Intellettuale e politico di spicco nel secondo Novecento, Manlio Rossi-Doria è stato senza dubbio l'ultimo grande meridionalista italiano. Ma quel che a quasi trent'anni dalla sua scomparsa non è mai ancora emerso appieno è il ruolo centrale occupato dall'Europa nel suo pensiero e nella sua azione politica. Nel ventennio tra gli anni quaranta e gli anni sessanta, Rossi-Doria fu infatti costantemente impegnato nella costruzione e affermazione dell'idea dell'integrazione europea; da senatore per il Psi, favorevole alla costruzione di un partito progressista europeo, diventa poi un attivissimo osservatore dei problemi della politica agricola comune e delle relazioni internazionali (come nel caso della repressione in Cecoslovacchia nel 1968), e dunque un riformatore convinto della necessità che l'Italia sfrutti attivamente il "vincolo" europeo, per portare avanti la modernizzazione democratica e civile del paese e del suo Mezzogiorno. Queste pagine svelano l'intenso carteggio da lui intrattenuto, tra il 1945 e la metà degli anni ottanta, con esponenti del mondo della cultura, della politica meridionalistica, del movimento federalista e delle istituzioni europee (Altiero Spinelli, Antonio Giolitti e altri). Introduzione di Umberto Gentiloni Silveri.
Mezzogiorno d'Europa. Lettere, appunti e discorsi (1945-1987)
| Titolo | Mezzogiorno d'Europa. Lettere, appunti e discorsi (1945-1987) |
| Autore | Rossi Doria Manlio |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Saggine |
| Editore | Donzelli |
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| Pagine | XXVI-292 |
| Pubblicazione | 2014 |
| ISBN | 9788868431747 |
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