fbevnts Non sono speciale, sono diverso - Ulay, Patricija Malicev - Il Saggiatore - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
Vai al contenuto della pagina

Non sono speciale, sono diverso

Non sono speciale, sono diverso
Titolo Non sono speciale, sono diverso
Autori ,
Traduttore
Argomento Letteratura e Arte Arte
Editore Il Saggiatore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 224
Pubblicazione 2025
ISBN 9788842829591
Carta del docente Carta Cultura Giovani Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani
 

Scegli la libreria

Prodotto al momento non ordinabile.
Vuoi essere avvisato quando sarà disponibile?
24,00
 
Compra e ricevi in 2/3 giorni
Non sono speciale, sono diverso è il manifesto di libertà e creatività di Ulay: la dimostrazione che non può esistere arte senza un grande artista. Un'autobiografia, nata dai colloqui con Patricija Malicev, che ci insegna il valore inestimabile del non piegarsi mai agli schemi. Lo conosciamo bambino nella Germania postbellica, Ulay - all'epoca ancora Frank -, mentre trascorre un'infanzia segnata dalla perdita del padre e dalla solitudine, ma anche dalle avventurose esplorazioni nei rifugi antiaerei o nelle case bombardate. Lo ritroviamo, dopo un matrimonio fallito, che fugge ad Amsterdam, affascinato dal movimento dei Provos, dove viene assunto come fotografo dalla Polaroid e inizia a girare il mondo. Ma è il 1975 l'anno fatidico, quello dell'incontro con Marina Abramovic. Da quel momento nasce un sodalizio artistico e sentimentale lungo tredici anni che darà vita a performance entrate nella storia, da Imponderabilia (1977) - in cui si posizionano nudi in un passaggio stretto, costringendo gli spettatori a scivolare tra i loro corpi - alla drammatica The Lovers (1988), in cui, dopo 2500 chilometri di Muraglia cinese percorsi separatamente, i due si incontrano al centro, si abbracciano e si dicono addio, apparentemente per sempre. Non si vedranno in realtà per più di vent'anni, fino a quando Ulay la visiterà all'interno della performance The Artist is Present (2010), in uno dei momenti più intensi della carriera dell'artista serba. Nel frattempo Ulay continua a fare quello che ha fatto per mezzo secolo: fondere arte e vita, usare il proprio corpo per raccontare esperienze universali e sperimentare linguaggi sempre nuovi, come la realizzazione di un documentario sul cancro diagnosticatogli nel 2011. Ulay è morto nel 2020: questo libro è il suo testamento poetico; un invito a rimanere sempre fedeli a se stessi, anche quando il mondo ci chiede di essere qualcos'altro.
 

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.