Un papa in fuga, un ministro ucciso, una rivoluzione. Dopo secoli di anonimato, tra il 1846, anno dell'elezione di Pio IX, e l'estate del 1849, quando le truppe francesi vinsero la resistenza dei volontari repubblicani, Roma tornò a essere il gran teatro del mondo. Un palcoscenico su cui recitavano, oltre al papa, eroi risorgimentali come Mameli, Mazzini e Garibaldi, oltre a una nutrita schiera di comprimari, tra cui Farini, Bixio e Rosmini. Nei pochi mesi di vita della Repubblica, Roma conobbe un periodo di disciplinato fermento tra i rocamboleschi anni precedenti e la confusione che contribuì alla sua caduta. Rimasta senza papa - una realtà quasi impensabile gettò per la prima volta le basi di istituzioni laiche, emancipate dal potere temporale della Chiesa. L'autore interroga i documenti per ricostruire l'ascesa e il declino del sogno repubblicano, scavando negli stati d'animo dei protagonisti, nei loro dilemmi, nelle loro scelte e nella quotidianità di un popolo reattivo alle tensioni del proprio tempo.
Storia avventurosa della rivoluzione romana. Repubblicani, liberali e papalini nella Roma del '48
| Titolo | Storia avventurosa della rivoluzione romana. Repubblicani, liberali e papalini nella Roma del '48 |
| Autore | Stefano Tomassini |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Nuovi saggi. Storia |
| Editore | Il saggiatore |
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| Pagine | 512 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788842814269 |
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