In Malaparte vi è la precisa volontà di costruire un effetto di choc che colpisca con violenza la coscienza dei lettori e li costringa a riflettere su eventi sconvolgenti e inaccettabili. Questi eventi, però, gli appaiono essenziali ai fini della rinascita di quella soggettività europea che lui considera ormai decaduta, «marcia». Viaggiando e scoprendo paesi lontani scorge un mondo degradato, la cifra stessa del tramonto di quell'Europa e di quella provincia italiana in cui si era formato e a cui era fino ad allora rimasto legato. La morte e le aberrazioni che ritrova dappertutto e, in special modo, nella Napoli del dopoguerra, vera capitale internazionale della prostituzione fisica e morale di uomini e donne, costituiscono la forma esemplare di quel tramonto, la dimensione dell'esistenza umana più orribile da accettare e da riprodurre narrativamente.
L'estetica dello choc. La scrittura di Curzio Malaparte tra esperimenti narrativi e poesia
| Titolo | L'estetica dello choc. La scrittura di Curzio Malaparte tra esperimenti narrativi e poesia |
| Autore | Panella Giuseppe |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Brevia |
| Editore | Clinamen |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 2017 |
| ISBN | 9788884102546 |
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