Sellerio Editore Palermo: La memoria
Il casellante
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 143
"Camilleri è il cronista - sottolinea S. S. Nigro - il favolista e il mitografo della comunità vigatese. Racconta di Minica e di suo marito. Della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla, accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno: in un paesaggio arcigno, blandito dal vicino mare e dalla luce". Siamo in Sicilia, tra Vigata e Castelvetrano negli ultimi anni del fascismo. Lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa fare il casellante è un privilegio non da poco: una casa, il pozzo, uno stipendio sicuro, ma la zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari e i fascisti, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più sfrontati. A Nino Zarcuto, "trentino, beddro picciotto" è toccato un casello stretto tra la spiaggia e la linea ferrata. Si è sposato con Minica e aspettano, finalmente, un figlio. Il lavoro è poco, quindi c'è tempo per l'orto e per andare ogni tanto in paese dove Nino, appassionato di mandolino, può anche dilettarsi con l'amico Totò in qualche serenata improvvisata. Poi una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica. Un romanzo in cui mito e storia si intrecciano in quello che Camilleri definisce il secondo romanzo - dopo "Maruzza Musumeci" di una "trilogia della metamorfosi".
Contattaci
Strategie di fuga
di Penelope Fitzgerald
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 146
Lo scrittore e saggista inglese Sebastian Faulks descrive così l'esperienza di lettura di un libro della Fitzgerald: "Leggere un romanzo di Penelope Fitzgerald è come salire su un'automobile per una corsa un po' speciale. Ogni cosa è al massimo della qualità il motore, la carrozzeria, gli interni, tutto vi dà un senso di affidamento. Poi, dopo qualche chilometro, qualcuno scaglia il volante fuori dal finestrino". L'impressione può estendersi immediatamente ai suoi racconti. Ne scrisse pochi preferendo la forma romanzo, composti per occasioni e riviste e questa raccolta, pubblicata postuma, li riunisce quasi tutti. Spesso, come scrive Masolino D'Amico nell'Introduzione, sembrano contenere un intero romanzo compresso, tanta è la ricchezza di temi e personaggi. Tutte le sfumature e le volute ammalianti della sua scrittura, e tutta l'originalità delle sue situazioni sono presenti, e soprattutto la sua curiosa attenzione ironica ma convincente per lo straordinario, per renderlo al lettore come domato e sommamente naturalizzato: la magia, che ritroviamo in tutta la sua narrativa, dell'understatement applicato alle situazioni più contorte e ai personaggi più bizzarri. Scritti a distanza di tempo, alcuni di questi racconti mostrano l'interesse per il soprannaturale e l'invisibile, e potrebbero definirsi quasi neri; altri, gli ultimi della raccolta, appagano un anelito di poesia.
Contattaci
Delitto imperfetto
di Teresa Solana
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 328
Eduardo e Borja dirigono una specie di agenzia che si occupa di sbrigare le faccende poco limpide dei ricconi. Si presenta un giorno un importante politico destinato a una carriera di governo, che chiede di occuparsi del mistero del quadro di un noto pittore che ritrae sua moglie. Un caso di adulterio? I due dilettanti cominciano a battere la pista, tra salotti e club esclusivi, quando la signora viene trovata cadavere, avvelenata. Ed essi svogliatamente indagano, con aperta incompetenza, baldanzosa o timida secondo l'opposizione dei caratteri. Da un canto segue l'indagine dei due gemelli nei quartieri alti di Barcellona, ma d'altro canto racconta la vita dei due Starsky e Hutch, piccolo borghesi dell'epoca nostra, travet non poveri, non sradicati ma irresistibilmente precari, dentro fino al collo, con i loro amici e le loro famiglie, all'economia immateriale fittizia e flessibile e alla società ordinariamente destrutturata che ne deriva. Giunta alla seconda avventura dei due investigatori, l'autrice si distingue prattutto per il sarcasmo voluttuosamente contemporaneo con cui fa viaggiare i due piccolo borghesi dell'età globale dentro il mondo separato dell'aristocrazia del denaro.
Contattaci
La moglie che ha sbagliato cugino
di Umberto Domina
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 197
Umberto Domina praticava un umorismo poco italiano, fatto di battute, di dialoghi e situazioni, e non di macchiette, della scuola di Achille Campanile e simile a quello di Marcello Marchesi. Un umorismo di testa e di intreccio, ottimista, capace di resistere brillantemente alla dimensione del romanzo, com'è questa storia di sostituzioni e imbrogli di due siciliani trapiantati a Milano che si scambiano i ruoli e le mogli. Entrambi Liborio Cappa, l'uno odia il successo, le amicizie altolocate e gli elettrodomestici, ma è un genio creativo naturale particolarmente adatto alla rapidità e all'assurdo che il boom economico sta imponendo al gusto ed è tormentato da una moglie che aspira a ciò che lui disprezza; l'altro manca di genio ma possiede ambizione e ha una moglie ricca che lo lascia in pace. Troveranno come combinarsi e come gabbare il mondo, senza male per nessuno. Mondo che è quello del miracolo economico, dei mobili di plastica che rimpiazzano le antichità, delle automobili usate anche per andare a comprare le sigarette, delle scomodissime urbanizzazioni futuribili, dei cibi in scatola al posto della buona cucina, del salutismo vanesio e perdigiorno; di tutto questo Domina avverte per tempo, in presa diretta, il formidabile potenziale comico e l'effimera durata, però ne registra l'intrinseca allegria e non l'angoscia. E ne inscena una esilarante parodia, come e più di un documento o una testimonianza.
Contattaci
Coco Chanel
di Louise de Vilmorin
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 99
Louise de Vilmorin conobbe Coco Chanel a Venezia nel 1947. Ne nacque un'amicizia e l'idea di scrivere, insieme, una biografia della stilista. Il progetto naufragò così come l'amicizia tra le due donne; rimasero però gli appunti di quelle conversazioni di cui questo libro è il frutto. Si tratta in realtà di una biografia con molte omissioni e qualche invenzione, interessante soprattutto perché rivela in che modo Chanel volesse essere vista e giudicata, in particolare per quanto riguarda la fase iniziale della sua esistenza. Ma in queste memorie si ritrovano alcuni dei temi abituali di Louise de Vilmorin: l'ossessione del denaro in quanto strumento essenziale per la libertà; la volontà di indipendenza della donna dall'uomo; l'intreccio fra astuzia e seduzione. Gabrielle (poi a tutti nota come Coco) Chanel era nata nel 1883. Nel 1895, dopo la morte della madre, la bambina venne abbandonata dal padre e trascorse dieci anni in un orfanotrofio. "Ero vanitosa. Ma avevo diritto a due soli vestiti l'anno, uno per tutta la settimana e uno per la domenica. Due vestiti. Forse per questo in seguito ne ho fatti tanti, tutti ideati da me?". Poi il convitto dalla suore dove impara a cucire. Infine l'incontro con la ricca società di Dauville e l'inizio di una autentica passione, quella per la sartoria e i cappelli. Ad appena vent'anni Coco Chanel fonda una casa di moda. "Non fu la creazione di un'artista come si è soliti sostenere, né quella di una donna d'affari, ma l'opera di un essere che cercava solo la libertà".
Contattaci
Il cavaliere di Sainte-Hermine
di Alexandre Dumas
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1507
La pubblicazione del Cavaliere di Sainte-Hermine, ultima opera di Alexandre Dumas padre, ha suscitato in Francia grande clamor
Contattaci
Maruzza Musumeci
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 151
La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.
Contattaci
Il libro invisibile
di Sergej Dovlatov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
"Mi accingo a scrivere con un senso di inquietudine. A chi possono interessare le memorie di un letterato mancato? Cosa può esserci di istruttivo nella sua confessione? Del resto, anche la mia vita è priva di tragicità esteriore. Sono assolutamente sano. Ho una famiglia che mi ama. C'è sempre qualcuno disposto a darmi un lavoro che mi garantisca una normale sopravvivenza biologica. Sono stato sposato due volte, entrambe felicemente. Infine, ho un cane. E questo è persine un vezzo. Ma allora perché mi sento sull'orlo di una catastrofe fisica? Da dove mi viene questo senso di irrimediabile inettitudine alla vita? Qual è la causa della mia angoscia?". Il racconto del lento e progressivo fallimento della carriera di scrittore che Dovlatov subì in una Russia sovietica.
Contattaci
Il salto degli Orlandi
di Marco Santagata
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 203
Tre racconti che hanno tutti il carattere di rivisitazioni letterarie. Nel primo Santagata immagina che i due Orlandi, stufi di restare immobilizzati nelle vite che Ariosto - ne "L'Orlando Furioso" - e Bojardo - ne "L'Orlando innamorato" - hanno loro assegnato, decidano un giorno di uscir fuori dai rispettivi libri. Nel secondo appaiono personaggi di tutte le letterature che vorrebbero maggior libertà e soprattutto la facoltà di muoversi a loro piacere da un testo all'altro. Ma non riusciranno a trovare un accordo e a darsi una legge. L'ultimo racconta di Francesco Petrarca, della sua inquietante personalità divisa tra il desiderio di una vita raccolta e solitaria, dedita agli studi e alla riflessione, e l'ambizione mondana, la sete di gloria, l'ansia di sempre nuove esperienze, le passioni carnali.
Contattaci
L'ultimo veliero
di Marcello Venturi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
Bernardo Maestrelli, comandante di velieri, è costretto a ormeggiare il suo "Eliseo": né lui né la sua barca hanno più l'età per andare per mare. Sceso a terra la sua casa diventa l'ospizio del paese, nato proprio per accogliere i vecchi marinai. Lì trascorre le sue giornate, sempre uguali, fra l'orto e il molo, d'estate costretto dalle suore a chiedere l'elemosina tra i villeggianti, d'inverno a scrutare il mare. Ma un giorno sulla linea dell'orizzonte appare un'ombra, la vela di un bastimento. Quella sagoma in mezzo al mare accende la curiosità e poi la speranza del Capitano Maestrelli e degli altri uomini di mare dell'ospizio. Il veliero giunge al porticciolo; ha compiuto il suo ultimo viaggio ed è destinato alla rottamazione. Ma la ciurma dell'ospizio, capitanata da Maestrelli, ogni sera di nascosto sale a bordo: l'imbarcazione viene rimessa in sesto: ripulita, verniciata, sostituite le vele strappate, riparato l'albero maestro. Sì, è vecchio quel veliero, ma può ancora prendere il mare. Radunati i suoi uomini, una notte di vento propizio il Capitano abbandona l'ospizio e mollati gli ormeggi prende il largo, verso un destino che finalmente gli appartiene.
Contattaci
L'impronta del gatto
di Augusto De Angelis
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 250
A leggere Augusto De Angelis e la sua saga del Commissario De Vincenzi della Mobile di Milano, si incontra subito il piacere di un buon giallo, di articolato costrutto, dai vivi personaggi e dalle scenografie esoticamente tardo Déco. Ma c'è anche un interessante contorno storico che rende più complesso il processo dell'immedesimazione. Augusto De Angelis scriveva nel Ventennio fascista, inaugurando in Italia un genere letterario, il giallo, che il regime vedeva come fumo negli occhi. Per cui i suoi polizieschi sono una testimonianza, dei rapporti tra il fascismo e la cultura, tra occhiuto controllo e margini di libertà. Innanzitutto l'ambiguo rapporto con la cultura di massa: pur avendo in sospetto il fascismo il genere giallo, con De Angelis, scrittore benaccetto, nasceva l'autentico giallo italiano, non più la scialba ripetizione dei soliti investigatori importati da Francia, America o Gran Bretagna, a dimostrazione che con la cultura di massa, promossa e ampiamente sfruttata dal potere, era d'obbligo accogliere anche i frutti meno digeribili. Nondimeno, il Minculpop esigeva le sue regole: solo delitti in ambienti esotici e viziosi; solo delinquenti stranieri e con lo stigma di qualche depravazione; solo lieto fine. L'autore le rispettava, ma senza rinunciare a far trasparire una sua distanza, un suo afascismo: nel carattere scettico, privo di protervia e di entusiasmo, antieroico, malinconico, di gusti umanistici e atteggiamenti tolleranti del Commissario da lui creato.
Contattaci
I disincantati
di Budd Schulberg
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 611
Il proprio destino di scrittore Budd Schulberg l'affidò a una specie di scabra epopea dell'America amara. Figlio del tycoon della Paramount, e lui stesso, per un certo tempo, prediletto di Hollywood (da sue opere, vengono capolavori del cinema come II colosso d'argilla e Fronte del porto e sua è la sceneggiatura di Un volto nella folla), ma anche comunista inciampato nelle reti del Mccarthismo, spesso e volentieri elesse il mondo di Hollywood quale osservatorio ideale. I retrobottega degli studios, scenari simbolici, per il mescolarsi in loro di patina dorata e durezza sostanziale, della leggenda americana frenetica e impietosa. E a questa e al suo rovescio, sono dedicati due romanzi. Il primo, "Perché corre Sammy?", racconta il farsi della leggenda: un piccolo fattorino ebreo sempre di corsa che diventa un potente produttore, sacrificando ogni cosa d'umano alla sua assetata ambizione. Il secondo, questo "I disincantati", al contrario si concentra sul come muore, in America, una leggenda. Uno scrittore grande e dimenticato, che ha avuto tutto, ed è stato travolto assieme a un mondo lussureggiante dalla crisi del '29, si lascia umiliare e consumare nel corpo e nella dignità in un ultimo infimo lavoro da sceneggiatore di filmetti.
Contattaci


