In questo saggio magistrale Klaus Held, uno dei più autorevoli eredi della fenomenologia di Husserl e Heidegger, indaga le radici e il futuro della fede biblica applicandovi gli strumenti della "fenomenologia del mondo". Rovesciando la tradizionale opposizione tra Atene e Gerusalemme, ne mostra la radice esperienziale comune e svela come la metafisica abbia tessuto un "vestito di idee" che ha nascosto l'esperienza originaria di Dio nel "mondo della vita". È necessario, dunque, riscoprire il "mondo della fede" a partire dall'esperienza del popolo d'Israele, per metterla a confronto con la filosofia greca e, infine, con il suo configurarsi come fede cristiana. In questo quadro vengono analizzate con lucidità esperienze fondamentali come la speranza e l'amore del prossimo, interpretando quest'ultimo, sulla scorta della parabola del buon Samaritano, come un atto che supera i confini della cerchia familiare. Il carattere religiosamente straordinario e non convenzionale del messaggio di Gesù è il primo passo che conduce a quella che Held profila come la futura tragedia della fede monoteista: essa è destinata ad autodistruggersi perché, nell'epoca dell'esperienza globalizzata dell'unico mondo, si presenta nella sua forma pura e proprio così, paradossalmente, potrebbe giungere a conclusione. Il libro, che unisce rigore filosofico e passione per le grandi domande, offre una diagnosi spietata del nostro presente e una chiave di lettura indispensabile per comprendere il destino della fede nella civiltà occidentale.
L'origine e il futuro della fede. Un'indagine biblica e fenomenologica
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| Titolo | L'origine e il futuro della fede. Un'indagine biblica e fenomenologica |
| Autore | Klaus Held |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Giornale di teologia, 476 |
| Editore | Queriniana |
| Formato |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788839934765 |
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