Gli spaccapietre cinesi, i braccianti macedoni, le badanti ucraine, i rider africani, i bengalesi nei cantieri navali, gli allevatori sikh. Da una parte la necessità delle aziende di competere a livello globale sui mercati, dall'altra la rivoluzione digitale, da un'altra ancora la possibilità di usufruire di servizi e merci a prezzi bassi ci portano a nuove forme di schiavismo, più sottili, più opache, talvolta legalizzate. Attraverso le storie e le testimonianze di questi lavoratori emerge un paese che utilizza gli schiavi perché servono a tutti: ai padroni, ma anche ai consumatori che vogliono spendere meno, a chi si oppone agli sbarchi - ma poi assume manovalanza in nero -, a chi sostiene idee progressiste - ma poi usufruisce di prodotti sottocosto grazie alla manodopera sottopagata. Nessuno può chiamarsi fuori: né la politica, né i grandi sindacati, né le istituzioni, né i cittadini consumatori, né le aziende. Neppure i migranti che spesso, una volta capito come funziona, diventano loro stessi sfruttatori dei propri connazionali. Siamo tutti ingranaggi di questo meccanismo che sembra stare bene a tutti, ma mette tutti in pericolo.
Noi schiavisti. Come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa
| Titolo | Noi schiavisti. Come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa |
| Autore | Valentina Furlanetto |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | I Robinson. Letture |
| Editore | Laterza |
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| Pagine | 261 |
| Pubblicazione | 2021 |
| ISBN | 9788858143858 |
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