Sellerio Editore Palermo: La memoria
Il cavaliere di Sainte-Hermine
di Alexandre Dumas
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1507
La pubblicazione del Cavaliere di Sainte-Hermine, ultima opera di Alexandre Dumas padre, ha suscitato in Francia grande clamor
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Maruzza Musumeci
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 151
La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.
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Il libro invisibile
di Sergej Dovlatov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
"Mi accingo a scrivere con un senso di inquietudine. A chi possono interessare le memorie di un letterato mancato? Cosa può esserci di istruttivo nella sua confessione? Del resto, anche la mia vita è priva di tragicità esteriore. Sono assolutamente sano. Ho una famiglia che mi ama. C'è sempre qualcuno disposto a darmi un lavoro che mi garantisca una normale sopravvivenza biologica. Sono stato sposato due volte, entrambe felicemente. Infine, ho un cane. E questo è persine un vezzo. Ma allora perché mi sento sull'orlo di una catastrofe fisica? Da dove mi viene questo senso di irrimediabile inettitudine alla vita? Qual è la causa della mia angoscia?". Il racconto del lento e progressivo fallimento della carriera di scrittore che Dovlatov subì in una Russia sovietica.
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Il salto degli Orlandi
di Marco Santagata
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 203
Tre racconti che hanno tutti il carattere di rivisitazioni letterarie. Nel primo Santagata immagina che i due Orlandi, stufi di restare immobilizzati nelle vite che Ariosto - ne "L'Orlando Furioso" - e Bojardo - ne "L'Orlando innamorato" - hanno loro assegnato, decidano un giorno di uscir fuori dai rispettivi libri. Nel secondo appaiono personaggi di tutte le letterature che vorrebbero maggior libertà e soprattutto la facoltà di muoversi a loro piacere da un testo all'altro. Ma non riusciranno a trovare un accordo e a darsi una legge. L'ultimo racconta di Francesco Petrarca, della sua inquietante personalità divisa tra il desiderio di una vita raccolta e solitaria, dedita agli studi e alla riflessione, e l'ambizione mondana, la sete di gloria, l'ansia di sempre nuove esperienze, le passioni carnali.
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L'ultimo veliero
di Marcello Venturi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
Bernardo Maestrelli, comandante di velieri, è costretto a ormeggiare il suo "Eliseo": né lui né la sua barca hanno più l'età per andare per mare. Sceso a terra la sua casa diventa l'ospizio del paese, nato proprio per accogliere i vecchi marinai. Lì trascorre le sue giornate, sempre uguali, fra l'orto e il molo, d'estate costretto dalle suore a chiedere l'elemosina tra i villeggianti, d'inverno a scrutare il mare. Ma un giorno sulla linea dell'orizzonte appare un'ombra, la vela di un bastimento. Quella sagoma in mezzo al mare accende la curiosità e poi la speranza del Capitano Maestrelli e degli altri uomini di mare dell'ospizio. Il veliero giunge al porticciolo; ha compiuto il suo ultimo viaggio ed è destinato alla rottamazione. Ma la ciurma dell'ospizio, capitanata da Maestrelli, ogni sera di nascosto sale a bordo: l'imbarcazione viene rimessa in sesto: ripulita, verniciata, sostituite le vele strappate, riparato l'albero maestro. Sì, è vecchio quel veliero, ma può ancora prendere il mare. Radunati i suoi uomini, una notte di vento propizio il Capitano abbandona l'ospizio e mollati gli ormeggi prende il largo, verso un destino che finalmente gli appartiene.
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L'impronta del gatto
di Augusto De Angelis
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 250
A leggere Augusto De Angelis e la sua saga del Commissario De Vincenzi della Mobile di Milano, si incontra subito il piacere di un buon giallo, di articolato costrutto, dai vivi personaggi e dalle scenografie esoticamente tardo Déco. Ma c'è anche un interessante contorno storico che rende più complesso il processo dell'immedesimazione. Augusto De Angelis scriveva nel Ventennio fascista, inaugurando in Italia un genere letterario, il giallo, che il regime vedeva come fumo negli occhi. Per cui i suoi polizieschi sono una testimonianza, dei rapporti tra il fascismo e la cultura, tra occhiuto controllo e margini di libertà. Innanzitutto l'ambiguo rapporto con la cultura di massa: pur avendo in sospetto il fascismo il genere giallo, con De Angelis, scrittore benaccetto, nasceva l'autentico giallo italiano, non più la scialba ripetizione dei soliti investigatori importati da Francia, America o Gran Bretagna, a dimostrazione che con la cultura di massa, promossa e ampiamente sfruttata dal potere, era d'obbligo accogliere anche i frutti meno digeribili. Nondimeno, il Minculpop esigeva le sue regole: solo delitti in ambienti esotici e viziosi; solo delinquenti stranieri e con lo stigma di qualche depravazione; solo lieto fine. L'autore le rispettava, ma senza rinunciare a far trasparire una sua distanza, un suo afascismo: nel carattere scettico, privo di protervia e di entusiasmo, antieroico, malinconico, di gusti umanistici e atteggiamenti tolleranti del Commissario da lui creato.
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I disincantati
di Budd Schulberg
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 611
Il proprio destino di scrittore Budd Schulberg l'affidò a una specie di scabra epopea dell'America amara. Figlio del tycoon della Paramount, e lui stesso, per un certo tempo, prediletto di Hollywood (da sue opere, vengono capolavori del cinema come II colosso d'argilla e Fronte del porto e sua è la sceneggiatura di Un volto nella folla), ma anche comunista inciampato nelle reti del Mccarthismo, spesso e volentieri elesse il mondo di Hollywood quale osservatorio ideale. I retrobottega degli studios, scenari simbolici, per il mescolarsi in loro di patina dorata e durezza sostanziale, della leggenda americana frenetica e impietosa. E a questa e al suo rovescio, sono dedicati due romanzi. Il primo, "Perché corre Sammy?", racconta il farsi della leggenda: un piccolo fattorino ebreo sempre di corsa che diventa un potente produttore, sacrificando ogni cosa d'umano alla sua assetata ambizione. Il secondo, questo "I disincantati", al contrario si concentra sul come muore, in America, una leggenda. Uno scrittore grande e dimenticato, che ha avuto tutto, ed è stato travolto assieme a un mondo lussureggiante dalla crisi del '29, si lascia umiliare e consumare nel corpo e nella dignità in un ultimo infimo lavoro da sceneggiatore di filmetti.
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La lettera da Benares
di Toni Maraini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 214
Fosco Maraini (1912-2004), antropologo, fotografo, orientalista, alpinista e scrittore, si cimentò anche con giochi linguistici, testi inventivi e poesie; a lui si deve uno dei più noti libri di viaggio del secolo scorso, "Segreto Tibet", e lo studio e la conoscenza dell'universo giapponese e di vari popoli dell'Asia. Nei suoi viaggi esplorò molteplici universi, endocosmi ed esocosmi, per usare sue parole, cioè mondi di dentro e mondi di fuori. Una lettera mai spedita, ritrovata nelle carte postume, fornisce alla figlia Toni il materiale e l'occasione per un carteggio immaginario eppure vero col padre, e in questo dialogare si fonda il filo conduttore del suo libro. Un ripercorrere vite contemporanee e parallele, unite da eventi concreti, da memorie e ricordi; e, sul piedistallo di quella lettera, altre lettere tra figlia e padre, con documenti e testimonianze inedite, emergono dall'archivio di famiglia e dalle loro esperienze, separate ma comuni, che essi andavano correndo. Dagli anni vissuti in Sicilia (Fosco sposò Topazia Alliata, pittrice e nobildonna siciliana) e dalle lontananze orientali, sino al loro ritorno in Italia. Sullo sfondo, il secolo di una famiglia proveniente da un triangolo spaziale che riassume un continente e una cultura, quella di artisti, scrittori, intellettuali e viaggiatori. Così si apre uno degli archivi segreti dell'esperienza e storia culturale d'Europa.
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Anversa
di Roberto Bolaño
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 131
"Ho scritto questo libro per me stesso, e neppure di questo sono troppo sicuro. Per molto tempo sono state solo pagine sparse che rileggevo e forse correggevo convinto di non avere tempo. Ma tempo per cosa? Ero incapace di spiegarlo con precisione. Ho scritto questo libro per i fantasmi, che sono gli unici ad avere tempo perché sono fuori dal tempo". Anversa è il primo romanzo scritto da Bolaño ("Naturalmente, non ho mai portato questo romanzo a una casa editrice") ed è anche l'ultimo pubblicato in vita. L'inizio e la fine, a distanza di vent'annl, di una storia di scrittore indipendente dalla cosiddetta letteratura ufficiale, diventato un riconosciuto innovatore, un autore di riferimento e un maestro, grazie alla chiarezza e la tristezza di un modo di scrivere il cui rischio principale è quello di usare la letteratura per cercare di ripetere un'esperienza del mondo, di fermare i vissuti propri e quindi, appunto perché irripetibili e mai del tutto decifrabili, aperti alla libertà di tutti di ammaliarsene e riviverll. E Anversa chiude, infatti, con una frase che è un impegno programmatico: "Come quei versi di Leopardi che Daniel Biga recitava su un ponte nordico per armarsi di coraggio, così sia la mia scrittura".
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Dizionario del dandy
di Scaraffia Giuseppe
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 197
Il primo Beau Brummell, l'ultimo, probabilmente, Cocteau
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Maria Stuarda
di Alexandre Dumas
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 275
Personaggio prediletto della storia romantica Maria Stuarda: figlia del re di Scozia e di Maria del magnifico casato dei Guisa, sposa del re di Francia, formata nella Francia signorile del Rinascimento e delle guerre di religione; la morte dei congiunti la mutò in Regina di Scozia e Vedova di Francia, trascinandola nell'occhio delle lotte nobiliari e religiose dei clan feudali dominanti nella sua terra d'origine. Più facilmente è ricordata per lo scontro fatale con la grande Elisabetta: scontro impari perché, della artefice della supremazia inglese sui mari e nei commerci, Maria era maggiore soltanto per la bellezza fisica. Il suo dramma fu l'inadeguatezza, che la rese tenera ai posteri e abbandonata da tutti in vita. Alexandre Dumas la ritrasse in questo dei suoi Delitti celebri: e i delitti sono molti, in congiure e battaglie, a movimentare la scena, ma non vi sono i lividi bagliori da cronaca di nera degli altri racconti, i Cenci, i Borgia, la marchesa di Ganges. Il grande cacciatore di ogni traccia d'avventura nella storia preferisce il respiro ampio, pacato e lento, il gioco dei primi piani e delle scene corali, il contrasto delle personalità nelle sfaccettature psicologiche, lasciando prevalere il drammaturgo sul cronista, preso evidentemente più che dall'ardore sanguigno della violenza, dalla malinconia per una donna e per ciò che era nata ad essere e non poté.
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C'era una volta
..
di Capuana Luigi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 211
In quel tempo ero triste ed anche un po' ammalato, con un'inerzia intellettuale che mi faceva rabbia, e i lettori non immagine
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