Relegato sul Mar Nero da Augusto per motivi ancora non del tutto chiari, lontano dalla Roma che tanto amava, Ovidio non chiede più di essere richiamato in patria o di ottenere la clemenza dell'imperatore: vuole vendetta. Il frutto di questa è un'invettiva ferocissima. Più di seicento versi che scagliano maledizioni contro un traditore, chiamato, con un odioso senhal, Ibis. Il poeta gli augura ogni dolore, tormento o morte subiti da personaggi noti o meno noti della mitologia e della storia. Abbandonata la leggerezza del poeta dell'amore, Ovidio qui mostra la rabbia dell'esilio e il dolore del tradimento, ma soprattutto la potenza della parola come unica arma rimasta. Per chi ama il poeta di Sulmona, Ibis rappresenta il lato oscuro del suo genio; per chi lo scopre ora, questo poemetto è la dimostrazione che la penna può ferire come e più della spada.
Ibis. Testo latino a fronte
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| Titolo | Ibis. Testo latino a fronte |
| Autore | P. Nasone Ovidio |
| Curatori | V. Barbieri, L. Pasquali |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Saturnalia, 79 |
| Editore | La Vita Felice |
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| Pagine | 196 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893469265 |
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