fbevnts Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti - Marco Ferrari - Bollati Boringhieri - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti

Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti
Titolo Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti
Autore
Argomento Viaggi e Tempo libero Natura
Collana Saggi
Editore Bollati Boringhieri
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 240
Pubblicazione 2026
Numero edizione 3
ISBN 9788833944661
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Piante intelligenti che comunicano tra loro, foreste interconnesse che «ragionano», alberi che si prendono cura dei propri figli, società vegetali più «giuste» della nostra. Da Avatar alle installazioni artistiche, dai fumetti ai romanzi bestseller, negli ultimi anni si è imposta una narrazione accattivante: quella delle piante come esseri straordinariamente sensibili, dotati di una forma di coscienza al pari degli animali o degli esseri umani. Un mondo affascinante, che ha successo proprio perché risponde al nostro bisogno di sentirci al sicuro, di ritrovare armonia e connessione con la natura. Ma questa visione, per quanto seducente, è scientificamente problematica. Le piante non si evolvono per un fine, non ragionano, non hanno coscienza: certo «sentono» - rispondono a stimoli ambientali in modi sofisticati -, ma non nel senso che si lascia intendere in certa letteratura. Con rigore e chiarezza, Marco Ferrari smonta le attuali fortunate mitologie sulla vita vegetale. Perché attribuire ad alberi e funghi comportamenti antropomorfi non è solo un errore scientifico: è un'operazione ideologicamente ambigua, che nasconde un sottile antropocentrismo. L'evoluzione non funziona secondo scale gerarchiche, non c'è bisogno di elevare le piante ad «animali verdi»:la loro è una diversità che va compresa nei suoi meccanismi reali, più che attraverso proiezioni umane. Sostenuto dal confronto con numerosi e autorevoli colleghi, l'autore ricompone con fedeltà i processi naturali e biologici, restituendo la specificità del mondo vegetale e dimostrando che le scorciatoie narrative e le semplificazioni - per quanto utili - finiscono per tradire la complessità del reale. La ricostruzione di Ferrari diventa anche un'indagine sul linguaggio della divulgazione scientifica e sulla necessità di cambiare narrazione, anche a costo di andare controcorrente. Serve una comunicazione informata, che rifugga il consenso del mito e delle mode e rimanga consapevole delle proprie responsabilità nei confronti del pensiero comune.
 

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