Nella storia di Venezia il 1951 è un anno di svolta. La giunta socialcomunista eletta dopo la Liberazione viene sconfitta alle urne, mettendo fine all'unica esperienza amministrativa che avesse tentato di ridurre il divario fra la città d'acqua e la terraferma. Mentre le classi dirigenti e gli operatori turistici celebrano i propri "anni d'oro", si intensifica l'espulsione di abitanti e attività produttive dal centro storico, con lo smantellamento delle fabbriche e il trasferimento oltre il ponte di migliaia di famiglie operaie. Abbandonando gli schemi retorici del cosiddetto "problema di Venezia", il libro ricostruisce quel periodo attraverso gli atti del consiglio comunale, i fondi archivistici e la viva voce della stampa dell'epoca. Emergono così le decisioni che hanno prodotto la città attuale e i discorsi che le hanno rese accettabili: la mancata epurazione di gerarchi e industriali fascisti, tornati presto al potere; le porzioni di laguna interrate e cedute a privati; l'esodo delle classi popolari progettato dagli architetti in nome del risanamento. Dopo Non è città per poveri, un altro tassello irrinunciabile per capire la fisionomia della Venezia odierna. Una città di classe in cui abitare è diventato un lusso, non per vocazione o destino, ma per precise scelte politiche cui Paola Somma restituisce finalmente un volto.
Una città di classe. Venezia 1951
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| Titolo | Una città di classe. Venezia 1951 |
| Autore | Paola Somma |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Fondamenta |
| Editore | Wetlands |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791280930514 |
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