Pierfranco Pellizzetti passa in rassegna alcuni dei vecchi e nuovi protagonisti della scena pubblica, il cui tratto comune è quello di essere dei "sopravvalutati" o, peggio ancora, dei "glorificati". Si tratta dell'apoteosi della ben nota italica spregiudicatezza, termine che non trova corrispondenti nelle altre lingue europee e che sta a significare anche mancanza di scrupoli e sfrontatezza. Fra i tanti esempi iconici: "la puffetta mannara" (Meloni), "l'avvocato di panna montata e meringhe" (Agnelli), "il gran visir del regno della partitocrazia" (Napolitano), "fare Blair trent'anni dopo" (Renzi) e "il rinnovamento titubante" (Schlein). Mettendo in luce la cifra stilistica e caratteriale di ognuno dei personaggi, l'autore traccia un'analisi tagliente e caustica, restituendoci l'immagine di una nazione che pare non saper più orientarsi verso un futuro di crescita e responsabilità. È infatti la loro pretenziosa inadeguatezza, l'incapacità di operare da vera classe dirigente, una delle ragioni principe del declino nazionale: un décalage prefigurato dai grandi critici novecenteschi dell'italianità - Gadda, Prezzolini, Flaiano, Longanesi - che ormai giunge al capolinea e che un ingrigito testimone del tempo osserva con risentita amarezza e sarcasmo.
Autobiografie della nazione. Sopravvalutati e furbetti nel Paese in declino
| Titolo | Autobiografie della nazione. Sopravvalutati e furbetti nel Paese in declino |
| Autore | Pierfranco Pellizzetti |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Linee |
| Editore | Meltemi |
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| Pagine | 292 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9791256152209 |
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