Una stanza solo per sé fu pubblicato in volume nel 1929 dalla Hogarth Press e apparve da subito come un saggio dai contenuti nuovi e radicali. La tesi centrale di Woolf è che la scrittura ha bisogno di spazio e denaro, quindi di un luogo adatto e di una rendita che possa sostenere la quotidianità di chi scrive: entrambi privilegi preclusi alle donne. In quegli anni, nonostante le rivendicazioni delle suffragiste inglesi, i libri sulle donne erano scritti dagli uomini e anche le istituzioni universitarie e culturali erano in mano a loro. Woolf però non si ferma alla critica sociale ma, grazie al suo stile complesso e brillante, trasforma un pamphlet in una narrazione sagace. Nelle pagine di Una stanza solo per sé leggiamo di Judith, sorella talentuosa di Shakespeare, inventata dall'autrice per dimostrare, attraverso la sua storia e gli ostacoli che ha affrontato, l'ipocrisia e l'insensatezza del mondo intellettuale. Queste immagini indelebili rendono il testo e il suo discorso teorico un'avventura degna di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Una stanza solo per sé
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| Titolo | Una stanza solo per sé |
| Autore | Virginia Woolf |
| Curatore | M. Fortunato |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Classici |
| Editore | Bompiani |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788830155114 |
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