere, l'irlandese Dungalo. La lettera che Carlo Magno inviò a Dungalo, riprodotta nella nostra edizione, non rappresenta che l'inizio di un lungo e vivace dibattito critico, la cui eco si sente perfino nel Novecento, in pensatori afferenti al neopositivismo logico . Con una lettera di Carlo Magno a Dungalo.
Il nulla e le tenebre. Con una lettera di Carlo Magno a Dungalo. Testo latino a fronte
| Titolo | Il nulla e le tenebre. Con una lettera di Carlo Magno a Dungalo. Testo latino a fronte |
| Autore | Fredegiso di Tours |
| Curatore | F. D'Agostini |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | La coda di paglia, 87 |
| Editore | La Vita Felice |
| Formato |
|
| Pagine | 224 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788893468282 |
|
Acquistabile con Carte cultura o Carta del docente |




