Un Seneca feroce, cinico e irridente, lontano dalla seriosa gravità del filosofo, inaspettato per chi lo conosce solo dalle Lettere a Lucilio o dai Dialoghi. L'Apocolocyntosis, l'unica opera di satira politica a noi giunta dall'antichità, bizzarra mescolanza di prosa e poesia, parodia di generi alti e punte di accesa volgarità, racconta il destino ultraterreno del defunto Claudio: non apoteosi, come da prassi per gli imperatori morti, ma apocolocyntosis, cioè "inzuccamento", il processo postumo in cielo e la condanna a giocare a dadi con un bossolo forato. Il tutto scritto con una ferocia e un astio che la rendono una delle pagine più inquietanti del rapporto spesso tragico tra il potere e gli intellettuali. Rossana Mugellesi esplora nell'introduzione le particolarità dell'Apocolocyntosis e della satira menippea, genere di cui l'operetta è l'unico esempio superstite.
Apocolocyntosis. Testo latino a fronte
| Titolo | Apocolocyntosis. Testo latino a fronte |
| Autore | Lucio Anneo Seneca |
| Curatore | R. Mugellesi |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Bur classici greci e latini, 1072 |
| Editore | Rizzoli |
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| Pagine | 126 |
| Pubblicazione | 1996 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788817170727 |
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