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La vita indocile: Servabo-La signora Kirchgessner-Il nespolo-I luoghi del delitto

La vita indocile: Servabo-La signora Kirchgessner-Il nespolo-I luoghi del delitto
titolo La vita indocile: Servabo-La signora Kirchgessner-Il nespolo-I luoghi del delitto
Autore
Argomento Letteratura e Arte Narrativa
Collana Le piccole varianti
Editore Bollati Boringhieri
Formato Libro
Pagine 254
Pubblicazione 2015
ISBN 9788833927206
 
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10,00
Capita che la letteratura - quella priva di superlativi, perché la grandezza non ne ha bisogno - nasca in modo preterintenzionale. La scrittura si ritrae, dà voce all'essenziale, schiva gli indugi colti o i compiacimenti delle frasi tornite, e le pagine raggiungono subito una misura non ulteriormente perfettibile: un effetto che oltrepassa qualsiasi volontà di stile. È il tenore delle quattro prose autobiografiche di Luigi Pintor, uscite tra il 1991 e il 2003 e qui raccolte a dieci anni dalla morte. Non assomigliano a nulla che oggi abbia corso, e custodiscono la loro unicità in una lingua nuda che non offre riparo né attenuanti, pur velando con estremo pudore nomi, luoghi e date. La sola irriverenza, implacabile come un riso asciutto, è per l'io che racconta, sia che parli in prima persona, sia che mantenga la prossimità con se stesso in panni fittizi. Commesso da tempo, e ancora una volta con preterintenzionalità, il "peccato imperdonabile" di non morire giovane, Pintor si volta indietro e riordina nella narrazione i "conti che non tornano nella realtà". La "fantasia illimitata" del male si è sbizzarrita con la sua vita: gli affetti fulminati, la storia attraversata da combattente che si vede negata l'aspirazione giovanile a "diventare un idiota" nell'antico senso greco, ossia "restare in disparte con innocenza". Decine di migliaia di lettori hanno amato questa quadruplice cognizione del dolore, grati a Pintor di non aver ceduto al silenzio a cui ambiva.
 

Biografia dell'autore

Luigi Pintor

Luigi Pintor (1925-2003), nato a Roma, ma di origine sarda, lavorò all’«Unità» dal 1946 al 1965. Eletto deputato nelle liste del PCI, nel 1969 fu radiato dal partito con altri dissidenti e diede vita al «manifesto», il quotidiano comunista su cui scrisse dal 1971 fino alla morte. Oltre ai quattro testi ora raccolti, usciti tra il 1991 e il 2003, Bollati Boringhieri ha pubblicato Politicamente scorretto. Cronache di un quinquennio 1996-2001 (2001).

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