Sellerio Editore Palermo: La memoria
Il giornale invisibile
di Sergej Dovlatov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 169
In Russia, dov'era nato e vissuto in età comunista, e in America dov'erano stati pubblicati i suoi libri durante l'esilio finale, Dovlatov è considerato un classico. I suoi romanzi e i suoi racconti sono infatti ritenuti la migliore testimonianza letteraria dell'Homo sovieticus d'epoca poststaliniana. Una situazione che - secondo Dovlatov - produceva una umanità caratteristica, esaltando all'eccesso quel certo anarchismo estetizzante, quel ribellismo individualistico, e soprattutto l'immensa riserva di autoironia propri del popolo russo, o almeno di quello spezzone di Russia in cui Dovlatov si ambientava, fatto di intellettuali e pseudo tali, dalla vita alcolica e picaresca, sempre sospesi tra il dissenso e il desiderio di sbarcare il lunario con il minimo di fatica. Scene di coinvolgente comicità, fatte di quadri staccati tenuti insieme in collages estremamente naturali, volti a rappresentare il caos insito nella condizione umana; storie sempre autobiografiche, allegramente pessimistiche, quasi che la vecchia URSS fosse lo scenario più adatto a esprimere l'assurdo dell'esistenza. Con un'attenzione spasmodica verso il linguaggio reale. Nel "Giornale invisibile" si racconta di ciò che succede tra russi intorno al tentativo di fondare un periodico a New York, per la colonia degli immigrati. Perché l'Homo sovieticus, in patria o in esilio resta tale in realtà, come se fosse, assai più che il frutto di una società storica, una delle alternative dell'essere uomini.
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La legione straniera
di Gian Carlo Fusco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 54
Nella malinconica allegria di "A Roma con Bubù", Gian Carlo Fusco racconta della sua grande amicizia maschile, della reciproca infatuazione per il cantante marsigliese Rick Rolando che militò nella Legione straniera. Da qui i quattro articoli del 1961 sulla Legione straniera raccolti in questo volume. Quasi tutto, di questo scrittore irregolare ed estroverso, porta infatti il segno della testimonianza vissuta: e anche in questa storia della Legione, a tratti sembra emergere il segno del ricordo personale (mutuato evidentemente dall'esperienza dell'amico). Più che una storia è una rievocazione, finalizzata a spogliare il mito romantico dominante, ricca di aneddoti e ritratti, di episodi curiosi e paradossi viventi. Un movimento che corre rapido dalla presentazione del cliché, immortalato nel cinema con la faccia di Jean Gabin, alla sua distruzione. Vi sono gli eroi, e i retroscena taciuti di essi; le campagne militari e la vita quotidiana fatta di stenti e degradanti punizioni; i miti e i grandi orrori del colonialismo; le tradizioni e le viltà nascoste. Volano come una scorribanda dentro un'unica avventura, in quello stile scintillante e fragoroso di colui che è considerato il più grande narratore orale del dopoguerra, ma che resta ammorbidito nella spontanea, coinvolgente simpatia per tutto ciò, uomini e cose, di cui narra.
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Racconti siciliani
di Danilo Dolci
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 417
"Questo libro comprende alcuni racconti più significativi che ho raccolto dal 1952 al 1960 tra la povera gente di quella parte della Sicilia in cui operiamo. Ho scelto i meglio leggibili badando a non sforbiciare liricizzando, temendo soprattutto che la scoperta critica, il fondo delle reazioni di chi legge, rischino di dissolversi in godimento estetico: tanto sono espressive, belle direi, alcune di queste voci". Forse è tempo di una renaissance di Danilo Dolci, della sua lezione di metodo, dopo la clamorosa attenzione risvegliata nei suoi contemporanei e la parziale dimenticanza degli ultimi anni. Fu infatti, per la questione sociale in Italia, un uomo di svolta epocale, un Gandhi italiano, essendo riuscito a inserire tra l'indifferenza delle classi dirigenti e l'economicismo prevalente delle lotte sindacali, il cuneo della denuncia pacifista, fatta di resistenza passiva, di pratica dell'obiettivo, di scioperi alla rovescia, di digiuni collettivi, di fusione dei diritti sociali nei diritti umani. Un acuto pungolo che spinse i migliori intellettuali italiani e gran parte del giornalismo a guardare finalmente al mondo degli ultimi, e costrinse l'opinione pubblica delle classi dirigenti a prenderne atto. Partiva dal presupposto, arduo allora come oggi, che per conoscere i poveri bisognasse vivere come loro, condividerne i bisogni materiali e la condizione spirituale; e che per far conoscere i poveri bisognasse render loro la voce.
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E adesso, pover'uomo?
di Hans Fallada
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 577
Il libro di Fallada, pubblicato nel 1932, racconta le vicende di un giovane commesso, di sua moglie, del loro bambino
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Per la scuola
di Piero Calamandrei
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 143
Calamandrei individuava nella mobilità sociale il principale compito della scuola
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L'uomo delle contraddizioni. Pirandello visto da vicino
di Luigi F. D'Amico
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 175
Fa meraviglia - osserva l'autore - che Pirandello non conoscesse Freud. La sua stessa esistenza fu determinata da quel tema del doppio che costituisce il centro della sua poetica. Da un lato, per la prima volta, scopriamo un "sentimento del pudore" dominante che segna di vibrante disperazione sia l'inesausta passione senza amore per la moglie preda di turbe psichiche inguaribili, sia l'amore senza speranza per la giovane Marta Abba, sua creatura artistica e donna restia a ogni rapporto sentimentale. Dall'altro l'instancabile confessarsi nelle opere: "credo che nessuno scrittore più di Pirandello abbia rivelato se stesso e la propria vita nelle novelle, nei romanzi e nei drammi; a volte con veli esilissimi a volte direttamente". Questa doppia chiave, il pudore e il disvelarsi, offre a d'Amico - che, sposo della nipote del grande drammaturgo, poté vedere le vicende del nonno molto da vicino - la traccia per seguire Pirandello in una biografia intellettuale e sentimentale parallela, con episodi e valutazioni critiche del tutto nuovi. In una circolazione continua della vita nelle opere e delle opere nella vita, il racconto biografico si accosta al pulsare doloroso del "grande e infelice artista", ma offre anche un modello originale di far critica viva.
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Gli uomini che non si voltano
di Gaetano Savatteri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 299
Placido Polizzi, poliziotto palermitano incastrato da una intercettazione telefonica, viene processato, condannato in primo grado e sospeso dal servizio. Ed è a questo punto che viene contattato da Silvestre Majorca, un suo vecchio amico, ora segretario di un parlamentare siciliano, Aurelio Tripodo, figlio d'arte (il padre era una vecchia volpe della democrazia cristiana). Tripodo ha ricevuto una serie di lettere anonime ed è molto spaventato, probabilmente le hanno scritte dei mafiosi a cui il padre, prima di morire, ha fatto delle promesse che lui non ha mantenuto e che forse addirittura ignora. A Tripodo inoltre viene suggerito - e il suggerimento è già un avvertimento - di candidarsi a sindaco del suo paese. Il che lo mette in crisi, non vuole ritornare nello squallore dell'amministrazione locale, e radicarsi in una politica senza prospettive, ma avverte che un rifiuto vorrebbe dire la fine della sua carriera, cosa che forse non gli dispiacerebbe troppo e gli permetterebbe di avvicinarsi a Florence, la bella francese con cui da qualche tempo ha una storia molto intensa. Attorno al poliziotto Placido Polizzi, all'onorevole Aurelio Tripodo al segretario Silvestre Majorca, una girandola di personaggi che delinea bene e con verosimiglianza l'ambiente della politica siciliana a Roma.
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Un viaggio a Lourdes
di Mario Soldati
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 149
Uno scrittore laico a Lourdes, luogo di fede e di miracoli. Nel 1934 Mario Soldati intraprese un viaggio a Lourdes, non per devozione, ma per un'inchiesta giornalistica. Alla stazione, il giorno della partenza, in mezzo a preti, frati, monache, infermiere, nobili e borghesi della Torino che conta, Soldati coglie umori e voci dei "congregati della banchina". Sta per partire il treno verde, il convoglio attrezzato per il trasporto dei malati. È un tragitto faticoso, lento, ma in realtà il viaggio è sofferenza e sacrificio solo per i pochi malati gravissimi, per tutti gli altri, anche per gli infermi, è occasione di distrazione e di svago. Finalmente, dopo più di 24 ore, il treno verde giunge alla meta. Ma a Lourdes, scopre il ventottenne Soldati, non si respira un'atmosfera di spiritualità: città ariosa, allegra, operosa, si presenta assai diversa da Assisi, un luogo in cui anche le pietre rimandano alla meditazione. Ma qual è il mistero di Lourdes? Sta forse nella grotta, che tuttavia appare insulsa e brutta? Allora perché attira tanti uomini e donne? L'occhio penetrante di Mario Soldati mette a fuoco questo luogo colmo di misticismo - di straordinaria suggestione per i credenti - con il ritmo incalzante del reportage e uno sguardo laico e disincantato.
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Il cammello e la corda
di Domenico Seminerio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 315
Padre Salvatore, prete ligio e conformista, è tormentato dalla tentazione. Questa si incarna in Minuzza, giovane vedova bianca: la sua fisicità sottomessa, la disponibilità allusiva e deferente, il timore che ceda alle profferte di altri gli si accampano nella mente come una doppia volontà sconosciuta e incontrollata. Nello stesso tempo la tentazione prende un'altra veste. Durante una partita di caccia, il parroco scopre, in una grotta sepolta, le statue conturbanti che ornavano un giardino di Venere con tutte le pose dell'amore carnale. Come in archetipi immortali, la grazia e l'eros vitali esplodono nella loro divina bellezza: una minaccia, agli occhi del prete, ancora più insidiosa di Minuzza.
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La giacca verde
di Mario Soldati
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 143
"Poche volte accade di aver l'impressione della facilità come leggendo La giacca verde (...). La trovata di una situazione che costringe un celebre direttore d'orchestra a celare la propria identità di fronte ad un oscuro suonatore di batteria che si spaccia per compositore è degna di un racconto della tradizione classica, diciamo: Gogol. E così l'alternanza di ironia e di pietà che guidano il lettore insensibilmente alla verità che l'autore vuol dirci, a quella esperienza della identità profonda degli uomini, della loro ambivalenza intellettuale e morale, facile ad affermare in astratto ma difficilissima a riconoscere in concreto, distinguendo l'anima sotto il carattere." (Franco Fortini)
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A Roma con Bubù
di Gian Carlo Fusco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 210
Gian Carlo Fusco era un personaggio indimenticabile in vita: irrefrenabile, ammaliatore, generoso di sé fino alla dissipazione, alla stregua di quei malati di vagabondaggio, inimmaginabili vecchi, che non possono fermarsi senza essere sopraffatti dalla tristezza. In quanto scrittore era un grande raccontatore di storie euforiche e portatrici misteriosamente di tenaci malinconie perché tratte dal suo sconfinato bacino di esperienza vissuta. Questo libro è la storia, dichiaratamente autobiografica, di una stagione con l'amico Bubù, un marsigliese ai limiti della mala, compagno di sbronze e di nottate. Con lui decidono di trasferirsi da Milano alla Roma della Dolce vita in cerca di una diversa fortuna.
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