"Lingua di falce" (1977) continua, in modo più meditativo e corale, il percorso letterario inaugurato da Gavino Ledda con il fulminante esordio di "Padre padrone". La narrazione, sempre fortemente autobiografica, riprende da dove il primo romanzo si interrompeva e copre gli anni della giovinezza: dalla partenza per Salerno nell'autunno del 1962 al superamento del primo esame universitario, nell'estate del 1965. Da questo tronco principale si diramano storie secondarie, spesso affidate a una pluralità di voci, quelle degli abitanti del paese, la comunità arcaica che Ledda chiama "Nuraggine", destinata di lì a poco a scomparire. Ne risulta un'opera estremamente personale che sa però affrontare anche temi universali - la ribellione contro l'autorità, la dialettica tra uomo e natura, il conflitto tra tradizione e progresso. E ancora: l'identità socio-antropologica, l'emigrazione, il percorso verso la conoscenza - con un linguaggio unico, un italiano arricchito dal sardo e nutrito di immagini di vibrante concretezza.
Lingua di falce
| Titolo | Lingua di falce |
| Autore | Gavino Ledda |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Oscar moderni |
| Editore | Mondadori |
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| Pagine | 264 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788804788249 |
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